di Pierpaolo Paterno
BARI – Ad una giornata dal termine del campionato – venerdì in casa Genoa – e a pochi giorni dal via dei playoff – per il Bari interviene il direttore sportivo Ciro Polito. “Ci tenevo ad essere presente adesso – attacca – . E’ giusto che il popolo biancorosso senta la voce della società. Siamo quasi alla fine della regular season, la terza posizione è acquisita e per questo vogliamo metterci a disposizione dei giornalisti e dei tifosi”. Il terzo posto appunto, raggiunto con risorse moderate rispetto ad altre concorrenti: “Andremo ai playoff e tutti ci teniamo. Siamo una neopromossa e nessuno si aspettava un risultato del genere. Ma passato un anno, si è dimostrato che il Bari è forte. Abbiamo 17 squadre dietro e solo due davanti. Non è un miracolo. Un’impresa sì, da completare con la serie A che tanto manca”.
Polito è entrato a pieno titolo nel cuore dei tifosi del Bari. Nelle ultime ore, è stato accostato al Napoli: “Sono una persona che guarda sempre il presente. Se il mio nome è accostato al Napoli, mi fa piacere ma non non se so niente. Qualcuno si accorge del lavoro svolto. Ora sono concentrato ad un solo obiettivo. Che è riportare la A a Bari. Tutti dobbiamo concentrarsi su questo. Sono serenissimo. Abbiamo una situazione al limite. In A, la proprietà deve lasciare. Non sono sprovveduti. Il futuro lo si deciderà. Si vedrà, in base anche alla categoria. C’è solo da programmare per fare sempre meglio di come stiamo facendo”. “Ho sempre cercato nelle categorie inferiori. In C ci sono ottimi giocatori. Bisogna solo aspettare. Il tappeto verde è giudice di tutto. Io cerco sempre di cercare dei giocatori”.
“Sono abituato a fare e non a dire – sottolinea – . Quando si arriva in fondo, si ha quello che si merita. E se siamo terzi è perché davanti ci sono due squadre più forti. Sono orgoglioso dei miei ragazzi. Da applaudire all’infinito. Non serve trovare capri espiatori. La società ha fatto tutto quello che poteva. Su questo poi si lavorerà. Abbiamo girato tutta l’Italia, battendo ogni contrasto con ogni goccia di sudore”.
“Vedere 52mila persone allo stadio – precisa Polito – è una vittoria che fa parte del nostro lavoro. Si è creata un’alchimia con la città, tra le prime d’Europa per presenze allo stadio. Sono super soddisfatto sotto questo aspetto. Quando sono arrivato c’erano delle spaccature. Delle sfide non mi sono mai preoccupato. Se un giorno sarà serie A, spero col Bari, sono pronto a livello tecnico e umano. Il mio futuro lo decido io. Voglio essere una figura principale. Non sono un oggetto di chi arriverà. Il nostro mondo è fatto di proprietà con personaggi che tutti sanno. Con De Laurentiis parlo la stessa lingua. Su altri devo capire programmi e intenzioni”.
Una battuta su Ceter e Scheidler, in crescita: “Scheidler ha dato e fatto il suo percorso, anche altalenante. Ha sofferto l’impatto col nuovo campionato. Alla lunga dirà al sua. La problematica di Ceter era a livello fisico. Ora sta dando e darà ancora il suo supporto. Lo stiamo curando. Lui è riconoscente al massimo, speriamo con un gol. Sarebbe la ciliegina sulla torta”.
“Noi in serie A ci vogliamo andare. Se nella vita ho l’occasione da sfruttare, lo faccio come un carro armato. Vorrei che alla semifinale il fischietto dell’arbitro tremi per il boato dei nostri tifosi. Non ho rimorsi, ne rancori. Voglio solo raggiungere la A con questa squadra e questi giocatori. Morachioli, Caprile, Benedetti e Cheddira ce li invidia tutta la serie B. Morachioli me lo hanno chiesto in serie A”. “Una squadra che ha un grande seguito – prosegue – deve aspettarsi di tutto dalla piazza. Qui c’è un amore viscerale e ci sta la critica ogni tanto. E’ meglio avere una città che ti da e se ti viene contro fa parte del peso della stessa”.
Sui playoff e le avversarie: “Il Venezia arriva con grande forza e può dire la sua. I playoff sono partite strane, si decidono con gli episodi. Sono talmente tirate, che faccio fatica a dire chi vorrei o no incontrare. Il pensiero deve essere anche degli altri”. Comunque vada sarà un successo e resterà l’impresa firmata insieme a Mignani: “Il presidente di noi è super contento. E’ uno che parla poco. Lo farà prossimamente. Da delle basi bisogna partire. Se rimanessimo in B, è giusto sedersi e fare un programma per alzare il livello.
Subito dopo Pisa-Bari si è scatenato da più parti un movimento di opinione anti Bari, accusato di favoritismi arbitrali nel corso di tutta la stagione. Come risponde alle critiche e se teme che questo clima possa provocare dei condizionamenti esterni in vista dei playoff: “Più si parla e peggio è. Gli arbitri sono essere umani che vanno aiutati e supportati. Sono serenissimo per i playoff. Favoritismi non ne abbiamo ricevuti. Anzi, qualcosa ci è stato tolto”. Posto che il terzo posto sia realmente un vantaggio: “Il regolamento è questo e ce lo teniamo. Vince quella più forte e ci arriva meglio a livello fisico e mentale. Un po’ di c… ci vuole sempre. Le statistiche sono fatte per essere cambiate. Non ci dobbiamo cullare sul terzo posto”.
“Nel momento in cui sono arrivati 50mila tifosi allo stadio – continua – non siamo riusciti dargli una soddisfazione totale. Spero che il boato esploderà per un grande risultato. Prima di ogni gara, mi unisco sempre alla squadra. L’unione ti può portare più in alto possibile”. Una riflessione su Pucino ed i calciatori in scadenza: “Raffaele è uno di quelli che ha un trascorso con me. Sono legato a lui, almeno quanto agli altri. Un giocatore di grande garanzie. CI mancherà, ma speriamo di recuperarlo. Ci sono ragazzi che possono sostituirlo. Per chi è in scadenza, tireremo una linea alla fine della stagione”.
Gli errori da evitare nei playoff: “Siamo favoriti solo per la classifica, non per altro. Abbiamo dimostrato di avere dei valori, ma nei playoff tutti sono favoriti. Non bisognerà abbassare l’attenzione su ogni minimo particolare. Sfruttare magari i calci da fermo. Colpa mia che non ho preso un grande battitore. La serie A? Quando verrà, non ci faremo trovare impreparati. Molti degli attuali giocatori possono farla. Per farla, bisogna meritarsela vincendo con la propria squadra. Se hai dei valori, puoi impiegarli in tutte le categorie. La proprietà è talmente solida che non ha messo nessuno sul mercato. Non ne ha bisogno”. “Il bello del Bari di quest’anno – conclude – è stata la continuità. Il momento più spento è stato col Perugia in casa. Loro andavano forte, non eravamo un poco in calo. Nel complesso, anche perdendo e pareggiando, non abbiamo mai subìto nessuno. Mai si è vinto pensando di aver fatto una rapina. Il nostro standard è alto, dobbiamo solo mantenerlo”.
