di Pierpaolo Paterno
BARI – Pomeriggio di conferenza stampa per Michele Mignani che inizia il conto alla rovescia in attesa della finale di andata dei playoff di serie B in programma giovedì sera – ore 20.30 – all’Unipol Domus, casa del Cagliari. Sarà il primo di due atti che si concluderanno domenica 11 giugno al San Nicola, sempre alle ore 20.30.
“Spero di vedere il Bari in versione Sudtirol 2”, dice Mignani riferendosi all’aspettativa per giovedì avendo in mente la squadra vittoriosa al San Nicola del 2 giugno e non quella perdente al Druso nella semifinale di andata. “Voi – continua l’allenatore del Bari – dimenticate che di fronte avremo calciatori con delle cattive intenzioni… L’unica cosa da fare è mettere dentro tutto quello che abbiamo”.
A destare qualche preoccupazione, oltre all’assenza per squalifica di Ricci, sono le condizioni di Valerio Di Cesare, alle prese con una noia alla spalla: “Mancano due giorni alla partita. Per come conosco i ragazzi, penso che oggi arriveranno tutti in grande forma”. Da valutare, ci sono anche le condizioni di Pucino e Folorunsho: “Mike l’ho sempre apprezzato, perché si è messo a disposizione pur non essendo al cento per cento. Ha scelto la causa comune, anziché mettere a posto se stesso”.
Rispetto alla doppia finale, gli scommettitori danno il Cagliari per favorito. Eppure, i regular season il Bari ha numeri migliori in fatto di punti fatti e differenza reti: “Se si guardano i due allenatori – dice Mignani – non c’è gara. Mister Ranieri ha una storia. Mignani no. Il Cagliari l’anno scorso era in A e ha conservato diversi giocatori. Nelle ultime 18 partite ne ha persa solo una. Noi siamo una neopromossa che ha dimostrato grande entusiasmo. Alle finali si azzera tutto. Di fronte, c’è un ostacolo gigante. Ma il mio Bari ha sempre dimostrato di non avere paura di nessuno”.
“Se ognuno tornasse indietro – aggiunge – farebbe scelte diverse e migliori. Ma non si può. Ci sono cose che probabilmente non sono andate come avrei voluto. Mi vengono in mente le sconfitte con Palermo e Perugia. Mi spiace non essere riuscito a farmi dare tutto da tutti. Qualcuno avrebbe potuto dare un contributo non dato per miei demeriti. Alla fine, quello che conta è ciò che fa la squadra. E sinora ha fatto un grande percorso. L’affetto del pubblico? Comincio a sentirmi barese. Stiamo vivendo un momento bellissimo. In giro c’è gente che mi abbraccia e mi incita. Fa piacere. I ragazzi se lo sono meritato e conquistato posso dopo passo. Hanno fatto rinascere un amore viscerale. C’è da combattere altre due battaglie e la cosa più importante è che lo faremo insieme”.
Dalla semifinale contro il Sudtirol alla finale col Cagliari. Mignani segna il passo: “Le due partite col Sudtirol ci hanno portato esperienza in più. Non possiamo sempre ragionare da soli, perché di fronte abbiamo sempre un avversario. Non speculeremo contro il Cagliari, e comunque non servirà andare all’arrembaggio. Abbiamo vinto dieci partite in trasferta. In casa non abbiamo mai subito l’avversario. Troveremo una squadra fortissima e uno stadio infuocato. Conosco l’ambiente avendo lavorato ad Olbia, società satellite del Cagliari. Se riusciamo, proveremo a vincere la partita”. “Vedo ragazzi vogliosi – assicura – . Quando hai davanti due partite così belle, tutti stringeranno i denti. Anche chi entrerà dalla panchina. Ormai siamo un tutt’uno. Vediamo il traguardo e tutti devono dare il 120 per cento. Lo spirito della squadra fa vincere le partite, non i cambi”.
Focus sul centrocampo e su un profilo speciale: “Oggi facciamo gli auguri a Leonardi Benedetti per i suoi 23 anni. E’ arrivato quando eravamo già in ritiro. Non lo conoscevo bene. Nella prima parte di stagione, a centrocampo c’era Folorunsho. Leonardo è un ragazzo eccezionale, silenzioso e introverso. Ha grandi margini di miglioramento. Speriamo che anche nelle prossime due partite possa essere decisivo”.
Di nuovo sul Cagliari: “E’ forte. Ha Lapadula, il capocannoniere della B. Quindi Pavoletti, Luvumbu, Nandez. Poi Rog, Goldaniga. Hanno giovani interessanti. Un allenatore che ha vinto uno scudetto in Inghilterra. Non una gabbia, ma un carcere ci vorrebbe per fermarli. Penso però che anche loro debbano avere un minimo di preoccupazione su di noi”.
Cagliari-Bari sarà scontro generazionale tra Mignani e Ranieri. Il romano ha vinto di tutto. Il genovese è giovane e ha tutto da conquistare. L’insegnamento della partita di ritorno in campionato (1-1 con pari allo sacedere di Antenucci) non inganna l’allenatore dei pugliesi: “Fu una partita particolare. Andammo in svantaggio dopo 2′ e passammo tutta la partita a rincorrerli. Un precedente che offre poche indicazioni. Ranieri da poco sedeva su quella panchina. Adesso ha dato una quadratura, un senso e una logica alla sua squadra”. “Spero di dormire – conclude Mignani – .Alla fine, rimane una partita di calcio. Mi piacerebbe godermi il periodo. Quando ho delle preoccupazioni, mi dico solo di stare tranquillo. Tanto il tempo non si ferma. Al massimo, mi rivedo Bari-Sudtirol e mi rassereno”.
L’ARBITRO DI CAGLIARI-BARI – Sarà Maurizio Mariani a dirigere la finale di andata dei playoff di Serie B tra Cagliari e Bari, in programma giovedì 8 all’Unipol Domus: l’arbitro internazionale della sezione di Aprilia verrà coadiuvato da Daniele Bindoni di Venezia e Alberto Tegoni di Milano.