Cagliari-Bari 1-1
CAGLIARI (4-3-3): Radunovic, Goldaniga, Mancosu (11′ st Prelec), Nandez (43′ st Obert), Lapadula (33′ st Pavoletti), Deiola, Altare, Zappa, Makoumbou, Azzi, Luvumbo (43′ st Di Pardo). A disp. Aresti, Ciocci, Rog, Viola, Millico, Lella, Barreca, Kourfalidis. All. Ranieri.
BARI (4-3-1-2): Caprile; Dorval, Zuzek, Vicari, Mazzotta; Maita (28′ st Bellomo), Maiello, Benedetti (49′ st Antenucci); Morachioli (33′ st Ceter); Cheddira (49′ st Molina), Esposito (28′ st Folorunsho). A disp. Frattali, Matino, Antenucci, Benali, Botta, Bosisio, Pucino, Mallamo. All. Mignani.
ARBITRO: Mariani di Aprilia.
RETI: 9′ pt Lapadula; 51′ st (rig.) Antenucci.
NOTE: Spettatori 16.000, di cui 415 ospiti. Rec. 4′ pt. e 12′ st.
di Pierpaolo Paterno
CAGLIARI – Un Bari stratosferico annienta la corazzata Cagliari e gli intima l’alt pareggiando all’ultimo respiro con un rigore di Antenucci, entrato proprio per l’esecuzione dal dischetto che sposta gli equilibri promozione dalla parte dei biancorossi. Dopo l’1-1, al culmine di una partita dominata ma trascorsa a rincorrere per effetto del gol in apertura di Lapadula, la strada verso la A si fa in discesa. Ma i giochi restano aperti e andranno decisi domenica prossima al San Nicola nella finale di ritorno dei playoff dove i galletti potranno pure far valere la migliore posizione in stagione regolamentare. Per quanto fatto vedere all’Unipol Domus, la divisione della posta rappresenta il minimo sindacale per un gruppo – quello del giovane Mignani – decisamente più squadra di quella dell’esperto Ranieri affidata alle indubbie qualità di alcuni singoli.
Formazione annunciata, o quasi. La vera novità è la presenza dall’inizio di Morachioli a supporto delle punte Esposito e Cheddira. Tutto secondo copione in un centrocampo che ripropone Maita, Maiello e Benedetti. In extremis, Mignani rinuncia a Di Cesare che stringe i denti nel riscaldamento ma da forfait per il dolore alla spalla ed esce di scena ancora prima di cominciare. Al centro, con Vicari c’è Zuzek. Gli esterni sono Dorval a destra e Mazzotta a sinistra al posto dello squalificato Ricci. Di fronte, solito Cagliari col 4-3-1-2 a trazione anteriore col tridente d’attacco Mancosu (al rientro), Luvumbo e Lapadula. Quest’ultimo premiato col trofeo “Paolo Rossi” come re dei bimber della B dal presidente di Lega (sardo doc…) Balata. In difesa Zappa, Altare, Goldaniga e Azzi. In mezzo, Nandez, Makoumbou e Deiola. Si comincia, mentre al San Nicola inizia la partita parallela dei tifosi accorsi allo stadio per tifare a distanza davanti ai maxischermo montati ad hoc per l’occasione. Il Cagliari non perde all’Unipol Domus dallo scorso ottobre. Di fronte una retrocessa dalla A ed una neopromossa dalla C, una quinta e l’altra terza alla fine della regular season: 180′ tra andata e ritorno (domenica 11 al San Nicola) per decidere chi andrà in A dopo Frosinone e Genoa. Su questo campo il Bari ha già vinto quest’anno nell’andata di campionato. In tribuna il sindaco Decaro col presidente De Laurentiis e il ds Polito.
Come prevedibile, Cagliari subito aggressivo. Dopo appena 9 minuti, Dorval va a vuoto su cross di Mancosu che trova libero al centro Lapadula: colpo di testa vincente su cui nulla può fare Caprile. Nonostante il gol, il Bari è vivo. Allo scoccare del quarto d’ora su angolo di Esposito, Zuzek divora la palla dell’1-1 spedendo di un soffio al lato una soluzione aerea ad un metro da Radunovic. A seguire, il bis di Lapadula e la traversa di Deiola sono entrambi in fuorigioco. Su ogni accelerazione cagliaritana, la difesa biancorossa – priva di due pezzi da novanta come Di Cesare e Ricci – va in grandissimo affanno. In difficoltà su azione manovrata, i pugliesi ci provano da lontano come fa Benedetti prima della mezzora: tiro morto alla destra di Radunovic. Bari decisamente più in palla degli avversari. Meriterebbe il pari. Al minuto 38, Nandez tocca di mano un cross di Esposito. Dopo revisione Var, l’arbitro assegna il rigore che Cheddira sciupa malamente calciando malissimo un rasoterra lento e centrale deviato con facilità dal portiere. Un errore madornale che sul finire del tempo lascia il punteggio invariato. Defezione che vanifica un grosso primo tempo da parte degli uomini di Mignani, ingiustamente sotto di un gol. Vedi la clamorosa stoccata di Cheddira dagli sviluppi dell’angolo al 4′ di recupero: misura imprecisa ad un passo da Radunovic. Il segno maldestro di una netta supremazia non concretizzata a dovere.
La ripresa inizia come finiscono i primi 45′. Dopo 4′ e mezzo, su contropiede, Cheddira la piazza nell’angolo lontano dove Radunovic ci arriva con la punta del piede. Ennesima occasionissima alle ortiche. Intanto, il Cagliari perde Mancosu per infortunio. Dentro lo sloveno Prelec. Ma ancora Bari vicinissimo al gol. Benedetti sbuca e sorprende la difesa di casa con un tocco destinato nel sacco. Se non fosse che un mostruoso Radunovic è in vena di miracoli e salva sulla linea. E’ la quinta nitida azione da rete non capitalizzata da un Bari col pallino del gioco tra le mani. I primi venticinque minuti sono un monologo barese. Mignani gioca la doppia carta Folorunsho e Bellomo. Fuori Esposito e Maita. Bari con tre attaccanti. Anche quando l’ex Ceter prende il posto di Morachioli. Dall’altra parte, Ranieri richiama Lapadula e lo cambia con Pavoletti.
Ma è il solito Radunovic a trasformarsi in superman dicendo no anche a Ceter, a tu per tu col portiere sardo che sventa la nuova minaccia del legittimo pareggio biancorosso. Porta di casa da macumba. Il Cagliari è sulle gambe. Ceter invece ha tanta birra in corpo e sfonda sulla destra per Cheddira: tiro in porta salvato sulla linea da Zappa. Sulla ribattuta, Bellomo si vede negare l’1-1 dal mostruoso Radunovic. Al Var si rivede un fallo in area di Altare su Folorunsho. E’ di nuovo rigore. Ma prima, per tirare, entra Antenucci per Cheddira. Mirco, il re mida dal dischetto, non sbaglia e regala al Bari il meritatissimo pareggio spiazzando l’estremo difensore cagliaritano. Proprio come nella gara di ritorno in campionato. Il Bari festeggia mentre parte una vergognosa gazzarra dei calciatori di casa contro quelli pugliesi. Tanto da far decidere Mariani a concedere altri 4′ di recupero. Un tempo di interminabile tensione. Si gioca sino al triplice fischio che arriva al minuto 102. Il Bari porta a casa un punteggio straordinario e assolutamente giusto per quanto dimostrato nell’arco di tutta la contesa. Senz’altro il migliore viatico per il return match in programma domenica prossima al San Nicola. Con la carica dei 60mila per trascinare la squadra verso l’ultimo, meraviglioso traguardo.
foto ssc bari


