RIGORISTA ANTENUCCI, FREDDEZZA E RESPONSABILITA’: PARI GIUSTO, GOL DEDICATO A FAMIGLIA E TIFOSI

di Pierpaolo Paterno

CAGLIARI – Un signore di 38 anni. Con una laurea fresca in psicologia ed il patentino da ds in tasca. Mirco Antenucci si carica sulla spalle la responsabilità di entrare in campo sostituendo un compagno e accollandosi il calcio di rigore che permette al Bari di pareggiare a Cagliari nell’andata della finale playoff per la A. Un peso enorme che solo un campione può sobbarcarsi, con tutta la freddezza e la qualità che lo contraddistinguono. Un gol al fotofinish da raccontare così ai microfoni nel post gara: “Mignani mi ha chiesto se me la sentissi di entrare e tirare il rigore. Gli ho detto di sì. Così non mi era mai successo prima, anche se sono rigorista. Il rigore? C’è un Var e non sta a me giudicare le decisioni dell’arbitro”.

“Alla finale per la A – aggiunge l’attaccante molisano – ci sono le squadre più forti del campionato. Faccio i complimenti al Cagliari. Alla fine, però, credo che il pareggio sia meritato. A questo punto, conta come ci arrivi con la testa e con il fisico. Noi stiamo molto bene. Lo abbiamo dimostrato anche stavolta. Dedico il gol alle mie bimbe e alla mia famiglia. Meritano questa soddisfazione insieme ai tifosi del Bari. Vedere la partita da fuori e non essere protagonista è brutto. Anche perché non si riusciva a segnare, nonostante fosse legittimo”.

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