Ternana-Bari 0-0
TERNANA (3-5-2): Iannarilli, Falletti (37′ st Dionisi), Mantovani, Casasola, Favilli (13′ st Raimondo), Capuano, Diakité (1′ st Celli), Labojko (32′ st Marginean), Pyythia (13′ st Favasuli), Luperini, Corrado. A disp. Vitali, Gabriel, Sorensen, Di Stefano, Travaglini, Lucchesi. All. Lucarelli.
BARI (4-3-2-1): Brenno, Dorval, Zuzek, Vicari, Ricci (47′ st Pucino); Maita (26′ st Benali), Maiello, Koutsoupias; Sibilli (13′ st Edjouma), Morachioli (26′ st Aramu); Nasti (46′ st Bellomo). A disp. Farroni, Matino, Achik, Faggi, Akpa-Chukwu, Acampora, Frabotta. All. Mignani.
ARBITRO: Rutella di Enna.
RETI:
NOTE: Spettatori circa 4.000 (68 tifosi ospiti). Osservato 1′ di raccoglimento in ricordo delle cinque vittime dell’incidente ferroviario a Brandizzo. Rec. 3′ pt. e 6′ st.
di Pierpaolo Paterno
TERNI – Un punto trovato per terra dal Bari nel quarto turno di B al Liberati in appendice ad una partita scorbutica e fastidiosa. Un Bari compassato, macchinoso e privo di fantasia raccoglie uno 0-0 sul campo di una Ternana in crisi, ma comunque battagliera. Soprattutto nel secondo tempo, in cui il Bari perde la bussola ed il ritmo. Di sicuro, qualche passo indietro rispetto alle prime tre uscite stagionali e sulla scia della parte finale dello scorso match contro il Cittadella.
Prestazione da dimenticare. Di buono restano il passo in classifica e l’imbattibilità dopo quattro uscite.
A parte l’inserimento di Zuzek al centro della difesa per l’infortunato Di Cesare, mister Mignani non sposta di una virgola le pedine schierate nel turno precedente contro il Cittadella. In porta Brenno. Dietro ci sono anche Dorval e Ricci terzini più Vicari in mezzo. Centrocampo a tre con Maita, Maiello ed il greco Koutsoupias. Sibilli e Morachioli a supporto dell’unica punta Nasti. I nuovi acquisti si accomodano in panchina. Tensione in casa Ternana, ancora ferma a zero punti. In tribuna anche il presidente biancorosso Luigi De Laurentiis, in arrivo dal Gran Premio di Formula Uno a Monza. Sugli spalti presenti appena quattromila spettatori circa, ad intiepidire un pomeriggio caldissimo e assolato.
Il primo tempo è la rassegna degli errori. Tanti, anche banali, da parte di una Ternana psicologicamente sotto tono. Ma il Bari sembra non volerne approfittare. I ritmi sono blandi e l’unica illuminazione arriva dopo il quarto d’ora quando Morachioli entra in area da destra per l’appoggio verso Maita: tocco con pressione di Diakitè e palla di un soffio fuori. Il Bari stesso commette alcune grossolane imprecisioni sul piano del fraseggio, vedi la scarsa intesa tra Koutsoupias e Nasti e la scarsa verve di un Sibilli in ombra. Giornata no anche per un Morachioli lento e spaesato. Alla mezzora, Nasti si invola verso la porta umbra con un tiro al volo su azione in velocità. Nulla di fatto. La replica ternana, un tentativo di Corrado. Mancino sul fondo. Da una parte e dall’altra, la confusione regna sovrana. Nel recupero, una rasoiata sul primo palo di Falletti con tuffo provvidenziale di Brenno. La Ternana prende fiducia, di fronte ad un Bari timido e poco pungente. Bisogna cambiare registro. Serve altro e probabilmente diversi interpreti.
Lucarelli inserisce Celli sulla sinistra della difesa al posto di un Diakité in grande affanno (tra l’altro ammonito). Si alza anche buona parte della panchina del Bari. Occorre cambiare l’inerzia di una partita che non decolla. Mancano idee ed energie. Ingredienti che Mignani spera di trova in Edjouma. Entra da sotto punta al posto di un mediocre Sibilli. Al 16′, un’occasione di Dorval con deviazione a Iannarilli battuto. Palla in angolo. Più clamorosa l’azione del vantaggio sciupato da Casasola, solo sul secondo palo all’interno dell’area piccola. Colpo svirgolato e Bari graziato. I pugliesi vanno in crisi e giocano le carte Aramu – all’esordio – e Benali per Morachioli (prova insufficiente) e Maita (si vede solo a sprazzi). Edjouma sulla trequarti. Aramu di punta, con Nasti che tuttavia si muove in un deserto solitario. I biancorossi non cambiano faccia e Lucarelli tenta il tutto per tutto inserendo anche la vecchia volpe Dionisi (esce Falletti). Tiro a giro di Raimondo: sinistro dai 25 metri e palla che incoccia il palo. La fortuna salva un Bari a scartamento ridotto. Almeno Brenno salva capra e cavoli esibendosi centralmente per rimpallare un tiro di Raimondo diretto in porta. Il segno di una ripresa di enorme sofferenza per la squadra di Mignani che per fortuna potrà approfittare della sosta per riordinare le idee ed inserire i nuovi acquisti.
foto ssc bari