MIGNANI INDICA LA VIA: BARI DA SCOPRIRE CON SERENITA’, COL CATANZARO PER LA PRIMA GIOIA AL SAN NICOLA

Michele Mignani in conferenza stampa alla vigilia della sfida del Bari contro il Catanzaro, match della sesta di B in programma domani al San Nicola alle 16.15: “La vittoria serve sempre, non solo a noi. Domani vedremo chi sarà più bravo. Abbiamo fame e voglia di vincere davanti al nostro pubblico. Diaw sta meglio. Domani sarà tra i convocati. DI Cesare pure sta bene. Ha lavorato bene questa settimana”.

Il Catanzaro sembra il Bari dell’anno scorso: “E’ una squadra che nella scorsa C ha fatto 92 punti e 106 reti. Sono numeri importantissimi. Non ha cambiato molto e vuol dire che il gruppo era già competitivo. Offre una infinità di insidie. Gioca un calcio moderno, ha giocatori bravi nella gestione e nella fase conclusiva. Non è solo Iemmello. Dobbiamo essere bravi sia a difenderci che a fargli male”. Mignani entra nello specifico sul Bari che potrebbe essere domani: “Lavoriamo per trovare il modo per renderci pericolosi, che non vuol dire schierare cinque attaccanti. Alle volte, ne basta uno solo. Il nostro campionato è cominciato quando è finito il mercato. Solo allora ci siamo completati. Ora recuperiamo Diaw, sul quale puntiamo dall’inizio. E altri che non hanno fatto il ritiro con noi. Bisogna mettere il piede sull’acceleratore perché nessuno ti aspetta più”.

SI torna al Catanzaro, reduce dallo 0-5 con il Parma. Un precedente da non sottovalutare: “Mi sono informato e credo che il Catanzaro nell’ultimo anno ha perso due partite l’anno scorso e due quest’anno compresa la Coppa. E’ una squadra con le sue certezze. Vivarini è un allenatore bravo ed equilibrato. Da neopromosso, può permettersi di perdere delle partite senza eccessive pressioni. Verrà a Bari come se non fosse successo niente contro il Parma. Ho visto quella partita. Al Parma è andata tutto bene. Al Catanzaro tutto storto. Me l’aspetto inizialmente più prudente, ma poi potrebbero diventare spavaldi”.

Idea Koutsoupias dall’inizio e uno sguardo alla classifica: “Vedere la classifica ora non serve. Alla fine dell’anno, ognuno ha i punti che si meritano. Questo, in linea di massima. Ora non è veritiera, perché cinque partite sono poche e alcune squadre devono recuperare delle partite. Per stare nelle prime posizioni, so bene che servirà continuità di risultati e soprattutto di vittorie. Ci sono i margini per capire quello che sarà il Bari nel prossimo futuro. Koutsoupias e me piace molto, lo tengo in considerazione. Potrebbe rientrare nei miei pensieri per una maglia da titolare”. Una capatina sull’attacco e sulla posizione di Achik e Aramu: “Non abbiamo mai avuto Diaw se non  nei primi 12′ col Palermo. Aramu sta crescendo. Achik viene dalla C e deve lavorare tanto con noi. Dobbiamo anche capire quali sono le sue caratteristiche. E lui capire le richieste dell’allenatore. Cjukwu è un ragazzone che a livello può giocare coi grandi. A livello tecnico e tattico deve crescere. Ha 18 anni e non si possono avere grandi aspettative. E’ già tanto che ci ha fatto pareggiare a Pisa. Il nostro attacco in questo momento non è valutabile. Quando saranno tutti a disposizione, allora faremo delle valutazioni”.

Si torna al Catanzaro di Vivarini, un cultore del rombo a centrocampo e del trequartista: “E’ anche un amico, abbiamo fatto il corso di Coverciano insieme e stavamo spesso insieme nel tempo libero. Motivo per confrontarci e sentirci. Lo stimo come persona e uomo. Nell’arco della sua carriera ha dimostrato di essere bravo, ha vinto campionati. In B se non ha una squadra non puoi inventarti tanto di più. A Bari ha fatto benissimo. Arrivò ad un passo dalla promozione nell’anno in cui la Reggina era davanti a tutti. Poi, il campionato fu interrotto per il Covid”.

Conta l’idea di Mignani sul Bari: “Non ho avuto la possibilità di allenare tutta la squadra insieme e non ho avuto tempo per farlo. Ci siamo anche un po’ abituati. Anche io sono curioso di capire quello che può venire fuori e può essere. Poi, guardo alla prima gara in casa. Fu un’ottima partenza. Bene anche col Cittadella. E’ un Bari ancora da scoprire e va fatto con entusiasmo e serenità. Serve solo lavorare e quello che conta è il risultato finale”. L rassicurazione di Mignani sullo stato fisico del gruppo: “La testa fa tutto. In questa fase, tutti devono stare bene. Quando una squadra sta vincendo non attacca in maniera esagerata e viceversa. A Pisa siamo arrivati in fondo meglio degli avversari. A volte sono i cambi che ti danno qualcosa. Altre no. La condizione fisica della squadra è buona”.

Da valutare anche la posizione di Maita che di recente sta dimostrando cenni di regressione: “Nella testa di un allenatore ci sono giocatori che anche se non sono al cento per cento restano in considerazione. Faccio quello che sia il meglio per la squadra senza pensare a nomi e cognomi”.

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