di Pierpaolo Paterno
BARI – Al di là di ogni commento, questa partita del Bari contro l’Ascoli segnerà comunque il giorno di grazia dei biancorossi. La prima vittoria dell’anno al San Nicola serve per scrivere una nuova pagina nel campionato della formazione pugliese che nel giro di otto giorni raccoglie sei punti (gli altri tre nel turno precedente a Brescia) ed intraprende un passo diverso rispetto ai numerosi pareggi delle prime dieci giornate. Svolta coincisa con l’avvento di Pasquale Marino: per lui sette punti in tre partite da quando siede sulla panchina barese. Ruolino di marcia niente male per il tecnico siciliano che, quantomeno, ha provocato una scossa all’interno di una spogliatoio tornato finalmente a gioire anche tra le mura amiche.
“Possiamo fare di più – attacca Marino – . Questa è una squadra che tatticamente sta cambiando. Dico grazie ai ragazzi. Si vede che c’è applicazione. I movimenti vanno oleati bene. Il Bari non si è seduto. Ho ritardato dei cambi perché stavamo mettendo sotto l’Ascoli. Mi è piaciuto l’approccio. Abbiamo avuto delle opportunità. Poi siamo stati lenti e prevedibili nel giro palla. Ho visto la voglia di lottare. Si è giocato tanto nella metà campo avversaria. Dobbiamo farlo di più”.
“Dobbiamo migliorare a calciare i corner – aggiunge il tecnico – . Ora c’è una partita che c’è tutto da perdere se non l’approcciamo bene. La duttilità di alcuni giocatori sarà fondamentale. La difesa a tre? Dipende dall’avversario. Si può anche giocare a quattro e cambiare pure davanti”. Due parole sulla rete di Sibilli: “Quando giochi tanto nella metà campo avversaria, la differenza dei giocatori diventa importante. Importante per sbloccare la partita”. Vittoria arrivata senza i leader Maiello e Di Cesare: “Vuol dire che abbiamo una rosa importante. Sono contento per il rientro di Maita”, la chiosa del tecnico barese.
Su sponda Ascoli, Viali non ci sta: “Siamo venuti meno solo nell’episodio del gol. Sono molto arrabbiato rispetto al risultato. Il Bari prima non aveva mai tirato in porta. Avevamo anche il tempo per ri addrizzarla.
C’è grandissimo rammarico. Ci spiace per i tifosi, meritano una classifica diversa. Per i 125 anni appena festeggiati. Non cerco alibi. Dobbiamo alzare il livello di qualità. Nasti? Gli sono molto affezionato. L’anno scorso con lui ho condiviso un percorso estremo. Un ragazzo sensibile, l’ho visto piangere più di una volta. Un uomo di grande cuore e dal grandissimo avvenire”.
