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IACHINI, BARI SCELTA DI CUORE: VOGLIO FAR TORNARE IL SOLE COME MERITA LA PIAZZA

di Pierpaolo Paterno

Una conferenza stampa ripartita in due. Da una parte la presentazione del nuovo tecnico Beppe Iachini. Dall’altra l’intervento del presidente Luigi De Laurentiis e del ds Polito. Proprio De Laurentiis il primo a prendere la parola: “Mi sono svegliato all’alba e ci tenevo ad essere qui per la presentazione del nostro nuovo mister e per dare una presenza che manca da tempo. Non è un momento facile, ma difficoltoso per tante situazioni che si sono create. Parto dalla finale col Cagliari. Perdere la A a pochi secondi ha creato grosse difficoltà ai ragazzi e all’allenatore. Decidemmo di continuare insieme con Mignani. Insieme a Polito, prendemmo questa decisione. Caprile, Cheddira e Folorunsho hanno avuto una stagione strabiliante e ciascuno sognava la A. La A non si rifiuta, alla loro età è impossibile. Come trattenerli. Se quella traversa di Folorunsho fosse entrata, il fatto che lui fosse in prestito dal Napoli non avrebbe creato problemi. Sul mercato, sono arrivati Menez, Aramu, Diaw e Acampora. Nomi di giocatori importanti. Poi, ci rendiamo conto che Mignani era ancora afflitto da quella finale. Quindi lo abbiamo salutato e in quel momento si chiama Marino. Allora, si rompe Maiello, play fondamentale per noi che si aggiunge ad altri infortuni. Nessuno cerca alibi. Siamo arrivati a gennaio e siamo riusciti a portare a casa quattro giocatori, tre dalla serie A e tenendoci anche un giocatore fuori lista con sacrifici importanti. Poi, la sfortuna di esonerare anche Marino. Abbiamo sbagliato qualcosa e ci metto la faccia. Fare degli errori è umano. Nella difficoltà, sono andato a trovare un allenatore top player per la B. Serio e da un impatto economico non indifferente per la società. Iachini è stato pronto a venire subito, a volere la programmazione. Qua si costruisce, è un percorso e non ci arrendiamo”.

Interviene Ciro Polito: “Presento il secondo allenatore dell’anno. Iachini non ha bisogno di presentazioni. In B ha vinto tanto. Ringrazio la società per questa scelta, pensata e ragionata. Su Marino dico che credevo avesse le caratteristiche giuste per un calcio propositivo. Alla fine, non ero contento. Oggi c’è Iachini”.

Mister che prende la parola, quasi a fil di voce (“Ho gridato tanto in questi primi allenamenti”): “Ringrazio presidente e ds per avermi chiamato per avviare un nuovo percorso per il bene della città e dei tifosi. Arrivo in una piazza pronta per la A. Non faccio promesse. Sono convinto che con l’aiuto della gente si potrà tracciare un percorso importante. Ho scelto Bari anche perché mio nonno è nato a Bari, città che lasciò a 17 anni per andare ad Ascoli. Per me, una scelta di cuore. A mio nonno sono molto legato, sono cresciuto con lui. Anche per questo legame affettivo ho scelto Bari. Per raggiungere i risultati ci vuole compattezza fra tutti. Non sarà facile all’inizio, ma a me piace la squadra organizzata in cui i giocatori sanno cosa fare. Credo nel lavoro. Sono un allenatore di campo. Lavorerò sulla tattica di reparto per capire il vestito migliore da fare indossare a questo Bari”.

Fin qui le premesse. Partono le domande dei giornalisti. La prima per Iachini: “Stiamo lavorando da tre giorni per inserire dei concetti tattici e capire ciò che può aiutarci. Idee sul modulo ce le ho. Per vincere ci vogliono una grande difesa e un grande attacco”. Info sulla voce persa in allenamento: “Vivo il lavoro con ardore. Ho visto ragazzi abbattuti. Voglio fare capire che lo spirito deve essere quello giusto, con verve ed entusiasmo. La partita non si prepara la domenica e anche il cervello deve essere abituato a lavorare su certi input. Il progetto Bari mi entusiasma. In passato, sono subentrato vincendo ma era settembre, ottobre e novembre. Mai a febbraio. Questo è un percorso per gettare le basi e creare un atteggiamento equilibrato. Quanto tempo servirà, ce lo dirà il campo. Vedo ragazzi attenti e disponibili. Cercheremo di fare più punti possibili”. Entrare in corsa è sempre difficile e la concretezza diventa il fattore più importante: “Quando si subentra cambia il modo di allenare. Devi capire come stanno i ragazzi a livello generale. Chiedo ai ragazzi di apprendere velocemente, per far sì che la squadra diventi figlia del suo allenatore. Che ragiona cioè come il suo allenatore. In tre giorni non si può scalare una montagna. Abbiamo iniziato a scalarla per fare tornare il sole come merita la piazza”.

La prima idea sul Bari: “Ho visto la squadra a livello tecnico. Nel calcio i moduli sono buoni, ma serve poi l’efficacia con le caratteristiche dei calciatori a disposizione. Abbiamo iniziato a mettere alcune soluzioni tattiche. Mi auguro di vedere già qualcosa nella partita di domani contro il Lecco, scendendo in campo già con alcune certezze. Più passione e grinta che servono per portare a casa le partite”. Domani si gioca e ora contano solo i punti: “Il Lecco non è una squadra facile. L’ho seguita, a gennaio ha cambiato tanto con giocatori di qualità. Giocheremo come se fosse l’Inter. Con me non ci sono titolari o riserve. Tutti devono sapere cosa fare”. Cosa attendersi sul piano tattico: “Questo Bari può interpretare diversi moduli, però conta anche l’efficacia. Io sono un allenatore elastico, non rigido. Ho delle mie idee, ma vedo anche come rispondono i ragazzi. Conta essere molto duttili. Idem il mio staff, tutti sanno cosa pretendo. Facciamo gruppo con chi abbiamo trovato. I miei vanno a memoria. Saluto e abbraccio Mignani e Marino, ai quali faccio un grosso in bocca al lupo per il futuro”.

 

 

 

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