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POLITO SPIEGA L’OPERAZIONE IACHINI: PER LUI, SPESO UN BUDGET FUORI PARAMETRO

Nelle tre conferenze in una decise a sorpresa questa mattina nella giornata dedicata alla presentazione del tecnico Beppe Iachini, a parlare sono anche il presidente Luigi De Laurentiis ed il ds Polito. Riportiamo alcuni stralci dell’intervento di quest’ultimo: “Con il presidente – dice – siamo una cosa sola in qualsiasi lettura, vedo tutti i giorni gli allenamenti. L’esonero di Mignani? È un allenatore che io ho scelto andando avanti due anni è mezzo. Ho avuto un incontro con lui per capire se avesse stimoli perché non volevo rimorsi, però ho visto che non era lo stesso tecnico degli anni precedenti. Viveva la pressione. Anche l’ambiente non era più sereno, la squadra stava calando. La squadra aveva acquisito una mentalità remissiva”
Mignani non è stato l’unico errore. Polito sull’esonero di Marino: “Conoscevo Marino, pensavo che avesse le caratteristiche giuste per alzare il baricentro e un po’ ci è riuscito, mantenendo però quell’iter che avevamo prima. Ma siamo caduti sempre nei soliti problemi. Sono sincero, negli ultimi venti giorni vedevo una squadra che stava scemando, soprattutto in allenamento la squadra non combatteva più. Dopo Palermo mi sono preso una notte per riflettere”
Le scelte operative: “Punto a costruire le squadre con giocatori polivalenti. Nel 4-3-1-2 di Mignani avevamo calciatori che potevano fare gli esterni. In queste situazioni cambiare l’allenatore non è un problema, più dei moduli contano la voglia di vincere i duelli. Per Iachini la società ha messo un budget fuori parametro, siccome i pensieri negativi li abbiamo tutti abbiamo puntato su un top per la categoria”. “Ad oggi – prosegue Polito – la fame calcistica non c’è stata, a volte però basta una scintilla e Iachini ha le caratteristiche per tirare fuori quello che serve. Se la squadra è al centro classifica vuol dire che qualche errore c’è stato, forse nelle scelte di determinati giocatori con un po’ di nome. Anche se c’è stata tanta sfortuna. Perdere Menez e Diaw sposta gli equilibri, dovevo prendere un giocatore di qualità. La scelta è caduta su Aramu che purtroppo non ha reso. La colpa è mia che l’ho scelto, ma non è che si può fare tanto. L’ambiente era diventato pesante”. Continua l’autocritica: “Mi prendo le critiche, voglio dare dimostrazione di attaccamento. Acampora? È una stagione particolare e nelle difficoltà volevo trarre il massimo, con l’infortunio di Koutsoupias era difficile trovare un Under. Non volevo darlo via per prendere uno qualsiasi, magari ora ci sono solo calciatori che hanno giocato poco. Morachioli era richiesto, ma ho preferito tenermi una soluzione in più davanti”.

Sull’idea di dimissioni: “Non sono andato via a giugno dopo la finale, avevo delle proposte. Ho accettato di restare sapendo che sarebbe stato un anno diverso, mi reputo un comandante e non potevo mai abbandonare la barca. A fine anno ragioneremo”.

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