BARI, MENEZ VERSO L’ADDIO CON “CLAUSOLA MEDICA” ALLA LEGA

Ancora un giorno di riposo per il Bari che domani tornerà ad allenarsi per preparare la partita del 1 aprile a Modena, prima delle ultime otto tappe sino al termine di una regular season da dimenticare al più presto, possibilmente senza pericolose appendici (playout o retrocessione in C).

CATERVA DI INFORTUNI – Che la stagione sia travagliata lo dimostra la caterva di infortuni di una certa gravità: Menez, Diaw (il cui recupero attuale non desta alcuna certezza), Maiello, Di Cesare, Koutsoupias, Maita, Pucino e – in ordine di tempo – Kallon. Per non parlare delle febbri di Sibilli e Ricci, quest’ultimo particolarmente cagionevole ed incline ad influenze nel corso di questo campionato. Tanti, troppi infortuni rilevanti che senz’altro hanno condizionato la gestione del gruppo da parte di tutti e tre gli allenatori avvicendatisi. Infortunarsi ci sta, ci mancherebbe. Ma visto l’alto indice statistico, non vorremmo ci fosse dell’altro: ovvero difetti di valutazione in sede di acquisizione dei calciatori – pensiamo ai nuovi – oltre che problemi di preparazione atletica. Sono ovviamente ipotesi, per quanto sostenute da reali dati di fatto.

MENEZ, VERSO CLAUSOLA RISOLUTIVA MEDICA – Altro argomento all’ordine del giorno in casa Bari: l’interruzione del rapporto contrattuale con il centrocampista francese Menez ed il conseguente reintegro in gruppo (si allena già da giorni insieme alla squadra) di Mattia Aramu, quest’ultimo messo fuori rosa dallo scorso gennaio.  Per l’ex genoano – da non sovraccaricare di troppe responsabilità ritenendo erroneamente che possa trasformarsi nel salvatore della patria – si tratterebbe di un ritorno di fiamma tutto da decifrare. Giocatore bocciato dopo una prima parte di stagione molto al di sotto delle aspettative, Aramu dovrà dimostrare di avere condizione fisica, mentale e motivazioni per tornare utile alla causa del Bari. Rispetto a Menez, dovrebbe almeno avere dalla sua l’integrità di condizione che l’ex reggino non ha mai più ritrovato dopo l’infortunio al ginocchio. Ragione per cui, lo staff tecnico e societario – assieme al calciatore (pare titubante sull’idea di abbandonare la nave…) – stanno valutando una modalità di interruzione del rapporto. Che, molto probabilmente, non sarà quella dello svincolo ma della clausola risolutiva ammessa dalla Lega previa presentazione di un certificato medico che indichi l’irrecuperabilità del tesserato da qui ad oltre 40 giorni. In ogni caso, nessuna nota ufficiale formalizza la staffetta Menez-Aramu.

ASSENZA DI PERSONALITA’ – E’ di oggi la scheda report della Lega di B relativa alla classifica generale sinottica tra andamento interno ed esterno. Per le gare in casa, il Bari si piazza all’ottavo posto con 22 punti all’attivo. Le noti dolenti arrivano dalla graduatoria con i punti conquistati in trasferta. In questo caso, la squadra si colloca al penultimo posto (meglio per 1 punto solo del Lecco) con la miseria di 12 tasselli all’attivo. Un ruolino di marcia da retrocessione diretta che fa a cazzotti con quello esaltante dello scorso torneo. Un dato eloquente che dimostra l’assenza di personalità di un gruppo costruito (tardivamente) molto male, aggiustato peggio nel corso del mercato di riparazione e assemblato senza risultati dalle soluzioni tattiche adottate da Mignani, Marino e ora Iachini.  

NO ALL’ALIBI DELLA CONTESTAZIONE – I tifosi del Bari non hanno bisogno di appelli o chiamate a raccolta. Da parte di nessuno. Questo perché hanno sempre dimostrato, con i fatti, sino ai circa 20mila spettatori contro la Sampdoria, di garantire la massima presenza – come al solito tra le più numerose e importanti tra la A e la B in Italia. Detto questo, riteniamo tuttavia sia necessario compattarsi nel sostegno incondizionato alla squadra, almeno durante le partite se non è possibile anche durante gli allenamenti a porte aperte quando ci sono. Questo per evitare che – dovesse andare male da qui ad otto giornate (scenario che non ci auguriamo) – qualcuno alla fine del campionato possa appoggiarsi all’alibi del mancato sostegno, piuttosto che opposizione, da parte dei tifosi per giustificare i propri errori e fallimenti. Quando le cose vanno male, la piazza può avere una percentuale di responsabilità, è vero. Non è il caso di Bari dove la gente ha sempre dato tutto e anche di più sia in casa che in trasferta. I tifosi continuino a dimostrare la propria maturità, evitando intemperanze, disordini e prese di posizione troppo rigide nei confronti della squadra. Una squadra che, con tutti i suoi limiti, deve portare Bari alla salvezza di un campionato conquistato a costo di sacrifici, sofferenze, pianti, dolori e fallimenti. Fare il passo del gambero sarebbe deleterio per tutti.

CALENDARIO DA PAURA – Il calendario è tremendo. Ad aprile, biancorossi attesi dalle trasferte di Modena, Como e Cosenza e dai match interni contro Cremonese e Pisa. Cinquina di fuoco contro almeno tre pretendenti alla promozione che fa il paio col tris finale di maggio: le due sfide interne contro Parma e Brescia (chiusura del 10 maggio) e la gara sul campo del Cittadella. Per salvare la B serviranno una decina di punti. Bari e Cosenza rappresentano al momento i punti di arrivo delle tre squadre che stanno dietro: Ternana, Spezia e Ascoli. Con le quali, conti alla mano, non sempre il Bari risulta vincente in caso di classifica avulsa. A dritta o a storta, bisogna provare a mettere insieme questi dieci punti. Bisogna farlo tirando fuori denti, unghie e tutti gli attributi possibili. Bisognerà farlo anche a costo di sembrare brutti da vedere o di ripensare il modulo del 3-5-2 che con Iachini ha prodotto risultati pari quasi a zero. Se proprio non si riuscirà a vincere (visto che si fa una fatica tremenda a segnare), almeno che non si perda.

DE LAURENTIIS A TELENORD – Nelle ultime ore hanno fatto il giro del web alcune dichiarazioni del presidente Luigi De Laurentiis ad una emittente televisiva del Nord Italia. Nella sintesi dell’intervento, il numero uno della Ssc Bari ritiene che il campionato sia ancora tutto da giocare e che il Bari possa giocarsi le sue chance per puntare ad un piazzamento playoff. Ottimismo apprezzabile e messaggio positivo da inoltrare alla squadra che, per carità, non fa una grinza. Lascia tuttavia perplessi il fatto che non si consideri il salto logico che per arrivare ai playoff si debba necessariamente passare dalla salvezza. Per non dire che questa dell’altro giorno è l’ennesima dichiarazione infelice che se ne accoda ad altre altrettanto infelici ascoltate quest’anno. Anno in cui, sul piano tecnico – a parte l’innesto di Sibilli – non se ne è azzeccata una. La verità è che, sperando la salvezza arrivi entro l’ultima giornata di regular season, è il caso di fare chiarezza sul futuro societario e del calcio a Bari a cominciare dalla mattina di sabato 11 maggio.

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