Giacomo Manzari e una voglia matta di portare in alto i colori del Bari, quelli della squadra della sua città. Ventiquattro anni il prossimo 21 settembre, è arrivato – anzi tornato – a Bari lo scorso 12 luglio sponda Sassuolo. Formazione romagnola di scena domani sera al San Nicola per la terza giornata di campionato.
“Saluto il direttore sportivo del Sassuolo, Checco Palmieri, mio carissimo amico. Sono cresciuto con lui. Una persona molto importante per me. Spero che questo ambiente così caloroso faccia uscire il meglio di me. Devo ancora esprimere il mio potenziale. Palmieri è stato un padre per me, lo sento spesso. Avevo 18 anni quando arrivai a Sassuolo ed ero alla prima esperienza fuori casa. Mi ha aiutato per la vita, non solo nel calcio. Col mio procuratore, ha influito molto per il mio ritorno a Bari”.
Tutti, a Bari, ripongono grande fiducia: “Conosco l’ambiente. La maggior parte sono miei amici. So benissimo a cosa vado incontro. Quando sono per strada, mi crea ulteriore stimolo per fare bene nelle prossime partite. Questo proposito va messo in atto il prima possibile”.
Con quale stato d’animo risposa il progetto Bari e le parole di stimolo di mister Longo: “Sono venuto a Bari con grande entusiasmo. E’ passato tanto tempo dagli anni del fallimento del 2018, dal settore giovanile alla prima squadra. Non tornare a Bari con grande entusiasmo? Remerei contro me stesso. Il mister pretende sempre tanto da me perché lo vede in allenamento. Io cerco sempre di migliorarmi, per il bene della squadra”.
Obiettivi stagionali dal punto di vista personale: “L’obiettivo primario è della squadra, quelli personali vengono in secondo piano. Tutti i giorni cerchiamo di limare il gap che abbiamo rispetto ad altre squadre. Col lavoro e il sacrificio possiamo fare belle cose quest’anno”. Crescere e ripartire dal basso col Bari. Un’occasione persa: “Non diedi il via libera a nessuna trattativa di cessione. Il mio sogno era giocare nel Bari. Ho fatto dieci anni nel settore giovanile. Non potevo pensare di andare via. Il fallimento ha determinato gli svincoli e ci furono delle richieste da altre parti”.
Il sogno di un gol al San Nicola davanti ai propri tifosi: “Immaginarlo sarebbe dieci volte superiore la mia felicità. Partitpilo? Anthony lo conosco bene, siamo amici. Ma non lo sento da un po’”. Tanti baresi hanno il gusto di imporsi a Bari. In cosa migliorare ancora per diventare giocatore vero: “Conosco bene me stesso e so quanto posso dare. Per quanto riguarda il calcio, devo fare qualcosa in più in termini di gol. Le statistiche contano nel calcio. Spero di fare il salto di qualità qui a Bari. Dovrei essere più costante durante tutta l’annata. Stare sul pezzo e fare quello che so fare, sempre di più”.
Il Bari ha i mezzi per battere il Sassuolo?: “Il Sassuolo è una squadra forte e importante. La rosa è blasonata. Noi siamo all’altezza di reggere la partita, oltre che di farla. A Modena l’abbiamo fatta noi, a parte gli errori sulle palle inattive”.
In due partite, il Bari ha subito 5 gol e ne ha segnati solo 2 tra l’altro ininfluenti: “Quando si perde ci si lascia suggestionare dai numeri. C’è tanto da migliorare. Stiamo cercando di limare tutti i punti negativi che abbiamo. Davanti si poteva fare meglio, concretizzando qualcosa in più. Nelle valutazioni dei reparti, spesso si è condizionati dai risultati negativi”.
La differenza tra pre season e campionato. Un Bari dai due volti: “Siamo un gruppo nuovo e cerchiamo di sposare mettere in atto le indicazioni del mister. Il fattore disattenzione va spostato in occasioni ed episodi positivi già da domani”. Cassano, Ventola, Bellomo. Dove si colloca Manzari? “A baresità, tutti hanno la loro storia. Non c’è una classifica. Sono un barese vero e metterò tutto ciò che ho per fare bene. Davvero tutto”.
Chiosa su mister De Zerbi e Berardi con cui ha lavorato a Sassuolo: “Il primo ha aperto la mia mente. A 18 anni mi sentivo davvero importante a Sassuolo, in prima squadra. Mi allenavo con dei campioni come Berardi e Locatelli. Cercavo di strappare molte cose da loro. Berardi è stato sempre un punto di riferimento importante. Ha fatto la storia del calcio italiano”.
foto barinrete