Giuseppe Magalini e Valerio Di Cesare. Due piccioni con una fava per i giornalisti e i tifosi del Bari al cospetto del ds e del suo collaboratore per fare il punto sul calciomercato del Bari concluso lo scorso 31 agosto. Si comincia con un saluto di vicinanza e affetto alla famiglia Salvemini, per la morte dell’indimenticato Gaetano.
Attacca Magalini: “Abbiamo fatto buone cose. Si è lavorato molto, avendo indicazioni dalla proprietà. Il presidente è stato chiaro sul programma. Abbiamo preso 15 giocatori, 16 con Sibilli. Si è andati oltre le aspettative. Si è parlato poco del mercato in uscita, dando giocatori che avevano poco spazio e recuperando energie economiche. Ci tengo a ringraziare la proprietà che mi ha dato la possibilità di fare un mercato buono. Valerio Di Cesare mi ha aiutato tanto”. “Il Bari – continua il ds – è stato condiviso nella costruzione con l’allenatore. Una squadra con dei valori per esprimersi in questa B in maniera importante. Si è lavorato vicini a Longo, un lavoro di equipe. Partipilo? Ho sentito e letto molte cose. Ci abbiamo provato. E’ falso che non ci sia mai stata una trattativa. L’ho seguita io. Non è andata a buon fine perché non c’è stata sinergia tra domanda e offerta. Potevamo fare uno sforzo ulteriore, ma si è arrivati a una situazione impossibile”.
Di Cesare: “Sono contento di quello ho fatto. Un’esperienza incredibile. In due mesi ho imparato tanto. Ora ho la certezza di voler fare questo lavoro di ds”. Ancora Magalini: “I pensieri di De Laurentiis e Longo non sono in contrasto. Se avessimo sette punti in classifica, parleremmo di altro rispetto alla salvezza. E’ normale che Longo dica certe cose. In questo momento, fare voli pindarici non ha senso. Siamo fermi sul nostro credo”.
Il ds sul budget: “All’inizio abbiamo comprato Sibilli. C’erano situazioni da analizzare caso per caso. Anche nelle cessioni. Si potevano incassare più denari. Su Partipilo c’era una richiesta troppo onerosa da parte del Parma”. Una campagna trasferimenti con tanti prestiti: “Ci manca un attaccante? Non direi. Col mister, abbiamo fatto una valutazione. Poi, è arrivato Favilli. Abbiamo un centrocampista in più. Quattro esterni. Sei centrocampisti e tre attaccanti. Sui prestiti lo vedo un falso problema. Abbiamo una rosa al 50 per cento di proprietà. L’importante è avere convinzione in quello che si fa. Oliveri, per esempio, è al secondo anno con me. C’è un fondamento di giocatori validi. Abbiamo anche dei diritti di riscatto che non sono solo prestiti. Faremo il meglio delle nostre possibilità”.
Ancora sulla faccenda Partipilo: “Mi piacerebbe chiudere il mercato prima del 31 agosto. Lavorare in autogestione ti obbliga ad arrivare sono siamo arrivati noi. Lella l’ho inseguito per due mesi, senza mai mollarlo. Idem Falletti. Non voglio smentire nessuno. Col Parma è stato fatto il massimo. Ma non è stato sufficiente. Vado nei dettagli. Siamo partiti quaranta giorni fa. Ma le loro richieste, il prestito oneroso, erano distanti dalle nostre. E siamo andati su altre strade. Non è vero che il Bari non ci ha provato”.
I rumors sulle cessioni di Maita e Lulic: “Maita lo conoscevo come calciatore. Il primo giorno, mi chiede di parlare. In estate ha avuto richieste da una società. Gli ho detto che non valutavamo la sua cessione. Il ragazzo ha manifestato ancora la possibilità di andare via. Trattativa non andata a buon fine. Tutto è rientrato. Ora è un nostro giocatore. Lulic ha una richiesta all’estero. Se sarà possibile, lo daremo”.
Di Cesare sulle ambizioni: “Il mio obiettivo era di competere. Questa è una squadra che performando al cento per cento potrà divertire. Ci sono sei, sette squadra davanti a noi. Io sono positivo e fiducioso. I ragazzi non meritano i due punti in classifica”.
Di nuovo Magalini sugli step futuri: “La costruzione del Bari è per ben figurare, ma non ambire alla A diretta. Saremmo ipocriti se dicessimo questo. Si cerca di soffrire meno e fare il campionato che vogliamo”. Su Ricci e Tripaldelli: “Ricci voleva un rinnovo di contratto. Ne parlammo a Roccaraso. Non siamo mai arrivati ad una situazione definita. Tripaldelli è un terzino sinistro bravo e la scelta è stata facile. Morachioli è un buon giocatore e farà un buon campionato alla Juve Stabia. Coli Saco è un giocatore del Napoli. Un Under che serviva. Con Favilli si è parlato da questa estate. Un’alternativa giusta per giocare con le due punte”.
Delle quindici operazioni in entrata, quale sente più sua e – a parte Partipilo – se c’è un colpo rimasto in canna che non è riuscito a portare a termine: “Qualcosa mi sarebbe piaciuto fare. Non solo a livello economico, ma anche a livello tecnico. Sul portiere speravo potesse andare meglio. Si erano valutari dei profili. Tipo Stankovic. Veroli? Lo volevo qua. Il Cagliari ha alzato una barriera economica. Non stiamo valutando il mercato degli svincolati. Ambrosino è andato a Frosinone e mi ha chiesto scusa. Due anni fa era a Como con Longo e non giocava”.
La chiosa di Di Cesare: “Si è lavorato in sintonia. Da Magalini ho solo da imparate. Mi è piaciuta la condivisone del lavoro. Io garante per i tifosi? Sono convinto di quello che ho fatto. Mi sono sempre preso le mie responsabilità. Anche se le cose andranno male. spero di no. Si è aspettato il 31 agosto proprio per puntare ai profili migliori e funzionali. I difensori devono lavorare insieme. Mantovani e Vicari sono esperti della B. Simic ha grandi qualità”.