Alla vigilia di Bari-Frosinone, Fabio Caserta mette da parte i giri di parole e punta su personalità, maturità e coraggio. Parte da ciò che ha visto in allenamento. «Abbiamo lavorato tanto in queste due settimane… Mi aspetto un Bari aggressivo, propositivo, che abbia voglia di fare la partita». È l’idea guida della sua conferenza: un gruppo chiamato a prendere in mano il gioco, non a subirlo. La sosta, però, riapre un tema noto, quello delle ripartenze complicate. Caserta lo affronta senza attenuanti: «Cercheremo di invertire la rotta… Mi aspetto una maggiore maturità, più consapevolezza». L’invito è a fidarsi di sé, senza lasciarsi condizionare dagli inciampi. Il tecnico passa poi all’avversario, consapevole delle insidie. «Troveremo un avversario che sta facendo un ottimo campionato… bisogna concedere pochi spazi, soprattutto agli attaccanti». Il Frosinone arriva in grande ritmo e costringe il Bari a una prova di lucidità continua. Sul tema formazione, Caserta resta cauto, soprattutto su Vicari. «Francesco si è allenato molto bene… Dipende tanto dalla sua disponibilità». La difesa a quattro rimane una soluzione possibile, ma valutata a gara in corso. Una prudenza che conferma la volontà di non forzare scelte fisiche ancora delicate. A centrocampo, il continuo turnover viene rivendicato come una strategia precisa. «Non penalizzano l’identità… considero i centrocampisti tutti sullo stesso livello». Per l’allenatore, la differenza la fanno i cambi: “Possono alzare il livello e quando non incidono, i risultati ne risentono”.
Sul fronte infermeria, la situazione è abbastanza chiara. «Dorval non si è mai allenato con noi… Valuteremo oggi». Oltre a Darboe e Pereiro, tutti gli altri sono arruolabili. Caserta affronta poi il tema della crescita, individuale e collettiva. «La squadra deve crescere in tutte e due le fasi… Maggiore ha costruito la sua carriera negli inserimenti». Insiste sulla necessità di attaccare gli spazi e migliorare nella gestione della palla, come nella gara contro il Mantova. Non manca un passaggio su Nikolaou. «Ha fatto qualche errore che non ti aspetti… Ma sono momenti». Il tecnico conferma piena fiducia, sottolineando impegno e contributo nelle tante cose positive che il difensore porta in campo.
E arriva anche il capitolo Castrovilli, atteso a un salto di qualità. «Tutti noi ci aspettiamo di più… Deve spingere ancora di più». Caserta gli chiede più tiro, più verticalità e maggiore disciplina tattica.
Infine il cammino che attende il Bari: sette gare in trentacinque giorni, ma senza drammi. «La classifica resterà corta… Dobbiamo ragionare partita dopo partita». Il tecnico collega tutto a un concetto semplice: crescere, credere nel potenziale, restare consapevoli che il futuro dipende dal presente. Caserta chiude riportando ogni discorso all’essenza: identità, continuità, coraggio. Contro il Frosinone, il Bari è chiamato a mostrarli tutti.