Il Bari entra nel vivo del calciomercato di gennaio con una linea chiara: razionalizzare, fare cassa e intervenire in modo mirato per correggere le lacune emerse nella prima parte di stagione. Le uscite di Colangiuli, Kasama e Mavraj vanno lette proprio in questa direzione: alleggerire il monte ingaggi e creare margine operativo per innesti funzionali, senza stravolgere l’ossatura della squadra.
Sul fronte delle entrate, il direttore sportivo Giuseppe Magalini sta lavorando su profili di esperienza, puntando soprattutto a dare maggiore solidità a difesa e centrocampo, reparti che hanno mostrato qualche fragilità nei momenti chiave del campionato. In difesa il nome più vicino è quello di Andrea Cistana, 28 anni, attualmente allo Spezia: un centrale affidabile, abituato a battaglie di categoria, che potrebbe diventare presto un nuovo punto di riferimento del pacchetto arretrato biancorosso. Restano sul taccuino anche Alessandro Riccio della Sampdoria e Federico Ceccherini della Cremonese, profili diversi ma accomunati da esperienza e fisicità.
A centrocampo il Bari cerca qualità e ordine. L’interesse per Emil Bohinen, oggi al Venezia, è concreto: il norvegese garantirebbe equilibrio e visione di gioco. Non è tramontata nemmeno la pista che porta a Giulio Maggiore, arrivato solo in estate ma al centro di possibili valutazioni legate a una rinegoziazione o a uno scambio. Più fredda, invece, la situazione di Vergara, che il Napoli sembra intenzionato a trattenere.
In attacco resta prioritaria la ricerca di una punta capace di garantire gol e continuità. I nomi seguiti sono quelli di Pedro Mendes del Modena e Marvin Cuni del Frosinone: due profili diversi, ma entrambi ritenuti idonei per dare peso offensivo e sostenere le ambizioni di risalita del Bari.
Il mercato è appena entrato nella sua fase calda e molto resta ancora da definire. La sensazione, però, è che il club stia operando con pragmatismo, senza proclami ma con l’obiettivo preciso di consegnare all’allenatore una rosa più solida e competitiva per la seconda parte della stagione. Gennaio dirà se questa strategia sarà sufficiente per rilanciare davvero il Bari.