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LONGO E IL BARI VERSO LA SAMPDORIA: UN’ALTRA PARTITA DA VINCERE, DI VITALE IMPORTANZA

La conferenza stampa di Moreno Longo in vista del match di venerdì sera al Ferraris contro la Sampdoria. Una partita ormai da dentro o fuori per i biancorossi: “Non è una situazione nuova. Ogni partita è di vitale importanza. Per salvarti devi vincere. Ogni partita deve essere una opportunità. Anche questa contro la Sampdoria. Dobbiamo centrare queste vittorie per raggiungere l’obiettivo”. Samp con dieci punti nelle ultime cinque. Due per il Bari. Effetto di un diverso mercato di gennaio: “I ragazzi arrivati stanno crescendo. Quando cambi tanti, puoi avere dei problemi. Per di più in un calendario serratissimo. Ora iniziamo un altro tour de force, con altri due turni infrasettimanali. L’obiettivo è migliorare strada facendo come squadra e prestazione. Mi auguro di trovare la continuità”.

Per vincere bisogna segnare. E per segnare occorre attaccare. Limite offensivo evidente nel Bari: “Le partite hanno bisogno di due fasi, di equilibri. Dobbiamo fare di più sul piano realizzativo, ma non puoi concederti all’avversario. Le due punte? Una valutazione che facciamo. A Padova, però, potevamo vincere con un altro modulo e creando tre, quattro palle gol. Col lavoro possiamo farlo anche con questo assetto. Poi, le proveremo tutte”.

Servono altre armi per alzare il livello di pericolosità e gol: “Lavoriamo proprio su questo aspetto, sulla concretezza offensiva. Avere coraggio e prendersi delle responsabilità negli ultimi 25 metri. Andarsi a prendere il gol e sfruttare al massimo le occasioni che si creano, trovando l’essere letale che ti permette di capitalizzare. Impensabile pensare che si possano produrre quindici palle gol. Vedo invece una proiezione diversa, con più giocatori coinvolti al tiro”. Per non dimenticare i leader: “Il capitano rimane Pucino, quando gioca. Mantovani rivestirà la carica di vice e sarà capitano quando Pucino non ci sarà”. “Si può mettere fuoco dentro – prosegue Longo – perché vedo il mood giusto. Il tutto è legato anche alla condizione. Come lo stato mentale, il saper stare dentro la partita con le unghie, con i denti e con la lotta”. Rimangono però gravi pecche: “Sono errori di attenzione. I gol presi dicono che non si è lavorato per i principi per cui ci si allena. Quando sbagli mezza cosa, ti puniscono puntualmente. Ogni minimo errore lo si paga. Per questo serve alzare di più il livello di concentrazione”,

La situazione degli indisponibili verso Genova: “Sono fuori Verreth, Dickmann e Darboe. Ci sono anche differenziati come Odenthal e Rao. Li valuteremo sino all’ultimo momento. Sto cercando di far capire ai ragazzi che la mia intensità è quello che voglia da loro in campo. Cerco di non tralasciare nessun dettaglio per fare le cose nella maniera giusta. Mi arrabbio per spronarli a fare di più ed essere più convinti. Comunque siamo tutti dalla stessa parte. L’obiettivo è comune. Non salvando il Bari, ci perdiamo tutti”. Focus su Artioli: “Sta dimostrando personalità. Si assume responsabilità in campo, offre linee di passaggio alla squadra. Valutiamo anche la sua condizione. Deve avere energie fisiche e mentali importanti”. E De Pieri: “A Padova ha approcciato bene. Gli sto chiedendo più concretezza. Deve dare peso alle giocate che determinano per la finalizzazione. Nel calcio devi essere cattivo e spietato”. Quale step mentale manca ancora alla squadra: “La squadra si allena e prepara in maniera corretta. Di rado vedo un allenamento sbagliato in termini di approccio. Preferisco una squadra che si allena male, ma mi fa minuti assatanati in partita. Il momento che conta è quello in cui raccogli e risolvi i tuoi problemi”. Oltre a trovare i giusti stimoli: “Bisogna cavalcare e migliorare le cose diverse viste a Padova. Tra cui stare dentro la partita per 90′. Il calendario? Inutile fare troppi pensieri. Dobbiamo guardare una partita alla volta e tirare il massimo da ogni situazione. A Genova dovremo provare a fare una grande partita”.

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