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BARI UMILIATO A PESCARA: 4-0 VERGOGNOSO, SENZA ORGOGLIO NÉ DIGNITÀ

Pescara-Bari 4-0

PESCARA (4-3-2-1): Saio, Capellini (22’ st Corbo), Bettella, Brugman, Di Nardo, Insigne (28’ st Russo), Acampora (13’ st Fanne), Valzania (13’ st Berardi), Caligara (28’ st Meazzi), Gravillon, Cagnano. A disp.: Profeta, Brondbo, Letizia, Brandes, Lamine, Russo, Oliveri, Berardi, D’Errico. All. G. Gorgone.

BARI (3-4-2-1): Cerofolini, Mantovani, Odenthal, Nikolaou (1’ st Cistana), Pucino (c), Maggiore, Artioli (1’ st Traore), Dorval (1’ st Esteves), De Pieri (14’ st Bellomo), Rao (25’ st Cuni), Moncini. A disp.: Pissardo, Pagano, Gytkjaer, Bellomo, Cavuoti, Dickmann, Braunoder, Stabile. All. M. Longo.

ARBITRO: Galipò di Firenze.

RETI: 13’ pt e 2’ st Di Nardo; 40’ pt (rig.) Insigne; 11’ st Valzania.

NOTE: Rec. 1’ pt. e 2′ st.

di Pierpaolo Paterno

PESCARA – Una resa senza attenuanti, una figuraccia che lascia sgomenti. Il Bari crolla a Pescara contro il fanalino di coda e lo fa nel modo peggiore possibile: senza orgoglio, senza carattere, senza la minima reazione. Il 4-0 incassato nello scontro diretto per la salvezza è uno schiaffo alla dignità di una squadra che avrebbe dovuto giocare con il coltello tra i denti e che invece è apparsa fragile, molle, smarrita. In campo si è visto tutto tranne ciò che serve quando la classifica brucia: personalità, rabbia, senso di responsabilità. Una serata umiliante, che pesa come un macigno e apre interrogativi profondi sul valore e sulla tenuta mentale di questo Bari per una volata salvezza che – a questo punto – diventa argomento arduo e fortemente ipotetico. Così si precipita senza giustificazioni.

Per lo stesso motivo, preferiamo non pubblicare immagini del tecnico e di calciatori del Bari dal momento che questa sera hanno deciso di rimanere nello spogliatoio…dello stadio Adriatico.

LA FORMAZIONE INIZIALE – Longo pensa a proteggersi disponendo quattro uomini davanti a Cerofolini. Pucino parte a destra e si rivede a sorpresa Nikolaou al posto di Cistana. In mezzo Odenthal e Mantovani. Nel cuore del centrocampo Maggiore e Artioli. Dorval a sinistra. De Pieri e Rao alle spalle di Moncini. Nel Pescara, titolare Insigne che torna ad affrontare e a segnare contro il Bari dopo 14 anni.

LA PARTITA – Si comincia con 15’ di ritardo per problemi tecnici al Var. Buono l’approccio dei biancorossi che imbastiscono subito delle trame interessanti. Finisce fuori l’aggancio di Dorval (7’) su assist in area dalla destra. Su una palla persa dal Bari da fallo laterale, il Pescara passa in vantaggio grazie ad una imbucata di Di Nardo che aggancia al volo un cross dalla sinistra. Odenthal e Nikolaou recitano le belle statuite. Cerofolini ritarda l’uscita. Partita già in salita per il Bari dopo 13’. La replica su azione di contropiede (25’) con Moncini che spara alle stelle un destro da destinare nel sacco davanti al portiere. Sul fronte opposto, ci prova Acampora dalla distanza. Cerofolini stavolta risponde presente. Di fatto, è un Bari praticamente nulla sul piano della manovra e della pericolosità. Senz’altro, l’atteggiamento sbagliato per questo tipo di partite. Il primo tempo scorre via velocemente, senza che la squadra di Longo riesca minimamente ad impensierire gli avversari. Si entra nel tratto finale dei primi 45’. Grave il piedone di Maggiore su Valzania in piena area. Rigore netto per Galipò al minuto 38’. Sul dischetto va Lorenzo Insigne che spiazza Cerofolini con un bolide sotto l’incrocio alla sinistra del portiere. Risultato tutto sommato legittimo per un Bari con zero personalità consegnato senza colpo ferire di fronte all’ultima della classe. Longo è seduto in panchina assorto tra i suoi pensieri. Con questo modo di giocare e di stare in campo, sarà difficile salvarsi. Il primo segmento va in archivio con un Bari senza dignità. Urgono subito degli innesti dalla panchina, soprattutto sulla catena Dorval-Nikolaou dove il Pescara sta facendo a fette i pugliesi.

Longo infatti muove tanto. Dentro subito Esteves, Traore e Cistana. Fuori Artioli, Dorval e Nikolaou. Tutti gravemente insufficienti. Ma a segnare è ancora il Pescara che, su azione di rimessa, fa tris con Di Nardo sfuggente in mezzo a Mantovani e Odenthal e batte Cerofolini per la terza volta in 47’. Una debacle imbarazzante per il Bari. Graziato poco dopo da Acampora che tira su Cerofolini. Biancorossi completamente spento. Cistana si ferma e Insigne ci prova a giro. Cerofolini in angolo. Bari addormentato e punito per la quarta volta (11’) da Valzania in seconda battuta su primo tentativo del solito Di Nardo. Un vergognoso e indecoroso crollo. La partita va in archivio qui, dopo 57’ di nulla assoluto per la formazione di Longo che questa notte ha fatto un bagno profondo di imbarazzo e disonore.

 

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