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BARI, MEA CULPA LONGO: SE SIAMO QUESTI, INUTILE PRENDERE IN GIRO LA GENTE

Nel silenzio pesante del San Nicola, a fine gara, è Moreno Longo a provare a dare una lettura a un tracollo che lascia poche spiegazioni e molte macerie. Il tecnico del Bari non nasconde l’amarezza e soprattutto la preoccupazione per una squadra apparsa fragile sotto ogni punto di vista, incapace di reggere l’urto della Carrarese Calcio 1908 per l’intero arco della partita. Le sue parole fotografano un problema che ormai non è più episodico, ma strutturale, tra limiti mentali e ricadute continue che impediscono qualsiasi reazione.

“La fotocopia di altre partite, dove abbiamo visto lo stesso copione. Un primo tempo equilibrato come ci si aspettava. Poi, un secondo tempo inaccettabile. Inaccettabile subire gol a difesa schierata. Poi, non hai nè forza fisica nè mentale subendo gol imbarazzanti con errori individuali. Non puoi prendere un gol del genere. Col peso mentale che hai, annaspi sulle seconde palle. Ormai è un dato di fatto, eclatante. Non reggiamo una partita intera. Succede per la terza volta consecutiva”.

Un’analisi dura, che si allarga alla totale incapacità di restare dentro la partita anche nei momenti chiave: “Devi rimanere in partita. Io, ad oggi, non ho trovato la soluzione a farli sbragare. Ci va l’intelligenza di capire che puoi pareggiare anche all’ultimo minuto. I gol loro sono in nostra superiorità. L’avversario va da solo senza che nessuno faccia fallo. Cose che si imparano alla scuola calcio. Se siamo questi, inutile prendere in giro la gente”.

Inevitabile il riferimento al malumore crescente della piazza, ferita da una prestazione giudicata inaccettabile: “Ci aggrappiamo al fatto che mancano sei partite e combattere sino all’ultimo secondo, finché la matematica ci terrà in vita. La gente non merita un secondo tempo del genere. Ha ragione. Tradito? Mi dispiace. Abbiamo regalato un 1-0 impensabile. E’ questione di ingenuità che costano carissimo. Non si possono commettere”.

Infine, la consapevolezza di aver fatto un passo indietro proprio nel momento in cui serviva continuità: “Si poteva fare uno step in più dopo Pescara. Ne abbiamo fatti due indietro. Sta a me provare cambiare le sorti di questo mood che si crea”.

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