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BARI, NAUFRAGIO TOTALE: UMILIATO 0-3 DALLA CARRARESE TRA VERGOGNA E RESA

Bari-Carrarese 0-3

Bari (3-4-2-1): Cerofolini, Pucino (30’ st Cavuoti), Odenthal, Cistana, Dickmann (16’ st Pagano), Artioli (25’ st Traore), Maggiore, Dorval, Esteves (25’ st Piscopo), Rao (30’ st Mane), Moncini. A disp.: Pissardo, Gytkjaer, Bellomo, Braunoder, Stabile, Nikolaou, Çuni. All. M. Longo.

CARRARESE (3-5-2): Bleve, Illanes (1’ st Imperiale), Oliana, Abiuso, Zuelli, Rubino (1’ st Finotto), Calabrese, Hasa, Zanon (23’ st Bouah), Rouhi (10’ st Belloni), Parlanti. A disp.: Garofani, Fiorillo, Melegoni, Lordkipanidze, Ruggeri, Distefano, Sekulov, Torregrossa. All. A. Calabro.

ARBITRO: Perenzoni di Rovereto.

RETI: 2’ st Rouhi; 27’ st Abiuso; 35’ st Bouah.

NOTE: 47’ pt espulso Bellomo per proteste. Rec. 2’ pt. e 3’ st.

di Pierpaolo Paterno

BARI – Al San Nicola va in scena una delle pagine più nere della stagione del Bari, travolto 0-3 dalla Carrarese al termine di una prova che non ammette attenuanti. Non è solo il risultato a pesare, ma la sensazione di resa totale: tecnica, fisica e soprattutto mentale. Dopo un primo tempo già fragile, nella ripresa la squadra di Longo sparisce letteralmente dal campo, incapace di reagire, di opporre resistenza, di salvare almeno la dignità. Il passivo diventa così la fotografia di un crollo profondo, che rischia di segnare in modo definitivo il cammino nelle sei giornate che restano. A peggiorare il quadro, l’episodio avvenuto al rientro negli spogliatoi: il confronto acceso tra Nicola Bellomo e Julian Illanes, sfociato in spintoni e parole grosse, culmina con l’espulsione del centrocampista barese. Un gesto da condannare, simbolo di una squadra smarrita anche nei nervi, oltre che nel gioco.

LA FORMAZIONE INIZIALE – Solito 3-4-2-1 che unisce solidità difensiva e sviluppo offensivo sulle corsie. In fase di costruzione, la squadra di Moreno Longo parte da una linea a tre composta da Pucino a destra, Odenthal e Cistana a sinistra, con Cerofolini coinvolto attivamente nel palleggio. L’obiettivo è uscire puliti dal basso, attirando la pressione avversaria per poi sviluppare il gioco sugli esterni. Dickmann e Dorval, infatti, rappresentano due pedine fondamentali: si alzano fin da subito, garantendo ampiezza e profondità, e diventano lo sbocco principale della manovra.

In mezzo al campo, la coppia Artioli-Maggiore lavora in modo complementare. Il primo dà ordine e copertura, il secondo aggiunge dinamismo e capacità di inserimento. Questo equilibrio consente al Bari di mantenere compattezza anche quando si alzano molti uomini in fase offensiva.

Davanti, il sistema ruota attorno ai movimenti di Esteves e Rao, schierati alle spalle di Moncini. I due trequartisti non restano mai statici: si muovono tra le linee, si allargano per creare spazi o si inseriscono centralmente, diventando imprevedibili e difficili da marcare. Moncini, invece, è il riferimento offensivo: lavora spalle alla porta, protegge palla e favorisce l’inserimento dei compagni.

LA PARTITA – Si parte con un bolide di Zuelli. Palla sul fondo. La replica biancorossa al 15’, con un tiro insidioso di Esteves di un filo deviato in corner. Una mezza palla da rimpallo che andava sfruttata meglio. Il Bari aumenta la pressione. Si gioca quasi sempre da sinistra, sull’asse Dorval-Rao. Clamorosa l’inzuccata di Moncini, propiziata da un cross di Rao. Bleve si allunga. Palla in angolo. E’ un dominio biancorosso. I calciatori toscani cascano come pere cotte ogni due minuti. Una perdita di tempo stucchevole. Il primo tempo scorre via verso la fine. Partita sporca, con sbavature tecniche. Si rientra negli spogliatoi tra il parapiglia generale. Ci rimette Bellomo, andato a contestare dalle parti dei calciatori ospiti, tra cui Illanes (volano spintoni e parole pesanti) che viene subito sostituito da Calabro. Dentro Imperiale. Finotto al posto di Rubino.

Pronti, via. E la Carrarese passa in vantaggio. Zanon sbuca alle spalle di un irriconoscibile Dorval (lettura difensiva orrenda). Subentra Rouhi che beffa Cerofolini. Una imperdonabile leggerezza dei biancorossi. Bari sconnesso e Carrarese padrona della partita. Che resta lunga. Pagano per Dickmann. Esteves passa a sinistra.

La reazione arriva dopo 20’, ma Bleve vola a respingere un tiro a colpo sicuro di Maggiore dagli sviluppi di un corner. Urgono cambi decisivi. Entra pure Traore e Piscopo per Artioli ed Esteves. Si passa ad una specie di 4-3-3. Ripartenza incredibile di Hasa sulla sinistra. Palla per Abiuso che indovina il rasoterra sulla sinistra alle spalle di Cerofolini. Ospiti sul 2-0. Il Bari è morto. Da capire gli innesti di Cavuoti e Mane a 15’ dalla fine. Lo scempio continua perché al minuto 35’, la Carrarese segna persino il terzo gol. Ancora un’azione di rimessa con il neoentrato Bouah che batte Carofolini con l’ennesimo rasoterra facile facile. Una vergognosa resa di un Bari scalfito in ogni sua parte: tecnica, fisica e morale. Finisce con una pesante umiliazione e la squadra sotto la Curva Nord che canta “Vergognatevi” ad un gruppo di giocatori senza attributi.

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