BARI – Non è soltanto un successo, ma una risposta concreta in un momento delicato. Il 3-1 al Modena restituisce ossigeno al Bari e, soprattutto, ridà senso a un percorso che rischiava di smarrirsi. La squadra mostra un atteggiamento diverso, più attento e meno dispersivo, riuscendo a restare dentro la partita con maggiore continuità rispetto alle ultime uscite. Senza brillare in maniera costante, i biancorossi costruiscono la vittoria su ordine, applicazione e capacità di sfruttare gli episodi, elementi che negli ultimi tempi erano mancati.
In campo si rivede una squadra più corta, meno vulnerabile nelle transizioni e più lucida nella gestione dei momenti chiave. Anche le rotazioni danno risposte positive, senza alterare l’equilibrio complessivo. Un segnale incoraggiante, pur in un contesto che resta complicato e che richiede conferme immediate. La classifica si muove, il morale cresce, ma il margine resta ridotto e ogni passo pesa.
A fine gara, Federico Artioli fotografa il momento con chiarezza: “Mancano cinque partite sino alla fine – rileva il calciatore ferrarese. Oggi ci siamo rialzati dopo la brutta partita contro la Carrarese. Siamo stati forti su tutti i duelli. Adesso bisogna andare a Monza e strappare punti anche lì, su un campo difficile. Andrà fatto dimostrando una identità forte a chiara. Senza cadere in alti a bassi, ma essendo continui sotto l’aspetto del carattere e delle prestazioni”.
Il centrocampista evidenzia anche l’importanza della pausa nel ritrovare energie fisiche e mentali, aspetto che ha inciso sulla prestazione. “Fondamentale a livello di testa – sottolinea Artioli – . Quando sei in un momento critico di classifica e mentale, la pausa aiuta a recuperare energie. Ora si combatte sino alla fine. Ce la metteremo tutta perché vada tutto bene”. Un messaggio che si lega anche al rapporto con l’ambiente, rimasto comunque vicino alla squadra: “I tifosi ci danno una grossa mano per raggiungere insieme l’obiettivo. Li sentiamo vicini e questo è un punto di forza decisivo per noi”.
Tra i protagonisti, Gabriele Moncini si prende una responsabilità pesante, trasformando il rigore che indirizza la gara e lasciandosi alle spalle i ricordi negativi. “In quella porta – commenta – avevo già sbagliato. Ho pensato di superare il gap in allenamento. Ci voleva personalità e mi è andata bene, prendendomi giustamente questa responsabilità”.
L’attaccante sottolinea anche il lavoro svolto durante la sosta e l’adattamento alle caratteristiche dell’avversario. “Durante la sosta – continua il bomber biancorosso – si è lavorato molto sul piano atletico e sulla partita. Il Modena provava sempre la palla lunga e coi difensori siamo stati bravi a ripartire. Con Rao c’è stato un cambiamento. Prende rigori, e quando farà gli assist andrà ancora meglio”.
Lo sguardo si sposta inevitabilmente sul finale di stagione, dove non ci sono più margini di errore. “Coi difensori a tre, ripartire per noi è più facile. Contro Monza e Venezia sarà dura, ma il piano gara sarà simile. Serve continuità. Siamo inciampati troppe volte. I bonus ora sono finiti. Non c’è più tempo. Conta la forza dei leader per aiutare i giovani. Giusto che noi grandi svolgiamo questo compito. Sono a quota nove gol, non basta”.
Una chiusura che fotografa perfettamente lo stato d’animo del gruppo, consapevole di dover fare ancora molto per centrare l’obiettivo: “I nostri primi avversari siamo noi stessi. Non ci sono più tante partite a disposizione, le restanti dobbiamo portarle a casa. Credo che oltre all’Entella, occorreranno un paio di colpi con squadre forti”.