di Pierpaolo Paterno
Le dichiarazioni dell’avvocato Mattia Grassani, intervenuto oggi a un convegno presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari, riaccendono il dibattito sul tema della multiproprietà nel calcio italiano e sulle prospettive future del Bari.
Il legale della famiglia De Laurentiis ha espresso una posizione critica nei confronti dell’attuale normativa federale, definendo sostanzialmente anacronistico il divieto di multiproprietà e sostenendo che la questione potrebbe essere oggetto di valutazione da parte della futura governance della Federcalcio.
Parole che arrivano in un momento particolarmente delicato per il calcio barese. Dopo la retrocessione in Serie C e in un clima caratterizzato da forte delusione tra i tifosi, il tema della multiproprietà continua infatti a rappresentare uno degli argomenti più discussi attorno al futuro della società biancorossa.
L’intervento di Grassani ha riportato al centro dell’attenzione una questione che accompagna il Bari fin dall’ingresso della famiglia De Laurentiis alla guida del club. Da un lato c’è chi considera il divieto uno strumento necessario per garantire chiarezza e autonomia gestionale alle società calcistiche; dall’altro chi ritiene che l’attuale normativa non sia più al passo con l’evoluzione del calcio moderno.
Al di là del dibattito giuridico e regolamentare, le parole del legale dei De Laurentiis sono destinate a far discutere in una piazza che attende soprattutto risposte sul futuro del club, sul progetto sportivo e sulle prospettive di rilancio dopo una stagione conclusa nel peggiore dei modi.
Mentre il confronto sulla multiproprietà resta aperto, il Bari continua a vivere una fase di profonda incertezza, con tifosi e appassionati che chiedono chiarezza sui prossimi passi della società e sulle reali ambizioni per il futuro.
Colpisce, infine, la premura con cui Grassani abbia più volte precisato di non voler parlare del Bari, quasi che il tema della multiproprietà possa essere affrontato nel capoluogo pugliese come una questione astratta e scollegata dalla realtà biancorossa. Una distinzione che appare francamente difficile da sostenere. A Bari, infatti, parlare di multiproprietà significa inevitabilmente parlare anche del presente e del futuro del club. Per questo motivo, una simile puntualizzazione rischia di essere percepita come un esercizio puramente formale, distante dai sentimenti di una tifoseria che da anni convive con le conseguenze di questo modello. I tifosi meritano rispetto, chiarezza e risposte concrete, non la pretesa di separare due argomenti che, nei fatti, sono indissolubilmente legati.