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GRASSANI CHIUDE ALLA CESSIONE, LECCESE SOTTO PRESSIONE: IL BARI TRA RIPESCAGGIO E GUERRA APERTA CON LA CITTÀ

Il Bari appare sempre più vicino a un possibile ritorno in Serie B, non tanto per meriti sportivi quanto per le drammatiche difficoltà che stanno investendo la Juve Stabia. Nelle ultime ore il sindaco di Castellammare di Stabia ha lanciato un accorato appello al tessuto imprenditoriale locale affinché intervenga per salvare il club campano da una crisi che rischia di comprometterne il futuro. Un segnale che conferma la gravità della situazione e che alimenta inevitabilmente le speranze di ripescaggio in casa biancorossa.

Ma mentre sul fronte sportivo si apre uno spiraglio inatteso, sul piano societario le dichiarazioni dell’avvocato Mattia Grassani, storico legale della famiglia De Laurentiis, hanno provocato nuove tensioni. Grassani ha infatti ribadito con estrema chiarezza la volontà della proprietà di percorrere ogni strada possibile per prolungare il regime di multiproprietà, escludendo di fatto qualsiasi intenzione di cedere il Bari.

Parole che rischiano di esasperare ulteriormente un clima già pesantemente compromesso. Una posizione che viene percepita da larga parte della tifoseria come una provocazione, soprattutto alla vigilia dell’incontro tra il sindaco Vito Leccese e la SSC Bari. In molti si chiedono quale possa essere l’utilità di un confronto istituzionale se le intenzioni della proprietà sono state già dichiarate pubblicamente e senza margini di interpretazione.

La sensazione è che la frattura tra città e società sia ormai profonda. Da qui nasce anche una proposta sempre più presente nel dibattito cittadino: quella di avviare un nuovo progetto calcistico indipendente, ripartendo dalle categorie inferiori e costruendo una realtà completamente sganciata dall’attuale proprietà.

In questo contesto cresce la pressione sull’amministrazione comunale affinché mantenga una linea rigorosa sulle questioni legate allo stadio San Nicola, alle concessioni e ai futuri bandi di gestione. Per una parte significativa della piazza, infatti, la categoria è diventata ormai un tema secondario rispetto alla necessità di recuperare identità, appartenenza e prospettive per il futuro del calcio barese.

Il rischio concreto è che la contrapposizione tra le parti continui ad alimentarsi, generando ulteriori tensioni e rendendo sempre più difficile qualsiasi percorso di riconciliazione. Una situazione nella quale, se non arriveranno segnali concreti e credibili, tutti potrebbero uscire sconfitti.

 

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