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BARI CONTRO LA MULTIPROPRIETÀ: STRISCIONI A ROMA DAVANTI ALLA FIGC E ALL’HOTEL DEL VOTO FEDERALE

La notizia è riportata questa mattina sulle pagine online de La Gazzetta del Mezzogiorno. La contestazione dei tifosi del Bari arriva fino a Roma, dove nella notte sono comparsi due grandi striscioni con la scritta «Bari contro la multiproprietà», uno davanti alla sede della Figc in via Allegri e l’altro nei pressi del Rome Cavalieri, l’albergo che ospita l’assemblea chiamata a eleggere il nuovo presidente federale dopo le dimissioni di Gabriele Gravina.

Il messaggio, riportato su un telo lungo circa 15 metri, punta l’attenzione sul tema della multiproprietà nel calcio italiano e sulla possibilità per la famiglia De Laurentiis di detenere contemporaneamente il controllo di Napoli e Bari. Una situazione che da tempo alimenta il malcontento di una parte consistente della tifoseria biancorossa.

L’iniziativa è stata organizzata dai gruppi della Curva Nord, che hanno scelto due luoghi simbolici della giornata federale per rilanciare la propria posizione. Oltre agli striscioni, nelle aree circostanti sono comparsi numerosi volantini con lo stesso slogan.

La protesta si inserisce nel clima di forte tensione che si respira da settimane attorno al Bari, acuitosi dopo la retrocessione in Serie C dello scorso 22 maggio. Nel mirino dei tifosi resta la gestione della famiglia De Laurentiis e, più in generale, il sistema delle multiproprietà autorizzato dalle norme federali.

Con questa azione, la contestazione lascia temporaneamente il capoluogo pugliese per approdare nella capitale, proprio nel giorno in cui il calcio italiano è chiamato a scegliere la propria nuova guida federale.

foto La Gazzetta del Mezzogiorno

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ECCO I VOLTI DEGLI 11 COMPONENTI DEL COMITATO ISTITUITO DAL COMUNE DI BARI PER IL FUTURO DEL CLUB BIANCOROSSO

Segue l’elenco degli undici componenti del Comitato istituito dal Comune di Bari per il controllo della Ssc Bari a partire dalla prossima stagione

🔹 Antonello Valentini – Giornalista nato a Bari ed ex direttore generale della FIGC, ha trascorso gran parte della sua carriera all’interno delle istituzioni calcistiche nazionali. La sua esperienza e il forte legame con il Bari ne fanno una figura di riferimento per il comitato.

🔹 Franco Cassano – Già presidente della Corte d’Appello di Bari, è una personalità di spicco del mondo giudiziario. Appassionato di calcio e vicino alle vicende della squadra biancorossa, garantisce competenza e prestigio istituzionale.

🔹 Umberto Fratino – Alla guida del Politecnico di Bari, dove insegna Ingegneria Idraulica, rappresenta una delle eccellenze del panorama universitario cittadino. Porta con sé capacità manageriali e una solida preparazione tecnica.

🔹 Nicola Favia – Professionista del foro barese e già presidente della sezione cittadina dell’Associazione Italiana Arbitri, conosce a fondo sia gli aspetti normativi sia quelli sportivi legati al calcio.

🔹 Don Angelo Cassano – Parroco e referente regionale di Libera, è impegnato da anni nella promozione della legalità e dell’inclusione sociale. La sua presenza aggiunge al comitato una forte attenzione ai valori civili e comunitari.

🔹 Gaetano Sassanelli – Avvocato cassazionista ed ex presidente della Camera Penale di Bari, è considerato una delle figure più autorevoli dell’avvocatura locale. Contribuisce con esperienza e competenze giuridiche di alto livello.

🔹 Vincenzo Chionna – Docente ordinario di Diritto Commerciale all’Università di Bari, avvocato cassazionista e amministratore giudiziario, possiede una vasta esperienza nelle materie societarie e nella gestione di situazioni complesse.

🔹 Lucia Di Bisceglie – Presidente della Camera di Commercio di Bari, è stata la prima donna a ricoprire questo incarico. Il suo profilo è strettamente legato al mondo dell’economia e delle imprese del territorio.

🔹 Isabella Cardone – Manager sportiva con un lungo percorso nel calcio femminile, ha contribuito alla crescita della Pink Bari e oggi ricopre incarichi di rilievo nella Ternana Women. Porta una prospettiva moderna e competenze organizzative consolidate.

🔹 Giuseppe Catalano – Professore di Ingegneria Economico-Gestionale, ha svolto importanti incarichi nel settore della programmazione e delle infrastrutture pubbliche. Il suo apporto sarà utile soprattutto sotto il profilo strategico.

🔹 Antonio Di Gennaro – Ex calciatore del Bari e della Nazionale italiana, oggi opinionista e commentatore sportivo, continua a mantenere un forte rapporto con la città e con i colori biancorossi, di cui rappresenta la memoria sportiva e il senso di appartenenza.

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LA SERIE B È DI NUOVO BIANCOROSSA: WATERPOLO BARI, CHE IMPRESA

Waterpolo Bari-Cus Palermo 19-6

WATERPOLO BARI: Abruzzese, Mastromarco, Corallo, Dicagno 3, Cafagno 1, Battista 3, Bellino 3, Moretti, Di Pasquale 3, Cianciaruso 1, Lamacchia 3, Auciello 1, Giuliani 1, Scolletta. All. Di Pasquale.

CUS PALERMO: Monteverde, Bonaccorso 2, Piscitello 1, Mannino, Cananzi 1, Di Pieri, Carabillò, Magiameli, Dolcemascolo 2. All. Occhione.

PARZIALI: 3-0/7-3/6-2/3-1.

TARANTO – Missione compiuta. La Waterpolo Bari riconquista la serie B e lo fa nel modo più convincente possibile, chiudendo la pratica Cus Palermo con un netto 19-6 davanti ai propri tifosi. Un successo che certifica la superiorità dei biancorossi e dà il sigillo definitivo a una stagione vissuta costantemente ai vertici.

Dopo il largo successo ottenuto all’andata in Sicilia (17-6), la squadra allenata da Di Pasquale non ha lasciato spazio a sorprese nemmeno nella gara di ritorno, imponendo fin dalle prime battute il proprio ritmo e la propria qualità. Il primo parziale di 3-0 indirizza subito il confronto, mentre il 7-3 del secondo tempo spegne ogni residua speranza degli ospiti.

Nella piscina comunale di Taranto, diventata per tutta la stagione la casa della Waterpolo Bari, si è consumato l’atto finale di un campionato straordinario. I biancorossi hanno costruito il proprio ritorno in cadetteria attraverso prestazioni di alto livello, continuità di risultati e una crescita costante che ha trovato nei playoff la sua massima espressione.

Il terzo tempo, chiuso sul 6-2, ha trasformato la partita in una vera e propria passerella verso il traguardo, prima dell’ultimo quarto che ha consegnato definitivamente ai pugliesi una promozione mai realmente in discussione.

Al fischio finale è esplosa la festa. Giocatori, staff e tifosi hanno celebrato insieme un risultato inseguito e meritato, che riporta la Waterpolo Bari nel campionato di serie B tre anni dopo l’ultima partecipazione. Un ritorno conquistato con autorevolezza, al termine di una stagione dominata e conclusa nel migliore dei modi: con la gioia della promozione e la consapevolezza di aver riportato i colori biancorossi nella categoria che più gli compete.

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L’ULTIMO VIAGGIO DI IGOR PROTTI: DA LIVORNO A BARI PASSANDO PER RIMINI

È iniziato stamattina dalla Toscana l’ultimo viaggio terreno di Igor Protti, scomparso ieri dopo una lunga malattia. Il percorso commemorativo delle sue ceneri prevede diverse tappe simboliche nelle città che hanno segnato la sua vita e la sua carriera. Nella giornata di oggi si è svolto l’estremo saluto nella camera ardente allestita a Cecina, località dove vive la famiglia dell’ex attaccante. Numerosi amici ed ex compagni di squadra hanno partecipato all’omaggio, tra cui diversi protagonisti del Bari della stagione 1992-93.

Successivamente la salma sarà trasferita a Livorno, dove in serata lo stadio Armando Picchi ospiterà un momento commemorativo dedicato all’ex bomber amaranto. Domani il ricordo proseguirà a Rimini, allo stadio Romeo Neri, nella città natale di Protti. Venerdì prossimo, alle ore 19.30, le ceneri dell’ex capitano biancorosso arriveranno allo stadio San Nicola di Bari per una cerimonia celebrativa che prevede un giro di campo. L’evento è in fase di organizzazione da parte di amici e rappresentanti del tifo barese. Dopo la tappa nel capoluogo pugliese, il percorso commemorativo si concluderà nuovamente a Rimini, dove lunedì è prevista la cremazione e successivamente la dispersione delle ceneri in mare.

A Cecina erano presenti anche numerosi rappresentanti del mondo biancorosso, tra cui Alfonso Cacciapuoti e Giovanni Morisco di CasaBari, impegnati nell’organizzazione dell’iniziativa prevista al San Nicola. Nel frattempo, a Bari continuano le manifestazioni spontanee di affetto nei confronti dell’ex attaccante. Nei pressi del murales di via Mazzitelli, tifosi e appassionati hanno lasciato sciarpe, maglie e altri cimeli per ricordare una delle figure più amate della storia del club. Alla commemorazione hanno preso parte, tra gli altri, Sandro Tovalieri, Massimiliano Tangorra, Alfonso Cacciapuoti e Mimmo Tarulli in rappresentanza del tifo organizzato.

Nelle ultime ore numerosi club, ex compagni di squadra, tifoserie e istituzioni hanno ricordato la figura di Protti. A Bari si valuta inoltre la possibilità di dedicare al suo nome lo stadio San Nicola o uno dei suoi settori, come ulteriore riconoscimento del legame speciale costruito con la città e con i tifosi biancorossi.

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BARI PIANGE IGOR PROTTI: IL CAPITANO CHE NON SARÀ MAI DIMENTICATO

Ci sono notizie che nessun tifoso vorrebbe mai leggere. Ci sono uomini che vanno oltre i gol, oltre le classifiche, oltre i risultati. Igor Protti era uno di questi.

Nella notte si è spento a 58 anni l’ex capitano del Bari, simbolo di un calcio fatto di passione, sacrificio e appartenenza. Da quasi un anno combatteva con coraggio contro un tumore al colon, una battaglia che aveva deciso di raccontare pubblicamente, con la stessa sincerità e la stessa dignità che avevano caratterizzato tutta la sua carriera.

La città di Bari, i suoi tifosi e tutto il mondo biancorosso si stringono oggi attorno alla sua famiglia, condividendo un dolore profondo per la perdita di una figura che ha lasciato un segno indelebile nella storia del club e nel cuore di intere generazioni.

Con la maglia biancorossa Protti ha vissuto pagine indimenticabili, trascinando il Bari alla promozione in Serie A e conquistando successivamente il titolo di capocannoniere del massimo campionato. Ma i numeri, per una volta, raccontano soltanto una parte della sua grandezza. Perché Igor Protti era soprattutto un uomo capace di entrare nell’anima della gente, di rappresentare una città e di incarnarne l’orgoglio.

Il suo ultimo saluto è arrivato attraverso un messaggio affidato ai familiari e pubblicato dopo la sua scomparsa. Parole semplici, potenti, capaci di commuovere chiunque le abbia lette: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale”.

Un addio che racchiude tutta la sua essenza: quella di un combattente che ha affrontato l’ultima sfida con straordinaria lucidità e con la consapevolezza di chi sa di aver vissuto pienamente.

Nel messaggio, Protti ha rivolto un ultimo pensiero alle persone che hanno accompagnato il suo cammino: “L’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato”.

Parole che oggi risuonano come un abbraccio collettivo. Perché l’affetto che Igor Protti ha ricevuto durante la sua vita continua a manifestarsi in queste ore attraverso migliaia di messaggi, ricordi e testimonianze di stima provenienti da ogni parte d’Italia.

Bari perde una delle sue bandiere più amate. Perde un campione, ma soprattutto un uomo che ha saputo lasciare un’eredità fatta di valori, umiltà e autenticità.

Alla sua famiglia, ai suoi affetti più cari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene va il pensiero commosso di un’intera comunità. Il fischio finale è arrivato, ma il ricordo di Igor Protti continuerà a correre sul prato verde della memoria biancorossa.

Perché certe leggende non muoiono mai.

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TRA IMMOBILISMO E SFIDUCIA: IL BARI RETROCESSO NON DÀ SEGNI DI VITA

di Pierpaolo Paterno

L’immobilismo regna sovrano in casa Bari. A un mese dalla vergognosa retrocessione in Serie C, il club controllato dalla famiglia De Laurentiis continua a muoversi con una lentezza che alimenta inquietudini e malumori in una piazza già profondamente ferita. Mentre altre società programmano il futuro, costruiscono organici e definiscono strategie, dal San Nicola non arrivano comunicazioni ufficiali né indicazioni concrete sul percorso che dovrebbe riportare il Bari fuori dall’incubo della terza serie.

L’unico vero spiffero di mercato riguarda Mehdi Dorval, uno dei pochi calciatori della rosa ad avere ancora un certo appeal sul mercato. Un interesse che, tuttavia, racconta molto più della povertà tecnica dell’organico biancorosso che non delle qualità espresse dal laterale algerino nell’ultima stagione. Dorval ha infatti collezionato 36 presenze complessive, mettendo a segno un solo gol, realizzato alla prima giornata contro il Venezia, senza poi riuscire a incidere in maniera significativa nel resto del campionato.

Sul giocatore si registra l’interesse di diverse società. Non c’è soltanto il Padova sulle sue tracce: anche Cremonese, Palermo e il Lugano, formazione della Serie A svizzera, stanno monitorando la situazione. Il Bari, che nelle scorse settimane ha esercitato l’opzione per il rinnovo del contratto fino al 2027, valuta il cartellino del laterale oltre il milione di euro, cifra che al momento appare distante dalle offerte ricevute.

Al di là delle indiscrezioni di mercato, resta il vuoto assoluto sul fronte della programmazione. Una situazione che appare ancora più preoccupante se si considera che l’intera rosa, protagonista di una stagione fallimentare culminata con la retrocessione, necessita di essere profondamente rivoluzionata. Più che qualche ritocco, servirebbe una rifondazione completa, tecnica e societaria.

Le uniche indicazioni emerse nelle ultime settimane sono arrivate indirettamente attraverso il sindaco di Bari, Vito Leccese, che nell’ultima conferenza stampa a Palazzo di Città ha riferito come la SSC Bari sarebbe orientata ad affidarsi a Pierpaolo Marino nel ruolo di direttore generale. Una figura di esperienza che dovrebbe assumere un peso centrale nella gestione del club, andando di fatto a ridimensionare il ruolo operativo di Luigi De Laurentiis.

A Marino dovrebbe essere affiancato un direttore sportivo chiamato a costruire da zero l’area tecnica: dalla scelta dell’allenatore alla composizione della rosa, passando per la definizione dell’intero organigramma sportivo. Un compito enorme e particolarmente delicato, considerato che il Bari si appresta ad affrontare una stagione che si preannuncia tra le più complicate della sua storia recente.

Nel frattempo, la frattura con la tifoseria continua ad allargarsi. Una parte consistente del popolo biancorosso ha già annunciato l’intenzione di disertare lo stadio e prendere definitivamente le distanze dalla società. Per molti sostenitori la nave è ormai affondata da tempo e le promesse non bastano più. Servono fatti, scelte chiare e soprattutto tempi rapidi. Perché mentre il Bari resta fermo, il conto alla rovescia verso il prossimo campionato continua inesorabilmente a scorrere.

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LECCESE SPIEGA LA SUA SCELTA: NON HO CEDUTO AI DE LAURENTIIS, HO DIFESO GLI INTERESSI DELLA CITTÀ

Dopo giorni di tensioni, polemiche e confronti accesi sul futuro della SSC Bari e sull’utilizzo dello stadio San Nicola, il sindaco Vito Leccese sceglie di intervenire nuovamente per chiarire le ragioni delle decisioni assunte dall’amministrazione comunale. In un lungo messaggio pubblicato sui social, il primo cittadino ripercorre le tappe della trattativa con la proprietà biancorossa, risponde alle critiche ricevute e rivendica la strategia adottata, spiegando perché ritiene di aver ottenuto un risultato concreto nell’interesse della città. Un intervento destinato ad alimentare il dibattito tra i tifosi, divisi tra chi considera l’intesa raggiunta un passo avanti e chi continua a guardare con profondo scetticismo agli impegni assunti dalla famiglia De Laurentiis.

“A proposito della vicenda SSC Bari, ci sono cose che non sono riuscito a spiegare bene in conferenza stampa. Ci riprovo qui, con più calma.
“Tanto rumore per nulla. Alla fine hai ceduto ai De Laurentiis”
Capisco chi la vede così. Ma facciamo un passo indietro.
Tre settimane fa la SSC Bari aveva chiesto la disponibilità dello stadio San Nicola senza offrire nulla in cambio. Nessun progetto, nessuna interlocuzione, nessuna parola sul futuro della società. Come se la gestione degli ultimi tre anni e la retrocessione in Serie C fossero una cosa che riguardava loro, e lo stadio, che è di tutti i baresi, fosse un fatto dovuto.
Ho detto no. E ho posto tre condizioni: un nuovo management con mandato esplicito alla vendita, un percorso formale di advisoring per trovare acquirenti con l’apertura di una data room, cioè un archivio strutturato in cui confluiscono tutti i dati economici e patrimoniali della società, accessibile a chiunque voglia seriamente valutare l’acquisto e un comitato di garanzia per comunicare in modo trasparente con la città. Il primo nome è quello di Franco Cassano, un magistrato, una figura autorevole, di indiscussa credibilità e indipendenza. A breve renderemo noti anche gli altri componenti di questo organismo.
Ieri ho ricevuto una risposta scritta, formale, pubblica, in cui quelle tre condizioni vengono accettate. Per la prima volta nella storia di questa gestione, la proprietà del Bari mette nero su bianco la volontà di cedere la società, e lo fa dicendo esplicitamente che lo farà prima del 2028, indipendentemente da quello che succederà alle norme federali sulla multiproprietà. Se questo è “nulla”, mi sfugge cosa sarebbe “qualcosa”.
“Avresti dovuto tenerli fuori dallo stadio e farli fallire”
Devo essere diretto: un sindaco non può far fallire una società privata. Non è nei suoi poteri, non è nel suo mandato, non sarebbe nemmeno legale tentarci. Chi me lo chiedeva mi chiedeva qualcosa che non esiste nell’ordinamento giuridico di questo Paese.
C’è di più. Se avessi tenuto lo stadio chiuso oltre la scadenza del 16 giugno, il Comune di Bari sarebbe stato esposto a contenziosi legali seri, con ottime probabilità di soccombere. Avrei usato i soldi dei contribuenti per perdere una causa che non potevo vincere.
E poi c’è la domanda a cui nessuno di quelli che chiedevano il fallimento ha risposto: e dopo? Chi avrebbe rilevato il titolo sportivo? Con quali risorse? In che tempi? Qualcuno in questi anni ha visto file di imprenditori locali pronti a investire decine di milioni su un progetto complicatissimo come risalire dall’Eccellenza alla serie A? Ripartire dal basso può essere romantico da raccontare, ma significa anni di campionati dilettantistici. Significa ricominciare da zero, senza garanzie. E alcune storie a noi vicine, ce lo insegnano.
“Questi accordi sono carta straccia”
Sì. Lo so. È vero.
Non esiste nessuno strumento giuridico che consenta a un sindaco di vincolare una società privata a vendere se stessa. Michele Salomone ha parlato di “aria fritta”. Ha ragione. Queste non sono norme di legge, sono impegni pubblici.
Ma voglio che si capisca una cosa: anche gli impegni pubblici hanno un peso, quando sono scritti e firmati e resi noti a tutta la città. Perché chi li viola deve rispondere davanti a tutti. E stavolta c’è un comitato di garanzia, composto da persone che questa città rispetta, che avrà accesso diretto al management della società e che renderà conto pubblicamente di quello che trova. Se gli impegni vengono disattesi, lo saprete. E io sarò il primo a dirlo.
Non vi chiedo di fidarvi di De Laurentiis. Vi chiedo di tenere gli occhi aperti insieme a me.
Queste settimane non sono state semplici. Ho ricevuto pressioni da ogni parte. Qualcuno mi chiedeva di essere più duro, qualcun altro di mollare subito. Alcuni di questi cercavano soltanto di difendere i propri interessi. Ho cercato di fare una cosa sola: difendere gli interessi della città. E ho provato a farlo ragionando con la testa, non con la pancia. Pur capendo benissimo la pancia di chi ama questa squadra.
Il Bari non è solo una squadra di calcio. È parte di quello che siamo. Un bene comune, nel senso più vero del termine. E come tale va trattato, con rispetto, con serietà, senza lasciarlo in balia né dell’indifferenza di chi lo gestisce, né della frustrazione, comprensibile ma a volte cieca, di chi lo ama.
Ho fatto quello che potevo fare, con gli strumenti che avevo. Non so se basterà. Vigileremo insieme”.
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BARI, LE PROMESSE DEI DE LAURENTIIS E UNA FIDUCIA ORMAI AZZERATA

di Pierpaolo Paterno

Alla fine è arrivata la firma, accompagnata da una lunga serie di impegni che Luigi De Laurentiis ha scelto di affidare al sindaco Vito Leccese senza però esporsi direttamente davanti alla città. Un passaggio che consente alla SSC Bari di continuare a utilizzare il San Nicola, ma che difficilmente basterà a ricucire il rapporto con una tifoseria che da tempo non concede più alcun credito alle parole della proprietà.

Del resto, il contenuto delle promesse rese pubbliche richiama inevitabilmente quanto già ascoltato in passato. L’obiettivo dichiarato è riportare il Bari in Serie A nell’arco di due stagioni. A questo si aggiunge la disponibilità a favorire un percorso che conduca alla cessione del club anche prima della scadenza del 2028, termine ultimo imposto dalla normativa sulla multiproprietà. Impegni ambiziosi che arrivano però da una proprietà reduce da una retrocessione e da anni di contestazioni, circostanze che rendono inevitabile lo scetticismo della piazza.

Sotto questo aspetto va riconosciuto al sindaco Leccese il merito di aver riaperto una discussione che rischiava di passare sotto silenzio. La scelta di rinviare la sottoscrizione della disponibilità dello stadio è apparsa a molti una forzatura istituzionale, ma ha avuto l’effetto di costringere la società a formalizzare una serie di impegni che altrimenti sarebbero rimasti semplici dichiarazioni informali.

L’accordo si chiude così tra annunci, nuovi progetti e l’indicazione di figure che dovrebbero accompagnare il club verso una fase diversa. Tra queste spicca il nome di Pierpaolo Marino, individuato come possibile riferimento manageriale per il rilancio della società. È prevista inoltre una commissione incaricata di monitorare il percorso che dovrebbe portare alla futura cessione del Bari. Per il momento, tuttavia, l’unico nome noto è quello di Franco Cassano.

Il vero problema, però, non riguarda le intenzioni dichiarate ma la loro credibilità. Ed è proprio qui che emergono le maggiori difficoltà. La frattura tra proprietà e ambiente è ormai profonda. Lo dimostra il fatto che molti tifosi, negli ultimi giorni, si siano detti pronti persino ad accettare una ripartenza dall’Eccellenza pur di mettere fine anticipatamente all’esperienza della famiglia De Laurentiis alla guida del club. Una posizione estrema, ma indicativa del livello di esasperazione raggiunto.

C’è anche chi auspica un progressivo allontanamento degli sponsor e di quel sistema di relazioni economiche che negli anni ha continuato a sostenere il progetto biancorosso. Un’ipotesi che appare difficile da immaginare se si osservano alcune dinamiche ancora oggi presenti attorno alla società.

Emblematica, ad esempio, la presenza in Comune di Domenico Quarto. Lo stesso professionista che l’allora sindaco Antonio Decaro aveva indicato come espressione della volontà dell’imprenditoria barese di sostenere il rilancio del calcio cittadino oggi rappresenta, di fatto, uno dei principali riferimenti territoriali della proprietà biancorossa.

La sensazione diffusa è che le firme e gli impegni assunti non siano sufficienti per cancellare anni di promesse rimaste senza riscontro. Per questo il giudizio definitivo arriverà soltanto dai fatti. Il primo banco di prova sarà immediato: il mercato, le risorse economiche stanziate e il livello di ambizione che accompagnerà la costruzione della squadra. Se davvero l’obiettivo è conquistare la Serie A entro due anni, gli investimenti dovranno essere coerenti con tale traguardo.

Una lettera, per quanto impegnativa nei contenuti, non può bastare a ristabilire un rapporto di fiducia ormai compromesso. Così come non sarà sufficiente l’eventuale arrivo di un dirigente esperto per far dimenticare quanto accaduto negli ultimi anni.

C’è poi un aspetto che continua a pesare più di ogni altro. Sono trascorsi venticinque giorni dalla retrocessione e il presidente della SSC Bari non ha ancora parlato pubblicamente alla città. Nessun confronto diretto, nessuna spiegazione davanti ai tifosi, nessuna assunzione di responsabilità personale. Soprattutto, nessuna richiesta di scuse per una stagione conclusa nel peggiore dei modi.

Ecco perché oggi chiedere ai baresi di fidarsi appare un esercizio quasi impossibile.

La partita più importante, in fondo, resta quella che si giocherà nei prossimi anni sul fronte della multiproprietà. Sarà compito delle istituzioni cittadine e regionali vigilare affinché non vi siano proroghe, deroghe o modifiche delle regole che possano allungare ulteriormente questa esperienza.

Per una parte significativa della città esiste infatti un solo impegno che conta davvero: arrivare al 2028 senza cambiamenti di percorso e considerare quella data come la conclusione definitiva dell’era De Laurentiis a Bari.

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SAN NICOLA, SVOLTA TRA COMUNE E SSC BARI: LECCESE PRONTO A CONCEDERE LO STADIO DOPO GLI IMPEGNI DI DE LAURENTIIS

Si sblocca la vicenda legata alla concessione dello stadio San Nicola. Nel corso della conferenza stampa convocata nel pomeriggio, il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha annunciato di essere pronto a firmare la lettera di disponibilità dell’impianto dopo aver ricevuto dalla SSC Bari una risposta formale alle condizioni poste dall’amministrazione comunale.

Il primo cittadino ha spiegato le ragioni che hanno guidato l’azione del Comune negli ultimi giorni.

“Pensiamo di aver interpretato i sentimenti della città: quello che chiedevamo era rispetto da parte della società nei confronti della città, umiliata dalla retrocessione e che si è sentita tradita rispetto alla mancanza di interlocuzione degli ultimi anni. Sabato, ho inviato una terza lettera al presidente, con cui riepilogavo le tre garanzie. Stamattina sono stato raggiunto dalla risposta e dagli impegni che assume in modo pubblico rispetto ai tre punti. Non abbiamo la certezza che questi vengano rispettati, ma ci sarà un organo di personalità affidabili che hanno passione per i colori biancorossi e qualificazione”.

Leccese ha quindi ripercorso i tre punti richiesti alla proprietà biancorossa, leggendo il passaggio della lettera ricevuta dalla società. Nel documento, il presidente della SSC Bari accoglie le richieste formulate dal Comune: “Accolgo pienamente le tre richieste e nominerò Pierpaolo Marino come nuovo direttore generale. Il suo incarico avrà due obiettivi: costruire un progetto tecnico volto a riportare il Bari in Serie A e porre fine alla situazione della multiproprietà senza alcuna compromissione del titolo sportivo e per il calcio barese. Un club che torna a crescere vale di più per chi vuole investirci. Al fine di gestire la transizione della SSC Bari verso una nuova compagine, ho coinvolto società di advisoring internazionale. Non posso citare i nomi, ma sono disposto a dirglieli nelle forme più opportune, al fine di alimentare la gestione strutturata delle trattative. L’obiettivo è l’ingresso di nuovi soci anche prima delle scadenze federali. Marino manterrà interlocuzione periodica con gli organi individuati dal Comune. Serve stabilità e progettualità per Bari, che concretizzino le speranze dei tifosi”.

Dopo aver letto il contenuto della missiva, il sindaco ha espresso soddisfazione per gli impegni formalizzati dalla proprietà, pur ribadendo la necessità di verificare concretamente il rispetto delle promesse. “Ho letto con attenzione la sua risposta. Finalmente, vedo scritti nero su bianco gli impegni seri che si attendevano da tempo. Il futuro del Bari non può reggersi di dichiarazioni generiche. La volontà di procedere con la concessione del San Nicola è inscindibile dagli strumenti che le ho chiesto. Il comitato di trasparenza lo costituirò nelle prossime ore e non con figure decorative. Le chiedo che la formalizzazione del mandato al direttore generale e l’avvio della data room avvengano in tempi certi. I baresi guardano con attenzione e stanchezza: devo costruire situazioni affinché gli impegni vengano presi. Sono pronto a firmare la lettera di disponibilità dello stadio San Nicola”.

In chiusura, Leccese ha difeso la strategia adottata dal Comune nelle ultime settimane, sottolineando come il confronto con la società abbia prodotto risultati concreti. “È stata una scelta difficile, ma era l’unica mossa per muovere qualcosa di concreto. Lo stadio chiuso non avrebbe risolto nulla, ma avrebbe tolto l’unica leva, in questa vicenda, alla città, senza avere nulla in cambio. Non devo inseguire istinti di vendetta, ma guidare la comunità verso scelte giuste. Oggi penso che quello fatto col consiglio comunale sia stata la scelta giusta”.

La vicenda sembra dunque avviarsi verso una soluzione apparentemente positiva. La disponibilità del San Nicola consentirà alla SSC Bari di completare l’iter necessario per l’iscrizione al prossimo campionato, mentre il Comune vigilerà attraverso il nascente comitato di trasparenza sul rispetto degli impegni assunti dalla proprietà in merito al futuro del club, al superamento della multiproprietà e al rilancio del progetto sportivo biancorosso. La verità è che tra il dire e il fare…

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FUMATA BIANCA SUL SAN NICOLA: IL BARI VERSO LA CONFERMA DELLA CONCESSIONE

Si va verso l’epilogo più prevedibile della vicenda legata alla concessione dello stadio San Nicola. La SSC Bari dovrebbe infatti continuare a utilizzare l’impianto cittadino, assumendo però l’impegno di rispettare le condizioni indicate dal sindaco Vito Leccese.

In mattinata si sono recati a Palazzo di Città Antonello Ippedico, segretario generale della SSC Bari, e Daniele Quarto, responsabile marketing del club e figura di riferimento della famiglia De Laurentiis sul territorio barese.

L’incontro rappresenta un ulteriore passaggio nel confronto tra l’amministrazione comunale e la società biancorossa, chiamata a fornire garanzie sul futuro del progetto sportivo e gestionale.

Nel frattempo cresce l’attesa per la conferenza stampa convocata dal sindaco Leccese alle ore 16.30. Il primo cittadino intende fare chiarezza sui principali aspetti della vicenda e illustrare gli esiti degli ultimi colloqui con i rappresentanti del club.