La SSC Bari si prepara a un’operazione di ricapitalizzazione che potrebbe modificare in maniera significativa il quadro economico-finanziario della società. Secondo quanto riportato oggi da La Gazzetta del Mezzogiorno, la proprietà sarebbe pronta a intervenire entro la fine di luglio attraverso la rinuncia ai crediti vantati da Filmauro nei confronti del club biancorosso, con l’obiettivo di eliminare il deficit patrimoniale contestato dagli inquirenti.
L’operazione, sul piano contabile, consentirebbe di trasformare una parte dei debiti del Bari nei confronti della holding della famiglia De Laurentiis in patrimonio netto, riequilibrando così i conti della società. Si tratta di un passaggio che, secondo il quotidiano pugliese, avrebbe riflessi anche sull’inchiesta aperta dalla Procura di Bari, nella quale vengono ipotizzati, tra gli altri, i reati di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta nei confronti di Aurelio e Luigi De Laurentiis.
L’accusa di bancarotta impropria, infatti, si fonda anche sull’esistenza di un rilevante deficit patrimoniale. La ricapitalizzazione, eliminando questa situazione di squilibrio, rappresenterebbe un elemento destinato a incidere sulle valutazioni della vicenda, pur senza determinare automaticamente la chiusura del procedimento giudiziario, che continuerà il proprio iter sulla base degli ulteriori accertamenti della magistratura.
Secondo la ricostruzione pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno, la rinuncia ai crediti da parte di Filmauro sarebbe sufficiente a riportare il patrimonio netto del Bari in territorio positivo, superando la situazione di disequilibrio emersa dall’analisi dei bilanci. Un intervento che la proprietà avrebbe già programmato e che dovrebbe essere formalizzato entro la fine del mese.
L’inchiesta della Procura resta comunque aperta e proseguono gli approfondimenti investigativi sulle modalità di gestione economica del club e su alcune operazioni di mercato finite sotto la lente degli inquirenti, tra cui quella relativa al trasferimento del portiere Elia Caprile.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno.