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Se questo doveva essere il grande rinforzo dell’attacco, allora c’è poco da stare allegri. Il Bari chiude per Flavio Bianchi, centravanti classe 2000 proveniente dall’Empoli, e consegna a Massimo Rastelli un giocatore che, almeno numeri alla mano, Γ¨ ben lontano dall’identikit del tanto atteso β€œcolpo da novanta”.

Bianchi ha un curriculum che racconta di esperienze importanti ma anche di una crescita mai realmente esplosa. Formatosi nei settori giovanili di Genoa e Torino, ha poi giocato con Lucchese, Genoa, Brescia ed Empoli. In Serie B ha raccolto 111 presenze e 13 gol, in Serie C 32 presenze e 13 reti, mentre in Serie A conta appena 7 apparizioni e un gol.

Numeri che non fanno gridare allo scandalo, ma che certamente non autorizzano proclami. Soprattutto considerando quello che Γ¨ successo nell’ultima stagione.

A Empoli, infatti, Bianchi praticamente non ha giocato: appena 72 minuti complessivi, senza un gol e senza un assist. Settantadue minuti. Non settantadue partite. Un minutaggio che fotografa meglio di qualsiasi descrizione la dimensione dell’operazione.

E allora la domanda Γ¨ inevitabile: dov’è il centravanti capace di trascinare il Bari fuori dalla mediocritΓ ?

PerchΓ© il problema non Γ¨ Bianchi in sΓ©. Il problema Γ¨ ciΓ² che rappresenta questa operazione nel momento in cui arriva. Il Bari ha bisogno di un attaccante pronto, affidabile, capace di garantire gol e personalitΓ . Ha bisogno di un giocatore che faccia pensare ai tifosi che, dopo la retrocessione, la societΓ  abbia finalmente deciso di cambiare passo.

E invece, a 48 ore dalla chiusura del mercato, ci ritroviamo ancora a fare i conti con una campagna acquisti che finora non riesce a trasmettere nΓ© forza nΓ© ambizione.

Bianchi puΓ² naturalmente smentire tutti sul campo. PuΓ² rilanciarsi, ritrovare continuitΓ  e trasformarsi nell’attaccante che a Bari nessuno si aspetta. Ed Γ¨ quello che tutti gli auguriamo. Ma una societΓ  che vuole costruire una squadra da vertice non puΓ² affidarsi soltanto alle speranze e ai rilanci.

Il Bari Γ¨ retrocesso dalla Serie B e avrebbe dovuto reagire con un mercato all’altezza della situazione. Invece, mentre il tempo scorre e il gong Γ¨ ormai vicinissimo, il grande investimento in attacco continua a non vedersi.

E questo Γ¨ il vero fallimento. Non basta mettere una toppa. Non basta aggiungere un nome alla rosa. Non basta dire che il mercato Γ¨ ancora aperto. Servono qualitΓ , gol, personalitΓ  e soprattutto una precisa dichiarazione d’intenti.

PerchΓ© se l’obiettivo Γ¨ tornare immediatamente a essere protagonisti, non si puΓ² continuare a confondere il necessario con l’ambizioso.

Restano 48 ore. Due giorni per dimostrare che dietro questa squadra esiste finalmente un progetto serio.

Altrimenti Bianchi rischia di diventare l’ennesimo simbolo di un mercato costruito piΓΉ sulla necessitΓ  di fare qualcosa che sulla volontΓ  di fare davvero la differenza.

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