Salernitana-Bari 2-1
SALERNITANA (4-4-2): Galeotti, Celiento, De Boer (25’ st Djamanca), Tascone (c), D’Ursi, Tadeo LLano, La Gumina (25’ st Lescano), Longobardi (14’ st Villa), Vitale, Anastasio, Pieraccini. A disp.: Cevers, Zoia, Gyabuaa, Capuano, Boncori, Del Pin, Cardoni, Bevilacqua. All. S. Cosmi.
BARI (4-3-3): Cerofolini, Mogos, Cocetta, Elia, Anzolin, Darboe (15’ st Grgic), Mendicino, Maggiore (36’ st Colangiuli), Della Morte (36’ st Mane), Butic, Tribuzzi (41’ st Esposito). A disp.: Pissardo, Mantovani*, Bianchi, Spadavecchia, Prisco.
All. M. Rastelli.
ARBITRO: Diop di Treviglio.
RETI: 10’ pt (rig.) Butic; 38’ st Lescano; 43’ st Djamanca.
NOTE: Spettatori 10.000 (di cui 500 baresi). Rec. 2’ pt. e 5’ st.
SALERNO – Un Bari piccolo nella mentalità regala la vittoria alla Salernitana, consegnandosi ai campani pur essendo passato in vantaggio nel primo tempo con un rigore di Butic. Poi, lentamente, la squadra di Rastelli perde il controllo del match illudendosi di addormentarlo. Ma, di fatto, permettendo ai padroni di casa di prendere coraggio e rimontare il passivo aggiudicandosi un ribaltone confezionato dai biancorossi e da Rastelli con pesanti errori di lettura della partita ed un temperamento troppo morbido per una formazione sedicente grande. Con la seconda sconfitta stagionale, il Bari scende al terzo posto.
La svolta illusoria arriva al 10’: cross sulla destra di Della Morte e fallo in area su Maggiore (300ma partita da prof) da parte di Celiento. Rigore netto. Dal dischetto, Karlo Butic la sblocca con un tiro centrale ma imparabile per il portiere. Terzo gol in campionato per l’attaccante biancorosso, quarto stagionale dopo quello in Coppa contro il Casarano. Poco prima della mezzora, Bari vicino al raddoppio con Butic che – in contropiede – serve libero Della Morte. Palla su Galeotti. Profonda la penetrazione dei pugliesi che affondano spesso in contropiede. Come nel tentativo al volo di Elia deviato in angolo dal portiere. Da rivedere un tuffo in area di La Gumina che finisce a terra sul finire del tempo. Si rivede al Fvs per una presunta spinta di Tribuzzi sull’attaccante. Nulla di fatto per l’arbitro. Nervi tesissimi. Cosmi fa la sceneggiata e viene ammonito. In realtà, le immagini televisive confermano la totale assenza di falli sul giocatore campano. Il primo tempo si chiude con un miracolo di Cerofolini sul colpo aereo di Celiento dagli sviluppi di un corner di Anastasio. E col Bari avanti di un gol.
Si riparte con gli stessi ventidue del primo tempo e col Bari che sfiora il raddoppio: traversone di Tribuzzi che viaggia davanti a Galeotti, lesto a deviare. Fuori, invece, il sinistro a giro di Della Morte. Palla oltre lo specchio della porta. La replica granata, un colpo di testa di D’Ursi intercettato centralmente da Cerofolini. Al quarto d’ora, Darboe esce acciaccato e cede il posto a Grgic. Insidioso il rasoterra di Tribuzzi, salvato dal portiere in corner nell’angolo stretto. Poi, Butic spara fuori di testa la palla del 2-0 su cross del solito Della Morte. Un’occasione d’oro gettata al vento. Incredibile anche la palla battezzata alta da Della Morte su giocata meravigliosa di Tribuzzi. In scivolata, Vitale toglie il gol fatto. Rastelli interviene con cambi conservativi inserendo Mane e Colangiuli per Maggiore e Della Morte. In realtà, il secondo cambio si congela per 3′ in cui la Salernitana approfitta di un Bari comoletamente nel pallone. Grave errore di lettura che spiana la strada alla Salernitana. La squadra di Cosmi aumenta la pressione e azzecca il pareggio con il subentrato Lescano. Il Bari va in grande confusione, peccando di personalità e carattere. Un limite per una squadra che avrebbe invece dovuto puntare a chiudere il match prima del fisiologico ritorno campano. Al minuto 86’, Rastelli si decide a far entrare Esposito per Tribuzzi. Un provvedimento preso con estremo ritardo. Tanto che la Salernitana la ribalta con l’altro subentrato Djamanca: un colpo di testa mortale su ennesima pressione dei padroni di casa, col Bari che butta al vento la partita chiudendosi in difesa come un riccio. Un atteggiamento da comprimaria che non può appartenere ad una squadra intenzionata a vincere il campionato. Ci mette molto del suo il tecnico Rastelli che temporeggia coi cambi, dando adito agli avversari di rientrare in partita e rimontare il risultato.