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NON È SOLO UN DISGUIDO: IL BARI HA SMESSO DI GIOCARE QUANDO DOVEVA VINCERE

di Pierpaolo Paterno

Ridurre la sconfitta del Bari a Salerno al solo «disguido» tecnico-regolamentare legato al cambio Maggiore-Colangiuli significa fare un torto alla partita e, soprattutto, alla complessità dei suoi 95 minuti. Quell’episodio può certamente essere discusso, analizzato e contestato. Ma trasformarlo nella spiegazione della sconfitta significa fermarsi alla superficie e non interrogarsi sulle ragioni per cui il Bari, avanti di un gol, ha progressivamente smesso di essere padrone della partita fino a consegnarla alla Salernitana.

Il problema, prima ancora che tecnico, è stato di gestione. E anche di mentalità.

I numeri finali del possesso palla raccontano una partita nella quale la Salernitana ha progressivamente preso il controllo del confronto. Un dato che ridimensiona l’illusione di un Bari capace di condurre una gara di alto livello per tutta la sua durata. Il vantaggio ha prodotto una sorta di rendita: il Bari lo ha difeso per tutto il primo tempo, abbassandosi, aspettando, cercando nella ripartenza la soluzione per chiudere la partita.

Ma nella ripresa quella strategia ha iniziato a mostrare tutte le sue crepe.

Il gioco di rimessa, infatti, non ha prodotto praticamente nulla. E non poteva essere altrimenti. Il Bari non aveva davanti uomini sufficienti per attaccare gli spazi e trasformare il recupero palla in una reale minaccia. Con un solo attaccante di ruolo in campo, peraltro progressivamente braccato e fisicamente imbavagliato dai difensori granata, era difficile pensare di poter continuare a vivere sulle ripartenze. Le immagini di Butic stretto nella morsa dei difensori della Salernitana, con quelle mani in bocca e quelle marcature al limite, raccontano meglio di qualsiasi statistica quanto fosse diventato complicato per il centravanti biancorosso reggere da solo il peso offensivo della squadra. Ed è proprio qui che emerge il vero errore della panchina. Non serviva aspettare gli ultimi dieci minuti per intervenire. Serviva leggere prima ciò che stava accadendo sul campo.

Quando la Salernitana ha iniziato ad alzare baricentro, pressione e numero di uomini nella metà campo del Bari, la risposta avrebbe dovuto essere immediata: inserire una seconda punta e un centrocampista capace di dare ossigeno alla squadra, tenere più basso l’avversario attraverso la minaccia offensiva e provare a chiudere la partita lontano dalla propria area.

Invece il Bari ha temporeggiato.

E, soprattutto, ha scelto di arretrare ancora.

L’inserimento del quinto difensore, in quel momento della gara, appare più come una rinuncia preventiva a giocare che come una soluzione per vincere. Perché aggiungere un uomo dietro non significa automaticamente difendere meglio. Se la squadra non riesce più a uscire, perde metri, non tiene il pallone e concede all’avversario seconde e terze palle, cinque difensori diventano soltanto cinque uomini dentro l’area.

È un principio elementare del calcio: per difendere un vantaggio non basta aggiungere difensori. Bisogna continuare a rappresentare una minaccia.

La Salernitana lo ha capito. Il Bari no.

Cosmi, dall’altra parte, pur guidando una squadra apparsa a lungo inchiodata nelle gambe e nella testa, ha letto la partita. Ha aggiunto peso e uomini davanti proprio quando serviva aumentare la pressione. E alla fine la gara l’hanno risolta proprio i due innesti offensivi, quelli chiamati a dare profondità, fisicità e capacità di sfondamento.

Non è un dettaglio. È la differenza tra una panchina che reagisce agli eventi e una panchina che li anticipa.

Il Bari, invece, ha aspettato che la partita gli scivolasse dalle mani prima di provare a riprenderla. Ha difeso il vantaggio anziché cercare di difenderlo attraverso il gioco. Ha confuso prudenza con passività, densità difensiva con capacità di contenimento, possesso dell’area con controllo della partita.

E quando una squadra rinuncia progressivamente a giocare, prima o poi finisce per concedere all’avversario la possibilità di scegliere dove e come attaccare.

È questo il punto sul quale occorre interrogarsi. Non il singolo episodio del cambio, che può aver inciso, ma tutto ciò che lo ha preceduto.

Perché se l’ambizione è quella di essere grandi, non possono bastare il vantaggio iniziale, una buona organizzazione per un tempo e la speranza che l’avversario non trovi il modo di colpire. Una squadra che vuole vincere il campionato deve saper leggere le partite, modificarle, anticiparle. Deve avere coraggio nelle scelte e personalità nei momenti in cui la gara chiede qualcosa di diverso.

A Salerno è mancato tutto questo.

Il Bari non ha perso soltanto per un disguido tecnico-regolamentare. Ha perso perché, nel momento decisivo, ha smesso di comportarsi da squadra che vuole vincere e ha iniziato a comportarsi da squadra che vuole soltanto sopravvivere.

E per chi ambisce a essere grande, questi non sono dettagli. Sono errori marchiani.

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IL BARI E RASTELLI LA COMBINANO GROSSA: LA SALERNITANA RINGRAZIA E VINCE IN RIMONTA

Salernitana-Bari 2-1

SALERNITANA (4-4-2): Galeotti, Celiento, De Boer (25’ st Djamanca), Tascone (c), D’Ursi, Tadeo LLano, La Gumina (25’ st Lescano), Longobardi (14’ st Villa), Vitale, Anastasio, Pieraccini. A disp.: Cevers, Zoia, Gyabuaa, Capuano, Boncori, Del Pin, Cardoni, Bevilacqua. All. S. Cosmi.

BARI (4-3-3): Cerofolini, Mogos, Cocetta, Elia, Anzolin, Darboe (15’ st Grgic), Mendicino, Maggiore (36’ st Colangiuli), Della Morte (36’ st Mane), Butic, Tribuzzi (41’ st Esposito). A disp.: Pissardo, Mantovani*, Bianchi, Spadavecchia, Prisco.

All. M. Rastelli.

ARBITRO: Diop di Treviglio.

RETI: 10’ pt (rig.) Butic; 38’ st Lescano; 43’ st Djamanca.

NOTE: Spettatori 10.000 (di cui 500 baresi). Rec. 2’ pt. e 5’ st.

SALERNO – Un Bari piccolo nella mentalità regala la vittoria alla Salernitana, consegnandosi ai campani pur essendo passato in vantaggio nel primo tempo con un rigore di Butic. Poi, lentamente, la squadra di Rastelli perde il controllo del match illudendosi di addormentarlo. Ma, di fatto, permettendo ai padroni di casa di prendere coraggio e rimontare il passivo aggiudicandosi un ribaltone confezionato dai biancorossi e da Rastelli con pesanti errori di lettura della partita ed un temperamento troppo morbido per una formazione sedicente grande. Con la seconda sconfitta stagionale, il Bari scende al terzo posto.

La svolta illusoria arriva al 10’: cross sulla destra di Della Morte e fallo in area su Maggiore (300ma partita da prof) da parte di Celiento. Rigore netto. Dal dischetto, Karlo Butic la sblocca con un tiro centrale ma imparabile per il portiere. Terzo gol in campionato per l’attaccante biancorosso, quarto stagionale dopo quello in Coppa contro il Casarano. Poco prima della mezzora, Bari vicino al raddoppio con Butic che – in contropiede – serve libero Della Morte. Palla su Galeotti. Profonda la penetrazione dei pugliesi che affondano spesso in contropiede. Come nel tentativo al volo di Elia deviato in angolo dal portiere. Da rivedere un tuffo in area di La Gumina che finisce a terra sul finire del tempo. Si rivede al Fvs per una presunta spinta di Tribuzzi sull’attaccante. Nulla di fatto per l’arbitro. Nervi tesissimi. Cosmi fa la sceneggiata e viene ammonito. In realtà, le immagini televisive confermano la totale assenza di falli sul giocatore campano. Il primo tempo si chiude con un miracolo di Cerofolini sul colpo aereo di Celiento dagli sviluppi di un corner di Anastasio. E col Bari avanti di un gol.

Si riparte con gli stessi ventidue del primo tempo e col Bari che sfiora il raddoppio: traversone di Tribuzzi che viaggia davanti a Galeotti, lesto a deviare. Fuori, invece, il sinistro a giro di Della Morte. Palla oltre lo specchio della porta. La replica granata, un colpo di testa di D’Ursi intercettato centralmente da Cerofolini. Al quarto d’ora, Darboe esce acciaccato e cede il posto a Grgic. Insidioso il rasoterra di Tribuzzi, salvato dal portiere in corner nell’angolo stretto. Poi, Butic spara fuori di testa la palla del 2-0 su cross del solito Della Morte. Un’occasione d’oro gettata al vento. Incredibile anche la palla battezzata alta da Della Morte su giocata meravigliosa di Tribuzzi. In scivolata, Vitale toglie il gol fatto. Rastelli interviene con cambi conservativi inserendo Mane e Colangiuli per Maggiore e Della Morte. In realtà, il secondo cambio si congela per 3′ in cui la Salernitana approfitta di un Bari comoletamente nel pallone. Grave errore di lettura che spiana la strada alla Salernitana. La squadra di Cosmi aumenta la pressione e azzecca il pareggio con il subentrato Lescano. Il Bari va in grande confusione, peccando di personalità e carattere. Un limite per una squadra che avrebbe invece dovuto puntare a chiudere il match prima del fisiologico ritorno campano. Al minuto 86’, Rastelli si decide a far entrare Esposito per Tribuzzi. Un provvedimento preso con estremo ritardo. Tanto che la Salernitana la ribalta con l’altro subentrato Djamanca: un colpo di testa mortale su ennesima pressione dei padroni di casa, col Bari che butta al vento la partita chiudendosi in difesa come un riccio. Un atteggiamento da comprimaria che non può appartenere ad una squadra intenzionata a vincere il campionato. Ci mette molto del suo il tecnico Rastelli che temporeggia coi cambi, dando adito agli avversari di rientrare in partita e rimontare il risultato.

 

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IL SINDACO LECCESE RICEVE GLI ATLETI E LA DIRIGENZA DELLA BARI SPORTIVA: DOMENICA L’ESORDIO IN PRIMA CATEGORIA

Il sindaco di Bari Vito Leccese, insieme al consigliere comunale delegato allo Sport Lorenzo Leonetti, ha ricevuto questa mattina a Palazzo della Città dirigenti, staff e calciatori della Bari Sportiva, premiando la squadra alla vigilia dell’esordio nel campionato di Prima Categoria.

La formazione barese sarà impegnata domenica nella prima giornata di campionato, in trasferta sul campo del Troia. Direttore tecnico della compagine barese che gioca le sue partite interne sul campo di Valenzano è una bandiera biancorossa come Giovanni Loseto.

Il primo cittadino ha consegnato una targa alla squadra per il risultato della scorsa stagione che ha consentito al team di raggiungere la categoria superiore.

“Ho conosciuto la dirigenza della Bari Sportiva poche settimane dopo la mia proclamazione a sindaco, quando mi raccontarono l’inizio di questa avventura, e devo dire che da allora avete bruciato le tappe – ha commentato il sindaco Vito Leccese -. In quell’occasione vi regalai un galletto come buon auspicio e sono felice di ritrovarvi oggi qui dopo il percorso compiuto. La vostra è un’esperienza significativa perché interpreta il calcio attraverso i valori più autentici dello sport: lo stare insieme, il rispetto reciproco, le relazioni e soprattutto il senso di comunità che si crea tra una squadra e i suoi tifosi. Ringrazio la dirigenza per l’impegno e la passione con cui sta portando avanti questo progetto. Adesso vi aspetta una nuova sfida: continuate a crescere senza perdere lo spirito con cui avete cominciato. In bocca al lupo per il campionato”.

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SALERNITANA-BARI, LE PROBABILI FORMAZIONI

Salernitana-Bari

SALERNITANA (4-4-2): 12 Galeotti; 16 Llano, 5 Celiento, 73 Pieraccini, 33 Anastasio; 17 Djamanca, 8 Tascone, 32 Vitale, 14 Villa; 11 D’Ursi, 29 La Gumina. A disp. 1 Cevers, 4 Gyabuaa, 19 Capuano, 6 Kees de Boer, 10 Lescano, 77 Cardoni, 3 Zoia, 21 Boncori, 27 Del Pin, 28 Longobardi, 99 Bevilacqua. All. Cosmi.

BARI (4-3-3): 31 Ceroflini; 6 Mogos, 72 Cocetta, 79 Elia, 14 Anzolin; 5 Darboe, 44 Mendicino, 25 Maggiore; 21 Della Morte, 7 Butic, 11 Tribuzzi. A disp. 1 Pissardo, 8 48 Nicolas, Grgic, 19 Mane, 24 Bianchi, 32 Colangiuli, 95 Prisco, 77 Esposito, 91 Spadavecchia. All. Rastelli.

ARBITRO: Diop di Treviglio.

DOVE VEDERLA: Now TV, Sky Sport e Rai Sport. Diretta radiofonica Radio Norba Music.

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BARI, ULTIME PROVE VERSO SALERNO: RASTELLI PUNTA SULLA CONTINUITA’

Ultime prove tecniche per il Bari in vista della trasferta di domani sera (20.30) all’Arechi di Salerno. Dopo le numerose emergenze delle scorse settimane, Massimo Rastelli può finalmente contare su una rosa più stabile e sembra orientato a confermare in gran parte l’undici che ha superato il Cosenza.

In difesa, nonostante le assenze di Gomez, Vicari e Mantovani e i problemi fisici di Burgio e Celli, dovrebbero essere ancora Mogos, Cocetta, Elia e Anzolin a partire dal primo minuto. Manzari, operato al ginocchio, resterà fuori circa un mese.

A centrocampo conferme per Maggiore, Mendicino e Darboe, mentre Della Morte, Butic e Tribuzzi si giocano spazio sulla trequarti. L’unica novità potrebbe essere il rientro di Esposito, nuovamente a disposizione dopo gli impegni con la Nazionale.

Il Bari arriva alla sfida con 16 punti in sette giornate e l’obiettivo di dare continuità al momento positivo. All’Arechi servirà però una prestazione solida anche lontano dal San Nicola. Settore ospiti già sold out con 496 tagliandi venduti.