di Pierpaolo Paterno
Le ultime ore delle Olimpiadi di Tokio sono state vissute all’insegna della legittima celebrazione di un record mondiale. Nella classifica dello sport planetario, la Puglia si colloca oggi al 24mo posto. Prima di Nazioni come Svezia, Iran, Grecia, India e Filippine.
Un orgoglio tutto particolare grazie ai meriti e ai titoli portati a casa (è il caso di dire…) da cinque ragazzi del nostro territorio. Cinque medaglie, tre di oro e due di argento, giunte ad onorare e a portare in alto il nome della Puglia in Italia e nel mondo. Cinque perle incastonate in un medagliere azzurro ricchissimo e impreziosito da ben 38 gemme complessive, di cui dieci oro e altrettanti argento più 18 bronzo.
Numeri da capogiro ai quali contribuiscono quattro atleti made in Puglia tra i quali spiccano i nomi del taekwondota mesagnese Vito Dell’Aquila (oro nel meno 58 chili), la 32enne tarantina di Mottola Antonella Palmisano (oro nei 20 chilometri di marcia), il 34enne foggiano Luigi Samele (doppio argento nella scherma sciabola sia individuale che a squadra con Luca Curatoli, Enrico Berré e Aldo Montano). Quindi lo straordinario primo posto di Massimo Stano, marciatore nato a Grumo Appula (27 febbraio 1992) e da poche ore campione olimpico della 20 chilometri, nonché detentore del record nazionale della stessa disciplina. Un amore per l’atletica sbocciato solo nel 2003 per questo ragazzo cresciuto a Palo del Colle e dal 2011 in forza nella squadra delle Fiamme Oro. Prima del tripudio giapponese, la sola soddisfazione dell’argento all’Europeo 2013 a Tempere. Sino all’exploit dell’altro giorno per uno della “Generazione dei ragazzi di strada” così come li ha definiti Angelo Giliberti del Coni Puglia.
Generazione di ragazzi umili, semplici ma dalle qualità e dalle risorse infinite sul piano umano, sportivo, tecnico e valoriale. I ragazzi della porta accanto, lontanI dai faraonici contratti del calcio e portatori dei veri ideali dello sport dimenticati dai riflettori e dai circuiti milionari che muovono altre sfere. Gli stessi che da qualche tempo non riescono ad esprimere più eccellenze. I fiori all’occhiello della Puglia e di Bari oggi si chiamano Dell’Aquila, Stano, Palmisano, e Samele. Sono loro la nostra serie A.