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ACHIK, GIOVENTU’ E OTTIMISMO PER IL BARI: UNITI E COMPATTI, USCIREMO DALL’IMPASSE

Ismail Achik inaugura la settimana dei biancorossi all’indomani del pareggio interno contro il Modena contornato dall’infortunio a Maiello e alla vigilia della trasferta di domenica prossima a Brescia. Un quadro di nebulose da dissolvere per un Bari con all’attivo appena 11 punti in dieci giornate e tra l’altro mai vittorioso al San Nicola in questa stagione. Ala destra classe 2000 nativo di Casablanca, il giovane calciatore marocchino – utilizzabile anche come trequartista e seconda punta – potrebbe rappresentare una freccia in più nell’arco di mister Marino.

“Impossibile non accettare una piazza come Bari – dice ricordando le fasi di approccio al club – . A fine stagione, anche col Cerignola, il discorso era chiuso. Dovevo andare in altre squadre. Ma poi il Bari mi ha richiamato ed ho accettato subito. Cercherò sempre di farmi trovare pronto”. Per Achik, definitivo del Bari, la società ha fatto un piccolo investimento: “I ritmi e l’intensità di gioco in B sono diverse dalla C. E’ un campionato molto più duro e importante, bisogna subito entrare nei meccanismi”.

Maglia numero 11, la stessa indossata l’anno scorso dal connazionale Cheddira: “Il numero sulla maglia è capitato. Cheddira ha fatto grandissime cose qua a Bari. Sono contento per lui. Siamo diversi. Cercherò anche io di dare il mio contributo e fare bene”. Trequartista o esterno, Achik chiarisce la questione: “In attacco ha fatto diversi ruolo ed è indifferente. Per il Bari – continua – è un momento particolare. Dobbiamo migliorare e tornare alla vittoria, uniti e compatti. Piano piano ne usciremo fuori. Col 4-3-3 ho più opportunità di giocare e farmi vedere. Dipende dal mister”.

Il legame con Dorval, compagno di squadra ai tempi del Cerignola: “Per me è un fratello. L’amicizia è nata due anni fa in D. Sono contento di essere qua, soprattutto anche per lui. Mi da consigli e viceversa. Cerchiamo di migliorarci insieme”. Senza dimenticare lo spogliatoio: “E’ un periodo particolare. Bisogna lavorare e sicuramente ne usciremo fuori. Non può andare sempre male. Dobbiamo essere forti, aiutarci a vicenda. La classifica? Siamo tranquilli. Ci manca solo il risultato”.

Il contributo dei giovani può aiutare la causa: “Dobbiamo dare qualcosa in più dei grandi. Bisogna stare zitti, allenarsi e ascoltare i più grandi per sfruttare la loro esperienza”. La contestazione dei tifosi resta un punto cardine: “Questo incide. I tifosi sono scontenti di noi. Cerchiamo di migliorarci e dare sempre il massimo. Ora che sono in una piazza importante, la Nazionale marocchina diventa un obiettivo. Proverò a farmi notare e farsi trovare pronto alla prima occasione”.