TRE MORSI DAL VENEZIA: IL BARI SPROFONDA NEL GELO DEL SAN NICOLA

Bari-Venezia 0-3
BARI (3-4-1-2): Brenno, Pucino (47′ st Bellomo), Di Cesare, Vicari; Dorval (34′ st Akpa Chukwu), Benali (34′ st Acampora), Koutsoupias (20′ st Maita), Ricci; Aramu (1′ st Achik); Sibilli, Nasti. A disp. Pissardo, Diaw, Matino, Astrologo, Zuzek, Edjouma, Frabotta. All. Marino.
VENEZIA (4-4-2): Bruno, Busio (40′ st Lella), Zampano, Tessmann, Gytkjaer (32′ st Jajalo), Pierini (40′ st Tcherychev), Altare, Johnsen (225′ st Olivieri) (32′ st Dembele), Candela, Sverko, Ellertsson. A disp. Joronen, Grandi, Modolo, Mikaelsson, Ullmann, Andersen. All. Vanoli.
ARBITRO: Collu di Cagliari.
RETI: 30′ pt Pierini; 45′ st Tessmann; 52′ st Dembele.
NOTE: Venduti 7.649 biglietti (121 ospiti). Rec. 2′ pt e 5′ st.
di Pierpaolo Paterno
BARI – Cala il gelo e scende il buio sul San Nicola dove il Bari si concede alla capolista Venezia. I lagunari calano il tris di fronte ad una squadra di caratura inferiore. Lo dicono il punteggio finale ed una prova nel complesso mediocre, al cospetto di un interlocutore di ben altra fattura. Seconda sconfitta stagionale e prima di Pasquale Marino sulla panchina di un Bari sembrato insensibile alla scossa che avrebbe dovuto portare il nuovo tecnico nello spogliatoio. Il gruppo sembra scarico, oltre che limitato sul piano tecnico. Quadro completato dagli infortuni nel finale di Pucino e Nasti. Non mancano gli spunti di riflessione per il ds Polito e la società, aspramente contestata dopo il triplice fischio soprattutto dalle parti della tribuna d’onore.
All’ultimo secondo, prima di scendere in campo Marino cambia Diaw con l’ex lagunare Aramu per supportare le due punte Sibilli e Nasti. Centrocampo a quattro composto da Benali al posto di Acampora. Al suo fianco Koutsoupias. Esterni Ricci e Dorval. Difesa a tre con Pucino, Vicari e Di Cesare. Si inizia a giocare sotto una pioggia battente ed il primo freddo invernale. A riscaldare l’ambiente ci pensa una deviazione nell’area ospite di Tessmann che per poco non beffa Bruno. La replica neroverde, una sciabolata di poco alta sferrata da Busio. Sul riversamento di fronte, brilla l’azione personale di Sibilli: pallone scaricato su Bruno dopo una serpentina ubriacante. Ma la vera azione decisiva la confezionano i veneti alla mezzora: cross dalla sinistra di Zampano e chiusura vincente di Pierini per il vantaggio che sbrina la contesa. Si addensano nuove nubi sul San Nicola. Uno spiraglio lo apre un bolide dalla distanza di Aramu deviato in corner dalla retrovia veneziana. Non succede più nulla sino al termine di una prima frazione dove la differenza dei valori in campo – col Bari indietro di cottura – resta l’immagine più nitida di un pomeriggio grigio.
Si riparte con l’innesto di Achik per un inguardabile Aramu. Ma la musica non cambia. Il Venezia sfiora il bis con un tentativo ravvicinato di Candela che per poco non tradisce Brenno. Nel frattempo, Marino inserisce Maita in mediana per l’acciaccato Koutsoupias. La manovra biancorossa è lenta, segno di una squadra con poco mordente e scarse motivazioni. I ritmi blandi agevolano il compito di protezione di un Venezia pronto a pungere di rimessa in risposta ad ogni timido affondo dei padroni di casa. I minuti scorrono inesorabili ed il tempo per recuperare si riduce. Marino prova le mosse della disperazione per dare una sferzata alla manovra offensiva. Dentro il baby Akpa Chukwu ed un Acampora reduce da una settimana complicata per via dell’influenza. In realtà, accade poco o niente. Il Venezia amministra il vantaggio con l’esperienza e la qualità dei suoi giocatori, compresi quelli che si avvicendano dalla panchina anche con un occhio al cronometro. La ciliegina sulla torta, il raddoppio allo scoccare del 90′ firmato da una botta da distanza siderale di Tessmann. La pietra tombale del confronto – il tris al quinto di recupero di Dembele – mette sulla graticola la formazione di casa che vanifica tutti (gli eventuali) tentativi di riscattare la brutta prestazione di due settimane prima contro la Feralpisalò. E questo al di là della netta superiorità globale espressa dalla squadra di Vanoli. La Curva Nord impreca contro il presidente De Laurentiis. In tribuna d’onore volano paroloni grossi di alcuni tifosi verso il presidente (invitato ad andare via da Bari). La notte sarà lunga. Domenica 3 dicembre si replica sul campo del Lecco.
foto ssc bari