di Pierpaolo Paterno
BARI – Conferenza stampa di inizio settimana in compagnia di Ahmad Benali, il centrocampista che – da quando Maiello è infortunato – si è caricato sulle spalle il ruolo di play. Ruolo interpretato al meglio, con in dote anche un recente gol al Lecco. “L’obiettivo è sempre giocare e dare una mano alla squadra – dice -. A livello personale, ci tenevo di dimostrare il mio valore. Spero di continuare così”. Quasi un nuovo inizio sul piano professionale: “In questo momento mi trovo benissimo da mediano, un ruolo a cui mi sono adattato non avendolo ricoperto in passato. Imparo dai miei compagni. Mi sta piacendo molto come sfida, nonostante i miei 32 anni. Voglio solo migliorare”.
Benali, diviso tra origini inglesi e libiche, è una delle poche eredità positive lasciate da mister Marino: “Sono nato e cresciuto in Inghilterra, ma la mia cultura è araba essendo anche musulmano. Mi sento più libico che inglese. Rappresentare la Libia è stato il più grande onore in carriera. La serie A? Raggiungere il massimo è il sogno di ogni calciatore”. Ora il contratto lo lega al Bari. Squadra in via di definizione con Iachini: “Il rinnovo avrei voluto guadagnarlo sul campo. E’ una grande soddisfazione. Era più probabile andare via a gennaio. Ma le cose nel calcio cambiano velocemente. Ringrazio Polito, il presidente e i compagni. Hanno sempre creduto nelle mie qualità. Qui a Bari ho ancora tanto da fare e dare. Iachini? A 22 anni passai da Palermo e feci il ritiro estivo con lui prima di passare al Pescara. Penso che sia un tecnico esperto, sa cosa vuole, mi fa capire come muovermi anche in fase difensiva e non sprecare i passaggi. Con lui posso solo migliorare”.
I fattori determinanti per la crescita: “Iachini sa trasmettere cosa vuole – aggiunge -. Abbiamo fatto allenamenti doppi perché vuole un Bari corto che arrivi su tutti i palloni e colpisca in avanti. Chiede cose semplici. Dobbiamo solo ascoltarlo e mettere in pratica i suoi consigli. Siamo sulla strada giusta. La continuità è importante per rendere al meglio. Più partite fai, più vanno avanti le gambe”.
Il rientro di Maiello è alle porte. Coesistenza possibile? “Con Raffaele si può coesistere. Sarà Iachini a fare le sue valutazioni sulle nostre posizioni. Più siamo e meglio è. L’obiettivo comune è fare più punti possibili, a prescindere da chi gioca. L’importante è che vinca il Bari. Il mister ci trasmette cattiveria e agonismo, guarda in alto. Vuole che stiamo sul pezzo, affrontiamo le partite al massimo. In B basta un attimo senza concentrazione e ti puniscono. Bisogna solo mantenere il giusto equilibrio e arrivare il più alto possibile”.
In prospettiva la trasferta di Bolzano contro il Sudtirol: “Quest’anno abbiamo giocato a sprazzi, anche durante le partite. La prossima partita ci dirà se siamo pronti per fare un determinato percorso o meno. Bisogna crescere da questo punto di vista”. Conta anche la preparazione atletica: “Nelle ultime partite perse, sembrava che fossimo in affanno. In realtà, forse corri anche di più. Nelle ultime due gara siamo stati più corti e compatti. Il Bari sta bene”. Lui stesso sembra in forma: “Con l’avvicinarsi del mercato – confessa – mi sono messo in testa di fare bene. Appena ho avuto l’occasione, avevo una rabbia dentro per non farmela scappare”.
Eppure, anche il centrocampo ha vissuto quest’anno di alti e bassi: “Ognuno dei tre allenatori di quest’anno ha le sue idee. Siamo stati poco continui. Bisogna solo martellare, senza pensare di essere forti e belli. In B, muovere la classifica conta. Nelle ultime dieci giornate ci si gioca tutto”. Come anche curare la struttura fisica, forse carente nel gruppo: “Da quando gioco al calcio sono stato sempre fisicamente inferiore ai miei compagni. Devo arrivarci prima con la testa. Essere intelligente per capire dove può cadere la palla. Cerco di evitare lo scontro fisico. Sui contrasti, cerco di leggere le situazioni e l’esperienza ti aiuta. Cerco sempre di ragionare con la testa. Mi piacciono i giocatori calcisticamente intelligenti, anche se fisicamente meno dotati”.