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BARI E UN MERCATO MUTILATO: ALL’APPELLO MANCANO UN DIFENSORE E UN ATTACCANTE

di Pierpaolo Paterno
Diciotto cessioni, compresi i fine prestito. Quindici acquisizioni, di cui dieci in prestito (nove con diritto di riscatto e uno – del greco Koutsoupias – secco) e cinque acquisti a titolo definitivo. Per una rosa composta da due portieri, otto difensori (quattro esterni e quattro centrali che potrebbero essere cinque considerando Celiento), ben dodici centrocampisti (incluso l’infortunato di lunga degenza Menez) e cinque attaccanti. Questo il quadro complessivo del Bari dopo il gong del calciomercato che ha ufficialmente chiuso i battenti ieri alle ore 20. Un lavoro da equilibrista per il ds Polito che ha dovuto fare i conti con una disponibilità economica calmierata (quanto effettivamente sia entrato nelle casse del Bari non è dato da sapere) ed un orientamento progettuale finalizzato ad un campionato di buon livello, ma sicuramente non da promozione diretta (lo disse anche il presidente Luigi De Laurentiis nella famosa conferenza stampa di metà luglio).
La cifra tecnica attuale della squadra, che potrebbe e – anzi – andrebbe ancora completata con almeno un altro difensore centrale ed una prima punta attingendo dalla lista svincolati (Terranova, Camporese, Okaka?) – resta tutta scoprire.
A bocce ferme, restano diversi interrogativi. Non va bene ridursi all’ultimo giorno di mercato per quelle operazioni “minori” (Farroni, Astrologo…) che fanno perdere tempo prezioso rispetto a quelle che meriterebbero più attenzioni ed energie. Ancora, sulla carta, sembra ci siano troppi giocatori con le stesse caratteristiche tecniche con qualche lacuna – vedi una mezzala di spinta – che pare ancora non colmata pure nel reparto di centrocampo dove sembrerebbe esserci abbondanza.
Buoni gli innesti degli esperti Aramu e Acampora (sperando stiano bene fisicamente) e della scommessa Achik.
Capitolo portieri. L’addio di Frattali ha tolto sicuramente a Brenno un punto di riferimento quale è stato lo stesso Frattali per Caprile. L’estremo difensore brasiliano sarà affiancato da un collega proveniente dalla C ed uno della Primavera. Un piccolo azzardo per un ruolo delicato come quello del portiere.
Salutato Scheidler, sono mancati i tempi materiali (ci risiamo) per concludere almeno l’accordo con il pisano Gliozzi. La morale è sempre quella: ridursi alle ultime ore per completare la rosa comporta questi rischi. Perché accade? Si spera nell’affare last minute non avendo molte risorse a disposizione? Eppure il presidente aveva assicurato che i proventi delle cessioni di Caprile e Cheddira sarebbero stati reinvestiti nel mercato.
Senza dimenticare il gioco delle tre carte fatto dal Cosenza che ha letteralmente “scippato” Forte (ma non c’era già un accordo di massima con Polito?) distraendo il ds biancorosso con una fittizia trattativa per Florenzi che non si sarebbe mai concretizzata. Per quanto, nella scelta dell’ex punta ascolana quasi sicuramente avrà pesato un’offerta economica più allettante da parte dei calabresi. Situazione che, se confermata, meriterebbe pure delle profonde riflessioni.