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BARI IMBARAZZANTE, POLITO FA AUTOCRITICA: TUTTI COLPEVOLI, IO PER PRIMO

di Pierpaolo Paterno

Piatto, senza idee ed uno straccio di motivazioni. Il Bari imbruttisce il suo volto tecnico e tattico, tornando da Lecco con una sconfitta di misura ma rivelatrice di tante verità amare. La prima, quella di una squadra che non regala emozioni e destinata a lottare per salvare la categoria. La seconda, quella di un gruppo costruito con i piedi in sede di mercato. La terza, la grande delusione dei tifosi (ci inchiniamo davanti ai quasi 1000 presenti in Lombardia) che contestano la società e adesso se la prendono anche con i calciatori invitati a fine gara a tirare fuori gli attributi. A bocce ferme, parla soltanto il direttore sportivo Ciro Polito, tra gli artefici di questa imbarazzante situazione. Zitti il tecnico e la squadra, da stasera in ritiro. Molti di loro arrivati in prestito da altre società, dimostrando scarsa appartenenza e quasi zero attaccamento alla maglia.

Siamo sempre convinti della infelice idea di intervenire nei tempi e nei contenuti da parte del ds prima della gara contro il Venezia. Considerazioni che probabilmente hanno provocato una eco negativa nello spogliatoio, oltre che nell’ ambiente tutto. Motivo della nostra scelta di non cavalcare l’onda di quelle dichiarazioni. Scelta sofferta, ma compiuta solo per il bene del Bari.

Così il ds ai microfoni della radio ufficiale: “Quello che abbiamo visto è un momento di grande difficoltà. Le parole se le porta via il vento. I risultati sono negativi. E’ il momento peggiore da quando sono qua. Per la prima volta, arrivano due sconfitte consecutive. Poche chiacchiere. Contano i fatti. I 20′ di Salò hanno cambiato il trend della stagione. Anche quel pareggio vale come una sconfitta, ha pesato sulla testa dei giocatori. Oggi si è cercato di fare una buona gara. Nel secondo tempo, non ho riconosciuto il Bari. Sono molto deluso ed io il primo responsabile. La gente non vuole sentire chiacchiere, nemmeno le mie. Dobbiamo vincere. Il resto non vale niente. Il gol del Lecco? Di Cesare resta fuori e prendiamo gol in quel momento. Una cosa assurda. Non mi sento di dare colpe a Brenno. Siamo tutti colpevoli. E in testa ci sono io”.

“Quando si perdono le partite – continua Polito parlando dei cori di contestazione dei tifosi – sento sempre dire di tirare fuori gli attributi. E’ giusto perché non li stiamo mettendo. Dobbiamo riunirci e ci facciamo una bella settimana di hotel. Occorre invertire la rotta. Non siamo retrocessi e c’è ancora tanto tempo davanti”.

Con Marino nessun progresso. Anzi: “Dopo Brescia sembrava avessimo trovato la strada giusta. Ora siamo in un momento di difficoltà. Marino è venuto perché c’erano cose che non mi piacevano. E comunque anche adesso non sono soddisfatto”. “Nella vita – aggiunge – ci sono momenti di difficoltà. Il Bari è senza fame, non è la squadra che voglio. Alla prima difficoltà ci sciogliamo. Non vedo una squadra che piace a me. E mi assumo la responsabilità di questo. Insieme dobbiamo riprendere la strada giusta”, la chiosa di Polito.