di Pierpaolo Paterno
BARI – Goerge Alexadru Puscas è tornato a Bari, nella stessa città che lo consacrò al calcio professionistico nella stagione 2015/16 dove collezionò quattro gol in sedici partite. Un rientro alla base – seppure in prestito secco dal Genoa a decorrere dallo scorso 19 gennaio – ad otto di distanza dalla prima parentesi pugliese. Un remake di quello che già è stato condito da nuovi propositi per rialzare la squadra di Marino che naviga al centro della classifica di B in una situazione ibrida che poco entusiasma la piazza: “Il Bari ha potenziale e sa cosa vuole fare – le prime parole dell’attaccante rumeno nella conferenza stampa della tarda mattinata odierna – . Un grande ritorno perché sono sempre stato legato al Bari, essendo la prima esperienza da professionisti dopo l’Inter. Torno con grandi aspettative ed emozioni. Sogno il grande traguardo della A. Ci proveremo. La Nazionale? Ora sono al Bari e provo a dare il massimo qua”.
Non è stata una trattativa semplice: “Sono questioni tra le società. Io avevo dato il mio ok. Genoa e Bari conoscevano la mia volontà. Io ero pronto. Prestito secco o con obbligo, io darò me stesso qua. Ho voglia di giocare e di affermarmi. Non mi interessa la formula. L’importante è giocare in un grande club come il Bari, aiutarlo a fare bene. Se i traguardi si raggiungono, le trattative poi si vedono”. Il Bari lo cercava già dall’estate: “Il ds Polito chiamò i miei agenti tempo fa, in estate. Ma io ero nel progetto del Genoa in A e volevo giocarmi le carte là. Non avendo spazio a Genova, Bari era la mia prima opzione. Polito mi ha sempre cercato e detto di volermi tanto a Bari”.
Il curriculum parla di uno score quasi mai a doppia cifra: “Ogni giocatore ha il suo percorso e va gestito bene, andargli bene dove si trova. Bisogna valutare infortuni, concorrenza nel ruolo e altri aspetti. Se giochi sempre, punti alla doppia cifra. Mi piacerebbe fare anche dieci assist e non solo segnare. Dovunque sono stato, la squadra ha sempre raggiunto un obiettivo”.
Cosa è cambiato dal 2015: “Non sono tornato a caso. Se è successo è perché all’epoca facemmo i playoff e li perdemmo nel recupero. Sono tornato per riprovare a fare quel salto, fare squadra e fare bene. Io voglio bene a questo club, ai tifosi. Ero un bambino e ora sono maturo, voglio aiutare la squadra con la mia esperienza”. Parentesi iniziata con pochi minuti domenica scorsa ad Ascoli: “Dobbiamo migliorare nel chiudere la partita, anche sul 2-0 continuare ad attaccare e non andare indietro. Sono entrato e volevo portarla a casa, in uno stadio difficile. Bisogna andare avanti, prendere il punto incazzati e giocare la prossima in casa per i tre punti. Provare a vincere tutte le partite”.
“Lego con tutti gli allenatori con cui ho lavorato – continua – . In genere sono stati ex calciatori pronti a dispendere consigli. E io li accetto per imparare. Se gioco di più, si arriva alla migliore condizione. Fisicamente sto bene, devo solo trovare minuti nelle gambe”. Il 26 dicembre di due anni fa segnò al San Nicola contro il Genoa. Rete senza esultanza davanti al suo pubblico: “Ce l’avevo dentro – dice – e vuol dire che il Bari ce l’avevo sempre dentro. Sono passati tanti anni e ho segnato proprio qua. Ho sempre avuto rispetto per i tifosi dove ho giocato. Ora voglio vedere esultare la Curva Nord del San Nicola”.
La collocazione tattica nel modulo di Marino: “Ho giocato tanto nel 4-3-3. Ho giocatori rapidi e tecnici accanto. Provo a stargli vicino e lottare su ogni pallone. Gli allenamenti stanno andando bene. Devo vedere come mettermi più a disposizione di ogni giocatore e trovarci al meglio”. Nel Bari del 2015 c’era Di Cesare: “Nei giorni scorsi mi ha pressato, mi ha scritto ricordandomi quanto sia forte la piazza. Non ne avevo bisogno, perché lo so bene. Mi ha fatto tanto piacere, vedendo il capitano con una grande voglia di portare il Bari lassù. Un club che ha bisogno di affermarsi e merita di fare felici i tifosi”.
Con Puscas, la prima linea aumenta di valori: “Davanti valiamo tanto in fatto di potenzialità. Possiamo fare tanto, con giocatori di esperienza. Ci sono Menez, l’ex mio compagno Sibilli. Dobbiamo solo metterci a disposizione degli altri e trovare i giusti sincronismi, legarci bene l’uno all’altro. In campo da amici siamo ancora più forti”. “Dopo Ascoli – aggiunge – siamo rammaricati. Tornati a casa, sappiamo cosa ci aspetta. Ci toccano partite in cui dare tutti e non ripetere gli stessi errori di domenica scorsa”.
foto ssc bari