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IACHINI SUONA LA CARICA: COL SUDTIROL SERVIRA’ UN BARI DI PERSONALITA’ PER RIPORTARE FIDUCIA ONORANDO LA MAGLIA

di Pierpaolo Paterno

BARI – Anti vigilia di campionato per il Bari e per Beppe Iachini, con quest’ultimo che dopodomani vivrà la sua prima trasferta sulla panchina biancorossa dopo le prime due vittorie al San Nicola contro Lecco e Feralpisalò.”Voglio che ci siano costanti passi avanti nelle eventuali differenze e anche io sono curioso di verificare le eventuali differenze tra casa e fuori casa. Grosse differenze non ce ne devono essere. Mettiamo nozioni giorno per giorno. Siamo in fase di studio e crescita. Sono convinto che possiamo migliorare molto. L’unica strada che conosco è quella della ripetizione di certi automatismi. A prescindere dai moduli, abbiamo preparato delle alternative. Contano atteggiamento, applicazione e mentalità a prescindere dal modulo. Oltre alla personalità”.

Disposizione che va di pari passo con le caratteristiche dei giocatori: “Direi che è relativo – dice Iachini – voglio invece che gli attaccanti crescano in fretta, perché gli smarcamenti non sono come vorrei. Anche nel modo come si attacca la porta. C’è tanto lavoro da fare, in questo”. Mancherà l’infortunato Maita. Lulic o Acampora al suo posto? “Vedo chi è più avanti sul piano del campo e della partita. Valuterò il percorso di ogni giocatore, nel recente passato e nelle sue condizioni fisiche. Il discorso fisico viene prima. Parlerò con Acampora e Bellomo per vedere la soluzione più idonea. Chiunque andrà in campo, farà la sua partita”. Nello spogliatoio, le parole d’ordine sono carica e fiducia: “Io giocavo da mediano e la mia vita è stata quella. In me vedono la grinta e la mentalità giusta. Però penso che il lavoro in corso sia molto nell’organizzazione tattica, del gioco di squadra nel possesso e nel non possesso. I campionati non si vincono se hai solo grinta. Senza mentalità, al posto di vincere, pareggi. Lo spirito serve, ma va accompagnata l’organizzazione di gioco nella due fasi. Questo cerco di trasmettere ai ragazzi. Anche se è difficile, voglio che la squadra diventi perfetta. La cura dei particolari ti fa fare il salto di qualità”.

“Ci aspetta una partita da prendere con attenzione – aggiunge – contro un Sudtirol di qualità. Il Bari dovrà fare una grande partita, di personalità. Dai ragazzi mi aspetto risposte positive da tutti, che entrino con l’approccio giusto. Non accetto ni, ma, ne. Non facciamo corse di moto individuali. Ma un gioco di squadra, in cui tutti entrano a duecento all’ora per sviluppare al meglio quanto fatto in settimana”. Tutti inclusi, compreso Menez: “Mi sarebbe piaciuto allenarlo senza un crociato rotto e non con uno artificiale per ritornare prima. Non possiamo aspettare un anno e stiamo facendo lavori specifici per riportarlo vicino al cento per cento. Il ragazzo si spende bene, è partecipativo in tutto. Valuteremo poi eventuali problematiche”.

La gara contro il Sudtirol potrebbe essere un banco di prova del processo avviato: “Devono essere bravi per velocizzarlo. Dobbiamo solo andare avanti. vorrei capire con quale personalità giocheremo a Bolzano. Penso che ci saranno tanti tifosi al seguito”. “Non faccio calcoli – commenta senza pensare ai playoff – ma penso solo a fare diventare il Bari una squadra. Io non transigo. Anche chi non gioca dall’inizio, deve entrare per dare il massimo e diventare determinante. Il nostro popolo ha bisogno di trovare la fiducia nel progetto. Dobbiamo onorare la maglia”.