di Pierpaolo Paterno
BARI – Ci sarebbero molti spunti di analisi dopo le tre sberle rimediate al San Nicola da parte della capolista Venezia. Lagunari di un altro pianeta rispetto ad un Bari che sembra appartenere ad un campionato diverso, quello delle comprimarie che hanno poco o niente da chiedere ad una stagione priva di ambizioni reali. La batosta odierna conclude nel peggior modo possibile la settimana inaugurata dalle dichiarazioni del ds Polito. Un cerchio aperto e chiuso nel giro di sei giorni in cui la squadra pare non aver recepito nessuna scossa. Le parole dell’allenatore barese non richiedono particolari interpretazioni, anche perché in casa Bari è l’unico ad intervenire. Bocche cucite tra i calciatori. Per tutti parla il mister: “Ci può condizionare il risultato finale – dice- ma credo che siamo stati in partita sino alla fine. Non credo che abbiamo demeritato contro una formazione che lotta per salire. C’è stato un equilibrio, ma non siamo stati fortunati. Abbiamo perso Diaw nel riscaldamento e davanti eravamo leggerini”.
Il cambio di Aramu in avvio di ripresa: “C’era bisogno di un giocatore di corsa che copriva la fascia, desse ampiezza. Come Achik. L’impatto è stato positivo. Dorval? Ha lottato e quando serviva copertura sugli esterni c’era sempre. Abbiamo avuto diverse opportunità per pareggiarla”.
Qualche grattacapo dagli infortunati: “Pucino ha preso una botta al ginocchio. Diaw un problema al ginocchio. Nasti una leggera distorsione alla caviglia. Koutsoupias ha preso un colpo. L’assenza di Diaw ha pesato. La squadra ha comunque lottato, ma la sua assenza nel nostro organico pesa. Potevamo fare qualcosa in più nel finale. Ho visto un Bari che ha lottato ed è rimasto in partita quasi sino alla fine”. La ripresa è fissata per martedì.
Su sponda Venezia (quarta vittoria consecutiva), Paolo Vanoli gongola: “Abbiamo dimostrato forza e personalità – attacca il tecnico ospite – . 