di Pierpaolo Paterno
BARI – Pasquale Marino alla viglia della partita del Bari contro la Reggiana, sfida della terza di ritorno in B. Un fiume in piena sin dalle prime battute: “Tutti si sono allenati, compreso Puscas che è in una buona condizione. Le rimonte subite sinora, pensa ad Ascoli e Feralpisalò, sono state un paio. Altre volte parliamo di circostanze che possono capitare. Siamo in un momento di crescita e non ci aspettavamo di essere ripresi coma ad Ascoli. Ed è giusto analizzare dei cambi sbagliati. Io vedo altri perché da migliorare, oltre alla partita. I dati dicono che poco prima del 2-0 avevamo un possesso di palla del 70 per cento. Poi, dal 1′ del secondo tempo al 60′ è cresciuto l’Ascoli. Dopo abbiamo subito un rigore dubbio ed un tiro rimpallato per il 2-2. Serve la continuità di gestione della partita. Questo è il lavoro più importante da fare”.
Marino deve quindi trovare la chiave giusta per non avere più rimpianti come al Del Duca: “Avere ampia scelta davanti è senz’altro utile – puntualizza il mister – e ora arriviamo con più facilità alla conclusione. Ci sono giocatori da inserire, perché non giocano una partita intera da mesi. Dobbiamo andare cauti per evitare infortuni. La squadra ha dimostrato di volersi migliorare. Dobbiamo di essere bravi, non presuntuosi ma umili”.
Di fronte, le squadre con più pareggi in campionato: “La Reggiana ti mette in difficoltà se le dai spazio. Sfrutta molto il trequartista dietro la punta con due esterni larghi. Dobbiamo impedirglielo con aggressività e pressing soprattutto sui due mediani che sono molto bravi nella costruzione. Dovremo capire dove trovare gli spazi per arrivare negli ultimi metri con facilità. Se la squadra di Nesti ha gli spazi ci può fare male. Ma se siamo aggressivi, possiamo avere dei vantaggi”.
Focus su Benali, play di sicuro affidamento: “Col rientro di Maiello avrò un bel grattacapo, in positivo. Come Benali, crescono anche Maita, Edjouma e Achik. E altri che stanno sfruttando le opportunità che hanno. Nasti e Puscas insieme? Giocare con due punte centrali è complicato per il sistema di gioco che adottiamo. Al momento, dall’inizio sono uno alternativa all’altro. Sono soddisfatto dell’organico a disposizione. Abbiamo le potenzialità per fare un buon girone di ritorno”.
Ci si sposta sul personale. Marino sta per diventare nonno, un avvenimento che daì stimoli in più: “Portare il Bari in A sarebbe il massimo. Poi, potrei anche smettere. Bari è la tra le società più importanti che ho allenato con più pubblico di tutti dovunque sia stato. Sono contento che fra qualche mese divento nonno. Il tempo passa. Nonno e Bari in A sarebbe una bella doppietta”.