RADUNOVIC, SPALLE LARGHE PER IL BARI: OBIETTIVO COMUNE, NON POSSIAMO PIU’ SBAGLIARE

Boris Radunovic e una porta da difendere. Il nuovo numero uno biancorosso – granatiere di 194 centimetri di altezza per 85 chili di peso – prepara una stagione da protagonista tra i pali. Obiettivo, difendere la porta del Bari per la B 2024/25 che parte sabato al San Nicola contro la Juve Stabia. Un primo assaggio è arrivato sabato scorso, nell’esordio ufficiale con la maglia dei pugliesi allo Zini di Cremona. Sfida di Coppa Italia – contro una delle sue sei ex squadre da quando è in Italia (10 presenze e 8 gol subiti nel 2018/19) terminata 6-5 per i lombardi dopo i calci di rigore. Verdetto maturato dopo l’1-1 nel tempo regolamentare, segnato dal gol del vantaggio grigiorosso siglato da De Luca: una esecuzione di rapina che ha battuto l’estremo difensore di origini serbe posizionato leggermente avanti rispetto alla linea di porta. Cinque le reti subite poi nell’appendice dal dischetto, con una parata al tiro di Collocolo. Dati nel complesso di una prestazione tutto sommato positiva, segnata solo da una leggera sbavatura in uscita nel corso della ripresa.

Anche per il calciatore di Belgrado, giunto a Bari il primo agosto direttamente in prestito dal Cagliari (con cui ha rinnovato fino a giugno 2027), siamo nella fase di assestamento come per gli altri componenti della squadra di Moreno Longo. L’approdo al Bari rappresenta una sfida personale per il presente, il futuro e – soprattutto – contro il passato. Indicazione alla luce dello storico precedente del portierone classe ’96 contro il Bari nella finale playoff di andata di due anni fa (parò un rigore a Cheddira l’8 giugno 2023). Annata positiva in cui dimostrò ottime capacità mantenendo inviolata la rete in 16 partite di campionato. Confermato titolare anche nella stagione seguente, ha poi perso il posto dopo alcune prestazioni negative, in favore del secondo Scuffet.

Si riparte dalla trattativa estiva dal Cagliari al Bari: “E’ stata un po’ complicata. Volevo prima sistemare il contratto col Cagliari e capire i loro obiettivi. Le opportunità di giocare. Più piazze mi volevano, anche dall’estero. Io volevo rimanere in Italia, cercare una squadra dove poter giocare. L’anno scorso è stato brutto per me. Partito titolare, mi hanno messo fuori. Quest’anno spero di fare tante partite, inclusi i playoff se capiterà di giocarli”.

Sull’assenza di continuità nel corso della carriera: “Quando ero all’Atalanta – continua – ero giovane e pensavano che non fosse ancora il mio momento. Ad Avellino e Salerno ho giocato sempre. A Cremona mi sono infortunato. Poi, all’Hellas Verona, partivo secondo dietro Silvestri che al suo primo anno in A. Anche lì mi mancò fortuna. Dopo, ho avuto un problema contrattuale con l’Atalanta. Sono stato fermo un anno, prima di arrivare a Cagliari dove Cragno era il primo portiere. Scendemmo in B, purtroppo, e facemmo un grande campionato. L’anno scorso non è stato semplice. Trovammo squadre come Milan, Fiorentina e Atalanta. Il Cagliari era incompleto. Feci due errori e mi hanno messo fuori. Il portiere non può sbagliare”. Forse è mancata un pizzico di riconoscenza: “Questo andrebbe chiesto al mister e a chi mi ha tolto. Ebbi dei problemi fuori dal calcio. In quelle partite non c’ero con la testa. Sono scelte loro”.

I propositi per la nuova stagione: “Non vedo l’ora di tornare in A col Bari e rigiocare ai massimi livelli. Voglio fare quello che ho fatto due anni fa col Cagliari. Due anni fa, nella finale dei playoff, fu meraviglioso. Davanti ai sessantamila tifosi del San Nicola. All’andata fu una bellissima partita per me. Feci delle belle parate. Con quelle parate ho dato al Cagliari la possibilità di giocarsi grandi possibilità di salire in A nel match di ritorno a Bari. In città ho percepito il calore della gente. Non possiamo sbagliare un altro anno. Nello spogliatoio, ci sono bravissimi ragazzi. Rispetto al gioco di Longo, cercherò di adeguarmi. Io mi abituo. Sono capace di giocare con i piedi”. “Vedo il Bari pronto – aggiunge – . Tutti sono sul pezzo, per disputare un grande campionato. E non credo che il mercato sia finito. La B di quest’anno non è facile. Ci sono tante squadre che vogliono salire e noi saremo una di queste”.

La capacità di interagire con i difensori durante la partita: “A me piace dialogare con i compagni di reparto, soprattutto per recuperare le posizioni quando si perde palla. A Cremona, l’altro giorno, ho fatto un’uscita fuori dall’area. Pensavo che il pallone rimbalzasse dentro. Non ho visto l’attaccante. C’era il sole di fronte. Un episodio così così. Speriamo di non ripeterlo”.