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LAMPO PUSCAS NEL TRIS LAGUNARE: IL BARI AFFONDA A VENEZIA, ORA FUORI GLI ATTRIBUTI

Venezia-Bari 3-1

VENEZIA (3-5-2): Joronen, Busio (43’ st Bjarkason), Zampano (43’ st Andersen), Tessmann, Gytkjaer (22’ st Pierini), Altare (1’ st Idzes), Pohjanpalo (c), Candela, Svoboda, Sverko, Ellertsson (27’ st Jajalo). A disp.: Bertinato, Grandi, Modolo, Tcherychev, Lella, Dembele, , Olivieri. All. P. Vanoli.

BARI (3-4-1-2): Brenno, Matino, Di Cesare (c), Vicari, Dorval (20’ st Achik), Luliç (20’ st Maita), Benali, Ricci (39’ st Guiebre), Sibilli, Nasti (20’ st Morachioli), Puscas (39’ st Kallon). A disp.: Pissardo, Bellomo, Maiello, Zuzek, Edjouma, Pucino, Acampora. All. G. Iachini.

ARBITRO: Luca Massimi di Termoli.

RETI: 2’ pt Gytkjaer; 15’ pt Altare; 37’ pt Puscas; 45’ st Pohjanpalo.

NOTE: Stadio ‘Pier Luigi Penzo’, Venezia; pioggia a tratti torrenziale, 9°C, terreno in buone condizioni; circa 6.000 spettatori (830 tifosi ospiti). Partita sospesa nel corso del primo tempo per lancio di fumogeni e petardi provenienti dal settore ospiti. Rec. 5’ pt e 4’ st.

di Pierpaolo Paterno

VENEZIA – Troppo Venezia per un Bari pure volenteroso, ma costretto ad arrendersi al superiore potenziale dei lagunari che la portano a casa con un 3-1 forse eccessivo nell’economia globale della sfida. La prestazione del Bari è discreta, ma resta imperdonabile consegnare i primi quindici minuti al Venezia dirottando il match sui binari peggiori. Con questo stop, la squadra di Iachini raccoglie un punto nelle ultime quattro partite: quarta sconfitta consecutiva lontano da casa per una squadra che dimostra una fragilità costituzionale disarmante. Il margine di vantaggio sulla zona playout rimane di 4 punti, ma non c’è più tempo da perdere. Per mettersi al riparo da brutte sorprese occorre mettersi in marcia. Proposito da realizzare, al di là di un calendario in salita.

Per le manovre iniziali, Iachini si affida alla geometria di Lulic e alla coppia d’attacco Nasti-Puscas con Sibilli in rifinitura. Assetto messo subito alle corde dalla forza dei neroverdi. Inizio strepitoso per la squadra di Vanoli. Due assist di Svoboda per il doppio vantaggio di casa firmato da Gytkjaer e Altare. Ancora a freddo, la punta lagunare la risolve sfruttando l’azione dal corner con Tessamann a fare da torre aerea. Bis neroverde in fotocopia: Tessmann dalla bandierina, sponda di Svoboda per il tocco di testa sotto misura di Altare. Una specialità della formazione di Vanoli che, quest’anno, è andata a segno innumerevoli volte da calcio d’angolo. Un peccato di sottovalutazione da parte dei biancorossi.

Un Bari annichilito sul piano tattico, tecnico e caratteriale dalla netta supremazia dei padroni di casa. I tifosi biancorossi al seguito, circa un migliaio, si spazientiscono e la partita viene sospesa per alcuni minuti a causa di un fitto lancio in campo di fumogeni e petardi. Interruzione e comportamenti che porteranno sicuramente ad una multa per la società barese. Si riprende. Nel Bari si attende la scossa che arriva sul finire del tempo. Ricci, tra i pochi a spingere, offre un assist con diagonale rifinito nel sacco da Puscas. Secondo gol con la maglia del Bari per l’attaccante rumeno. Puscas che si vede negare il gol del pareggio da un Altare monumentale. Alla reazione del Bari risponde la pericolosità offensiva veneta. Si chiude con una conclusione di poco fuori di Pohjanpalo. Bari sotto, ma almeno vivo.

Secondo tempo più equilibrato e squadre più abbottonate, attente a non concedere spazi all’avversario. Intorno al 20’, Iachini procede ad un doppio cambio. Escono Nasti e Lulic. Entrano Morachioli ed il redivivo Maita. Dentro pure Achik per uno spento Dorval. Pugliesi a trazione anteriore col tentativo di riprendere il match.

Lo stesso Morachioli tenta una doppia conclusione, la prima si schianta su Zampano e la seconda termina alta. Bari vicinissimo al 2-2 con Sibilli che raccoglie il servizio in mezzo da Puscas, calcia a colpo sicuro ma Tessamann va in contrasto e salva il Venezia. I cambia danno senz’altro un nuovo impulso alla formazione ospite. Ma guai a sottovalutare i lagunari. Alla mezzora, Zampano prende il tempo ad Achik, fredda Matino e conclude a giro di un soffio al lato. A seguire, ottimo il recupero di Puscas che offre a Sibilli il servizio per Achik. Tiro al volo, altissimo. A segnare, ma inutilmente, è il Venezia (gol annullato a Jajalo per posizione irregolare di Idzes). Iachini esaurisce quindi gli slot dei cambi. Pronti Guiebre e Kallon. Fuori Ricci e Puscas. Il Bari cambia, ma il Venezia segna. Allo scadere del tempo regolamentare, Pohjanpalo firma il tris (capocannoniere della B con 16 gol) superando Vicari e Matino e chiudendo una contesa nel complesso mai in discussione. Sabato, sfida salvezza al San Nicola contro la Sampdoria. Non si può più scherzare. Vietato sbagliare.

foto ssc bari