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CITO: IL TAEKWONDO PIU’ FORTE DEL CORONAVIRUS

Angelo Cito, 54 anni, pugliese e soprattutto presidente della Federazione Italiana Taekwondo. Sport con cui ha condiviso una vita, una passione mai tramontata. Anche quando – per colpa di una pandemia sanitaria mondiale come quella scatenata dal virus Covid 19 – non è semplice guardare avanti.

 “Sono da sempre una persona ottimista – attacca il dirigente nato a San Vito dei Normanni – . Stiamo combattendo contro un nemico sconosciuto e di certezze ne abbiamo poche. Ma il combattimento è nel dna del nostro sport olimpico e quindi non ci spaventa nulla”.

Come è cambiata la vita della Federazione e degli atleti in questi ultimi mesi?

 “Lo scorso marzo si è fermato tutto mentre stavamo organizzando a Milano le qualificazioni continentali per i Giochi di Tokyo che si sarebbero dovuti svolgere poche settimane fa. Avevamo riportato la Puglia a combattere in una Olimpiade, con il mesagnese Vito Dell’Aquila. E qualificato anche Antonino Bossolo ai Paralimpici. Quello di Milano sarebbe stato un evento bellissimo. Da un giorno all’altro, tutto cancellato”.

Il 9 marzo 2020, in Italia è cominciato il lockdown. Chiusure, stop alle attività sportive, ricongiungimenti familiari. Come avete vissuto quelle settimane?

Il nostro è uno sport in cui servono spazi e avversari con cui allenarsi. Pensate a come da un punto di vista mentale possa sentirsi un atleta che ha programmato per 4 anni la sua attività per arrivare al massimo alle Olimpiadi e da un giorno all’altro vede il sogno allontanarsi. Dell’Aquila, così come gli altri atleti del centro olimpico di Roma, è tornato a casa ed è stato con la famiglia per molto tempo portando l’attrezzatura per allenarsi. Al rientro a Roma l’ho visto davvero molto motivato”.

Ora si riparte tra mille difficoltà.

La Federazione si è attivata immediatamente. A giugno c’è stata la riapertura delle associazioni sportive. Proprio in questi giorni abbiamo definito il protocollo per la ripartenza a partire da settembre secondo quanto previsto dal decreto della presidenza del consiglio dei ministri, per il via libera. Siamo andati incontro alle esigenze delle società, stanziando mezzo milione di euro a cui ora seguiranno altri interventi a sostegno della riapertura. Abbiamo rinnovato automaticamente il tesseramento di tutti gli atleti gratuitamente. Entro dicembre, arriveremo a un milione di euro tra aiuti diretti e indiretti”.

Abbiamo accennato alle Olimpiadi di Tokyo, scivolate nel calendario al 2021. E alla qualificazione di Vito Dell’Aquila, 20 anni a novembre, di Mesagne. Grande talento che ha permesso dal taekwondo di tornare ai Giochi dopo il passaggio a vuoto di Rio. Dopo Molfetta (oro a Londra 2012), ancora un pugliese. Qual è il segreto che unisce il taekwondo alla Puglia?

Credo che il motivo possa essere ricercato in due fattori: il numero di praticanti e la qualità dei tecnici. Nel meridione c’è una cultura diversa dello spirito di sacrificio. La Puglia ha nel suo dna qualcosina in più nel produrre dei talenti capaci di scrivere la storia di questo sport”.

Puglia protagonista anche nell’organizzazione di eventi sportivi internazionali, non solo per il taekwondo. Un anno fa, la Regione ha brindato alla assegnazione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. Lei è uno dei 4 membri che la regione Puglia ha nominato nel Comitato Organizzatore.

Da pugliese sono molto orgoglioso. Si tratta di un’occasione importante per il nostro territorio e per lo sport italiano. Sarà coinvolta tutta la Puglia e soprattutto il Salento, con Brindisi quartier generale. La Puglia ha dimostrato di avere esperienza e capacità per organizzare eventi sportivi di altissimo livello. L’ultima occasione, per il taekwondo, è stato il campionato Europeo C4 a Bari, con quasi 50 nazioni presenti e dove Dell’Aquila ha blindato la qualificazione olimpica”.

Cosa porta una manifestazione come questa alla Regione?

Si tratta di una grande vetrina, un’occasione che ci viene data per dimostrare ancora una volta cosa sappiamo e vogliamo fare”.

Pierpaolo Paterno

FONTE GDM

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