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IL 3-0 DELLA VERGOGNA / AUTERI COME CARRERA: BARI CADAVERICO. LA TURRIS FA FESTA

Turris-Bari 3-0

TURRIS (4-4-2): Abagnale, Loreto, Franco, Lorenzini, Longo (24′ st Boiciuc), Giannone (40′ st Alma), Di Nunzio, Ferretti (48′ st Esempio), D’Ignazio, Tascone (48′ st Brandi), Da Dalt. A disp.: Barone, Esempio, Fabiano, Pitzalis, Primicile, Salazaro, Carannante, Brandi, D’Oriano, Capuozzo. All. B. Caneo.

BARI (3-4-3): Frattali, Sabbione, Di Cesare, Perrotta (1′ st Cianci), Semenzato (16′ st Minelli), Maita, De Risio, Rolando, Marras, Antenucci, D’Ursi (16′ st Lollo). A disp.: Marfella, Fiory, Dargenio, Candellone, Celiento, Mercurio, Mane. All. G. Auteri.

ARBITRO: Vigile di Cosenza.

RETI: 20′ pt D’Ignazio; 6′ st Loreto; 47′ st Alma.

NOTE: 1′ rec. pt; 4′ rec. st.

TORRE DEL GRECO – Al Liguori di Torre del Greco, Bari in maglia nera. In tutti i sensi. La divisa indossata dai calciatori pugliesi rispecchia in pieno la (non) prestazione della squadra di Auteri. Il redivivo allenatore siciliano – richiamato in settimana al posto di Carrera – bagna il suo ritorno in panca con una pesante sconfitta condita dal nulla cosmico. La Turris passeggia e umilia gli avversari battendoli per 3-0 (tre gol come i punti per la salvezza), imbattendosi in un Bari morto, senza più sangue nelle vene. In Campania matura la nona sconfitta stagionale, un’offesa al nome della città e alla ultra centennale tradizione calcistica del galletto.

In panchina, Auteri si sgola inutilmente. I suoi ragazzi non lo sentono. In avvio, il mister riporta il Bari all’antico. Nel 3-4-3 iniziale, spazio al tridente offensivo (si fa per dire) composto da Marras, Antenucci ed il pupillo del tecnico Eugenio D’Ursi. La novità in difesa è lo spostamento di Di Cesare a destra. Con lui Sabbione e Perrotta. Catena di montaggio lentissima che si rivelerà decisiva per l’esito del match.

Discreta la partenza della squadra pugliese che al 10′ va al tiro con D’Ursi (palla alta) e dopo un minuto si vede annullare un gol di Marras per fuorigioco. Il Bari fa solo possesso palla e infatti si fa trovare impreparato al 20′ quando la Turris – al primo tiro nella porta di Frattali – passa in vantaggio con l’ex barese Luigi D’Ignazio imbeccato da un bel traversone di Ferretti. Nell’occasione, la difesa si fa perforare con una facilità disarmante. Roba da dilettanti allo sbaraglio quel malinteso tra Semenzato ed il portiere Frattali.

Trascorre un quarto d’ora, ma il Bari non ha forza e testa per reagire. Il solo Maita prova ad accelerare. Sforzi inutili. Antenucci scende tra le linee a prendersi palloni che De Risio e Semenzato non gli riforniscono. Rolando e Marras girano a vuoto. Sui piedi di quest’ultimo capita la palla dell’1-1. In ribattuta, il tiro termina tra le braccia di Abagnale (40′).

Dal 1′ del secondo tempo, Auteri richiama Perrotta e lo sostituisce con Cianci. Nel ridisegnato 4-2-3-1, Rolando scende ad esterno basso di sinistra. A supporto di Cianci ci sono Marras, Antenucci e D’Ursi. Sulla carta – e solo su quella – è un Bari a trazione anteriore chiamato a ribaltare lo svantaggio. Proposito che resta appunto una pia illusione. La Turris ha varchi enormi tra i lentissimi difensori ospiti. Difesa biancorossa che, da un calcio d’angolo ne combina un’altra grossa consentendo a Loreto di raccogliere un pallone che spedisce nel sacco solo soletto in piena area. Dopo appena 6′ dall’inizio della ripresa, la squadra di Auteri è già sotto di due gol. La reazione del Bari è piatta, in pratica inesistente. Auteri prova anche il 3-5-2 gettando nella mischia anche Lollo e Minelli. Lo stesso Lollo, appena entrato, gioca alle belle statuine sull’ennesimo tiro dalla bandierina con palla vagante che giunge al solito Loreto: tiro su Frattali a porta sguarnita. A parte i falli di frustrazione di Cianci e Marras (entrambi ammoniti), il Bari crolla su stesso e non da’ cenni di vita. Una squadra senza orgoglio, svogliata e priva di mordente e qualità. La Turris, formazione onesta per quanto di basso cabotaggio, sembra giocare sul velluto e senza correre rischi. Abagnale resta spettatore inerte. Dall’altra parte, Sabbione è in vena di regali e porge al neoentrato Alma la guancia per lo schiaffo dello sfregio che umilia il Bari con la terza rete di casa.

Alle spalle, in classifica si fanno sotto Catania e Juve Stabia ormai a soli due punti dai biancorossi. Di questo andazzo, nemmeno il quarto posto è una certezza. Nella peggiore delle ipotesi, si corre persino il rischio di presentarsi ai playoff da sesti in classifica. Un disastro calcistico senza attenuanti e senza precedenti nella storia del calcio barese.

la foto è Gianluca Loconsole

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