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RITORNO AMARO / AUTERI: NELLA RIPRESA CI SIAMO PERSI, MA E’ COLPA MIA. IN TANTI SOTTO TONO

Ritorno in panca amaro, amarissimo. Gaetano Auteri riparte da dove aveva lasciato. Anzi peggio. Dalla sconfitta di febbraio con la Viterbese, stop che costò il suo esonero dalla panchina del Bari, allo sfacelo odierno di Torre del Greco il passo è brevissimo. Un terribile filo rosso segnato dalla continuità in negativo di una squadra decaduta: “Eppure abbiamo fatto un discreto primo tempo – dice Auteri a fine gara – aggredendo e concesso poco. Comunque non siamo stati perfetti, ma nell’atteggiamento eravamo quelli giusti. Ho visto cose discrete all’inizio. Poi si è preso un gol stupido, in superiorità numerica. Da lì ci siamo persi. Con prestazioni al di sotto. Lo avevo visto in settimana. Alcuni giocatori non stanno in condizione fisica come quando li ho lasciati. Il secondo tempo è stato brutto, figlio delle mie scelte dipese da cinque, sei calciatori al di sotto della condizione atletica. Vedi Antenucci, Rolando, Perrotta, Semenzato e Sabbione. Non hanno la gamba di un tempo”.

“Nella ripresa – ammette il tecnico – le responsabilità della sconfitta sono state mie. Le mie decisioni hanno tolto delle certezze alla squadra, ci siamo messi in un modo diverso giocando con due esterni bassi come volevo fare due mesi fa. Per mie scelte, i ragazzi hanno perso dei punti di riferimento e le certezze dal punto di vista tattico. Nel secondo tempo si è fatta molta più confusione. Occorre recuperare sul piano della condizione fisica e nell’atteggiamento. La Turris ha giocato con più accanimento e in una condizione mentale migliore. Dal punto di vista agonistico sembra che ci abbiano sovrastato. Noi no, abbiamo fatto solo tanta confusione”.

“I ragazzi – conclude Auteri – ora devono stare zitti e in religioso silenzio. Non abbiamo crediti con nessuno. Non possiamo più chiedere nulla a nessuno. Non serve. Non sono né un mago né nulla. Ma sono sicuro che la situazione la miglioreremo. Ci prendiamo la sconfitta. Nonostante la pessima figura, resto fiducioso. Potrei dire tante cose, ma non mi va di aggiungere altro”.

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