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D’ERRICO SPINGE IL BARI: FRANCAVILLA OSTICO, MA DOVREMO VINCERE PER NOI STESSI

Andrea D’Errico è il protagonista biancorosso intervenuto pochi minuti fa nella sala stampa del San Nicola per presentare la partita che il Bari affronterà domani pomeriggio (17.30) in casa della Virtus Francavilla per l’undicesimo turno di C.

“Bisogna pensare al Francavilla. Il Catanzaro verrà dopo. I nove indisponibili nella Virtus? Non ci riguarda. Sarà dura, anche perché veniamo da due partite intense con Campobasso e Foggia. Abbiamo una rosa ampia e faremo di tutto per vincere. In questo Bari ci sono tanti leader. Anche chi non gioca, vedi Di Cesare e Antenucci, lo sono. Penso e spero domani di dare il mio contributo. Sappiamo che sarà difficile perché loro sono un’ottima squadra, aggressiva, non ti fa giocare. Bisognerà chiudere subito la partita”.

“Ogni tanto – dice parlando del suo rapporto col tecnico – faccio arrabbiare mister Mignani, ma fa parte del gioco. Non parliamo di discussioni. Lui mi chiede di fare bene la fase difensiva e io ogni tanto mi addormento. Lui fa bene a riprendermi. Dovrei essere anche più decisivo tra assist e gol”. Torna un attimo al derby: “Ringrazio il pubblico, spero vengano sempre numerosi allo stadio. Il Foggia dava pochi punti di riferimento, faceva girare bene la palla. Noi, senza esterni, avremmo potuto soffrire. Siamo stati meno brillanti del solito, ma comunque abbiamo giocato e creato occasioni importanti. Penso che quando non si può vincere, conta muovere la classifica. Faccio i complimenti al Foggia, ha fatto forse più di quello che poteva permettersi. Noi l’abbiamo già archiviata e pensiamo al Francavilla”.

“Quando passiamo in vantaggio – il consiglio di D’Errico – occorre chiudere le partite. Perché poi basta un episodio a sfavore per riaprirla. E devi rincorrerla. Dobbiamo essere più cinici e cattivi nel chiudere le partite. Quando si gioca con squadre 3-5-2, dovremo essere bravi a scalare sugli esterni. La cosa più importante è tenere palla noi. Non sempre è possibile, perciò oggi lavoreremo per capire come fare”.

Sulle sviste arbitrali col Foggia: “Non parlo mai degli arbitri, non mi piace. E’ vero, però, che ci stanno sfavorendo. A Campobasso il rigore era dubbio. Col Foggia, ce n’era uno e mezzo per noi. Anche in altre partite ci sono stati episodi a sfavore. Ma se sei forte, non ti attacchi a questo. Magari tra due partite ci gira a favore”.

“Domani dobbiamo vincere a Francavilla per noi stessi – insiste il centrocampista del Bari – . Non ci interessa cosa fanno gli altri. Conta dare continuità di risultati e prestazioni. Per quanto mi riguarda, devo migliorare nell’ultimo passaggio ed essere più decisivo, cercare la giocata più favorevole per i miei compagni. Non tentare la giocata difficile. Spero di fare vedere il D’Errico di Monza. Il percorso a Bari è appena iniziato e lo vedrete al più presto. La maglia al bambino? Giusto così, perché con questi gesti si avvicinano i tifosi allo stadio e noi abbiamo bisogno di loro. Questi grandi gesti possono fare la differenza”.

L’importanza del gruppo: “E’ un aspetto fondamentale. Le prima partite le abbiamo vinte così, penso per esempio a Picerno. Ci mettiamo sempre il cuore e questo fa innamorare i tifosi. Dobbiamo aiutarci l’uno con l’altro e portare qualche tifoso in più allo stadio. Sappiamo che abbiamo dato solo il 60 per cento di quello che possiamo fare. Ci vuole del tempo, ma se si bruciano le tappe è solo perché hai un grande gruppo. Non pensiamo a quello che dicono gli altri. Si parla tanto del Bari, che pensino alle loro squadre. Non dobbiamo deconcentrarci. I campionati – conclude D’Errico – si vincono a maggio, ma noi siamo sulla buona strada”.

 

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