di Pierpaolo Paterno
E’ durata quasi un’ora la conferenza stampa di Ciro Polito, appena riconfermato direttore sportivo del Bari sino al 2024 con prolungamento automatico in caso di piazzamento playoff della squadra nel campionato di B in corso.
Il ds tira le somme al termine del calciomercato concluso lo scorso 1 settembre: “Il mercato di B – attacca – è diventato dispendioso. Ormai andiamo dietro ai nomi, ultratrentenni. Ci sono contratti ingestibili. Inseguivo l’attaccante del Monza. Era un usato sicuro. Con Scheidler su un profilo di prospettiva. Ho costruito una squadra umile, ma con un perché. Stiamo mettendo dentro dei tasselli per costruire un Bari in futuro di grande livello. Manca ancora un tassello, ma sono soddisfatto”.
L’obiettivo del Bari in questo campionato di B: “Non mi pongo obiettivi. La serie B è avere una bomba in mano senza sapere se e come esplode. Abbiamo costruito una squadra umile per fare in tre anni qualcosa di importante. Partita per partita dobbiamo capire chi siamo. Le gare sono tutte molto equilibrate, tirate. Anche chi ha speso milioni di euro non è detto che vada in A. Sono esigente – continua – e vedo che abbiamo tre giocatori fuori lista. Se non si trova l’alternativa, gioca Mazzotta. A gennaio, se servirà, saremo pronti ad intervenire. I ragazzi portati dalla C stanno dimostrando di avere un valore. Vedete Cheddira. Se avessi preso La Mantia, mi chiudeva Walid. Per lui mi ha chiamato tutta l’Italia. Per eccesso, davanti ho preso due attaccanti per avere più varianti e alternative. Tutte possono coesistere. Finora Cheddira ha numeri impressionanti. Godiamoci il sempre eterno Mirco Antenucci. Con le qualità umane e il gruppo, il Bari farà un ottimo campionato”.
Polito sulla pre convocazione di Cheddira nella Nazionale marocchina: “Ufficialmente – dice – è arrivata una pre convocazione. Deve seguire una convocazione ufficiale dal Marocco. Lo hanno pre allertato. Sono già venuti a vederlo in diverse occasioni. Probabilmente farà in Spagna le due partite contro Cile e Paraguay. Una bellissima soddisfazione per un ragazzo preso da sconosciuto che grazie ai suoi meriti ha raggiunto una grandissima visibilità. A seguire, potrebbe andare ai Mondiali. Ci siamo cautelati e vedremo di volta in volta cosa accadrà. Sono andato quattro volte a Parma, per avere il contratto di Cheddira che volevo”.
Quanto il rinnovo di contratto può essere una garanzia per il futuro del Bari: “I tifosi devono essere liberi di sognare quando costruiamo una base importante. Servono tre anni per costruirsi e insidiare i grandi club. Ora possiamo farlo con le idee, con una piazza al seguito e il gruppo di lavoro. In tre anni, si può fare un Bari vincente. Penso di costruire una squadra giovane, fresca, con dei valori”.
La più grande preoccupazione di Polito: “Non ne ho – dice -. Sappiamo di stare in una B difficile. Le insidie sono dietro l’angolo e ogni domenica è una battaglia. Siamo pronti a battagliare ovunque. Il primo obbiettivo è mantenere la categoria. Non sono soddisfatto perché non sempre puoi avere il cento per cento. Da anni, la società investe a perdere. Cerchiamo di metterci tante idee per cercare almeno di divertirci con ragazzi che sudano la maglia. Credo tanto nel senso di appartenenza. Il Bari deve avere gente col mio dna”.
Il peso della responsabilità dell’investimento-Scheidler e il retroscena su Zaza: “Faccio un mestiere per prendere applausi e fischi. L’operazione di Scheidler che ha un costo del cartellino importante porta a Bari un giocatore con tempi suoi. Per caratteristiche è diverso dagli altri, alto ma con qualità tecniche. Sa giocare al calcio e ha i mezzi per dire la sua nel Bari, adesso e in futuro. Rispetto a Zaza dico che non poteva scendere in B. Un giorno, un mese fa, parlai col Torino di Zaza. Non faccio nomi tanto per farli perché poi diventa una delusione. Con Simone ci ho provato. Mi ha detto di non perdere tempo perché voleva giocare in A o all’estero. In B avrebbe scelto solo il Bari. In B bisogna venire anche con la giusta mentalità. Se c’è la verve agonistica, vedi Antenucci e Di Cesare, allora ok”.
La posizione di Ceter e dei fuori lista: “In attacco, non mi sono fatto mancare niente. Ceter è una scommessa, con una potenza incredibile e qualche problema muscolare. Ha uno strapotere fisico diverso. Ho preso due attaccanti in più per Ceter e per Cheddira. Se non ci saranno, sappiamo di avere altri cinque calciatori. Vedi Salcedo, un giocatore che voleva solo il Bari. Liberato da Inzaghi e non ammaliato dalla proposta di Ronaldo per portarlo in Liga spagnola, Salcedo ha detto che non poteva venire meno all’impegno morale preso col Bari. Scelta fatta anche vedendo i tifosi nella prima partita di campionato col Palermo. Un aiuto molto importante”.
La momentanea esclusione di Botta: “Appena non si gioca ne nasce un caso. Qua non ci sono prime donne, ma solo un gruppo che prevale sul singolo. Botta è un giocatore sul quale io stravedo. Alle volte, la panchina è salutare, ti porta a pensare e fa alzare la soglie della prestazione. E’, successo, per esempio a D’Errico. Mignani non ha preclusioni nei confronti di nessuno”.
La questione Pavoletti, uno degli obiettivi di mercato: “Leonardo ha giocato con me. L’ho sentito. Ci ho provato, ma il Cagliari ha detto no”. E alcune considerazioni su Zuzek: “Il giocatore ha voluto il Bari. E’ un mesetto che ci lavoro perché le condizioni erano esose. Un giocatore che mi piace molto per qualità tecniche. Era il capitano nella sua squadra slovena. Non ha ancora giocato, perché in Italia si gioca e ci allena in maniera diversa. Ora sta arrivando ad una condizione ottimale e a breve andrà in campo anche lui”.
Le trattative con Mallamo (prestito secco dall’Atalanta) e Moncini: “Io lo volevo a titolo definitivo. Loro non si privano di giocatori cresciuti sin da piccoli. Ho tirato tantissimo per Alessandro. Alla fine, l’ho preso in prestito e l’anno prossimo vedremo. Moncini e La Mantia sono stati i primi due giocatori contattati. Moncini mi disse che non voleva sbagliare la scelta. Una risposta deludente. Credo in lui, anche se negli ultimi due anni non ha fatto granché. Forse non voleva una piazza con troppe pressioni. Cercavo anche il giovane leccese Colombo, un 2002 fortissimo. Ma è rimasto in A”.
Il ritorno di Nicola Bellomo e l’exploit di Elia Caprile: “Mai visto un amore viscerale per la maglia del Bari come quello di Bellomo. Si è tolto i soldi pur di venire a Bari. Lo ripeteva tutti i giorni a Taibi di volere venire a Bari. E’ prima tifoso e poi calciatore. Nicola è un uomo vero. Per me un valore aggiunto nel gruppo. Da ex portiere, ho scelto Caprile. Cresce di giorno in giorno. E’ un giovane e deve lavorare tranquillo. Deve migliorare e avrà un percorso importante. Ha venti anni ma ragiona come un trentenne, molto sicuro di sé. E’ serio e lavora bene”.
La chiosa a ruota libera: “Chiedo pazienza e ringrazio la città di Bari per l’affetto. Spero di mantenere questo legame il più a lungo possibile. Ho fatto il rinnovo con una semplice stretta di mano. Per me questo vale. Non ho mai avuto dubbi e ho sempre lavorato con la stessa dedizione. La mia missione era portare il Bari dalla C e portarlo più in alto possibile. Ringrazio la famiglia De Laurentiis per avermi accontentato in tutto, anche sul mercato. Non hanno mai obiettato facendomi lavorare in piena libertà e in piena fiducia. Ringrazio anche i miei stretti collaboratori come l’avvocato Federico Menichini per le operazioni all’estero, il grande Davide Teti, il collaboratore Giuseppe Rinaldi, il capo scout Marcello Marini, il grande Antonello Ippedico, Riccardo Venezia e Gianni Picaro. Solo grazie a loro ho portato a termine un lavoro davvero delicato. Ora sotto a lavorare e vincere le partite, a cominciare da sabato a Cosenza”.