Venezia-Bari 1-2
Venezia: Joronen, Wisniewski, Haps, Busio (28′ st Fiordilino), Zampano (34′ st Pierini), Cuisance (34′ st Johnsen), Novakovich (9′ st Cheryshev), Modolo, Pohjanpalo, Ceccaroni, Andersen (9′ st Tessmann). A disp. Bertinato, De Vries, Ceppitelli, Candela, Svoboda, Zabala, St Clair. All. Javorcic.
BARI: Caprile, Pucino, Di Cesare, Vicari, Ricci (43′ st Mazzotta); Maita (33′ st Benedetti), Maiello, Folorunsho; Bellomo (25′ st D’Errico); Antenucci (25′ st Salcedo), Cheddira (43′ st Terranova). A disp. Frattali, Botta, Terranova, Zuzek, Scheidler, Mazzotta, Ceter, Dorval, Mallamo. All. Mignani.
ARBITRO: Giua di Sassari.
RETI: 1′ st Antenucci; 25′ st Ceccaroni; 34′ st (rig.) Cheddira.
NOTE: Spettatori 6.473 (958 abbonati e 1.585 ospiti). 1′ rec. pt. e 4′ rec. st.
di Pierpaolo Paterno
VENEZIA – Un Bari strepitoso trionfa in Laguna gonfiando il petto di fronte al pluri titolato Venezia. Impresa per 2-1 che vale la quarta vittoria consecutiva ed il poker di successi su cinque gare in trasferta. Un ruolino di marcia da star al culmine di una prestazione da prima della classe. Salgono a 18 i punti in graduatoria: giusta retribuzione per la squadra di Mignani, equipe delle meraviglie sempre più regina del campionato di B grazie al capocannoniere Cheddira e ad un collettivo di straordinarie qualità tecniche e umane.
Mignani accredita la formazione collaudata con Caprile tra i pali, la linea mediana con Maita, Maiello e Folorunsho. Bellomo dietro le punte Antenucci e Cheddira. Unico cambio in difesa, dove si rivede Pucino sulla destra al rientro dalla squalifica. In mezzo Di Cesare e Vicari. Ricci a sinistra. Il Venezia di partenza è lo stesso corsaro di sabato scorso a Cagliari.
Prima da avversario per Mirco Antenucci a Venezia (dove ha giocato 14 anni fa). In tribuna, Luigi De Laurentiis accanto a Ciro Polito si godono lo spettacolo insieme ai quasi duemila tifosi giunti da Bari. E sono subito brividi dopo 50 secondi con lo scambio Maita-Maiello e la palla di un soffio sopra la traversa. In realtà, l’avvio è di marca veneziana con la squadra di Javorcic al netto controllo del match con un giro palla da squadra di alto lignaggio. Ai tiri in porta ci pensa comunque il Bari. Al quarto d’ora, Ricci mira l’angolino a sinistra del portiere. Bersaglio di pochissimo fuori. A seguire, arrivano un tiro cross di Cheddira non rifinito a rete da Folorunsho ed un inserimento di Ricci deviato in corner (18′). Velleitario il destro dalla distanza di Cheddira terminato direttamente tra le braccia dell’esperto Joronen. Nel complesso, squadre molto attente e restie a lasciare spazi all’avversario. Si gioca con buona vivacità. Giusto lo 0-0 al termine del primo tempo.
Equilibrio spezzato dopo il primo giro di lancette del secondo tempo. Tutto nasce da un’apertura di Bellomo sul fronte mancino da dove Cheddira spedisce un traversone al centro dell’area per Antenucci: dolce pallonetto alle spalle del numero uno veneto. Centravanti molisano al quinto sigillo in campionato e secondo cannoniere di sempre della secolare storia biancorossa.
Poco dopo, Bari vicino al raddoppio. E’ ancora Bellomo ad imbeccare un tacco di Cheddira salvato da Andersen quasi sulla linea di porta. I biancorossi fanno quello che vogliono e sfiorano di nuovo la marcatura con Cheddira che si vede respingere in angolo dal portiere un tiro destinato nel sacco. Javorcic legge la difficoltà ed effettua un doppio cambio spostando Cuisance nel reparto offensivo. Sul fronte opposto, resta bello il duello tra Wisniewski e Cheddira. Marocchino che, in mischia, sbaglia un gol fatto al 19′ calciando fuori misura a pochi passi dal portiere. Errore fatale perché – al 25′ – il Venezia pareggia i conti. Assist dal corner di Cuisance e inzuccata decisiva di Ceccaroni. Nulla da fare per Caprile. Mignani replica all’ex tecnico del Sud Tirol inserendo immediatamente D’Errico e Salcedo al posto di Antenucci e Bellomo.
In azione di ripartenza, Cheddira si riscatta procurandosi al 33′ il rigore (atterramento in uscita del portiere) che trasforma spiazzando con freddezza l’estremo difensore di casa. Bomber barese che inscena il classico balletto per festeggiare il suo ottavo gol stagionale. A questo punto, Mignani alza la media dei centimetri nel muro difensivo gettando in mischia Mazzotta per Ricci e Terranova per Cheddira. L’intervento di Elia Caprile – prodigioso su tiro a colpo sicuro di Pierini – vale quanto un gol e salva porta e vittoria. L’arbitro decreta la fine, ma dopo il triplice fischio nasce il giallo con controllo post finale al Var per controllare un presunto fallo di mani di un difensore pugliese in una mischia furibonda. Nulla di fatto e punteggio inalterato. Il Bari festeggia sotto la curva occupata dagli instancabili e felicissimi supporters. Si canta e si brinda ad un primato in classifica, a metà strada tra sogno e realtà. Percorso verso le stelle pronto a proseguire sabato prossimo al San Nicola – ore 16.15 – contro l’Ascoli.
credits foto ssc bari

