LA FRENATA DI MIGNANI: BARI IN POLE PER LA A? PENSIAMO SOLO A BATTERE L’ASCOLI

di Pierpaolo Paterno

BARI – Alla vigilia della sfida di domani all’Ascoli e poco prima dell’ultima rifinitura, Michele Mignani analizza il momento del Bari. Presente che racconta di una squadra capolista della B dopo otto turni di campionato, di sicuro rivelazione in questa prima parte della stagione.

Mignani non si esalta e abbassa subito la guardia: “Bari dato per favorito nella corsa alla A? Non l’ho mati sentito – attacca – e non leggo i giornali. Mi viene da ridere. E’ bene ascoltare tutti. Ma è bene anche fare dei ragionamenti propri. Un’affermazione del genere non la prendo proprio in considerazione. Non è logico pensare oltre la partita contro l’Ascoli, una squadra solida e di categoria. Magari non è al suo momento migliore. Con la rosa attuale l’anno scorso ha fatto i playoff. Sarà una partita difficile. Dobbiamo aumentare la fame e la voglia di fare prestazioni”.

Meglio guardare in casa propria: “Del mio Bari – sottolinea Mignani – apprezzo l’atteggiamento e la voglia di sacrificarsi e vincere i duelli. Sulla tecnica e la tattica si può sempre migliorare. Faremo al massimo delle nostre possibilità per la partita di domani contro l’Ascoli e poi penseremo al Parma per la Coppa di mercoledì”.

“Nell’ultima partita – continua – abbiamo affrontato una squadra che voleva vincere. Il Venezia continuava ad attaccare dopo il pareggio. Tu devi essere bravo a capire i momenti della partita. Quando ti studiano può diventare un vantaggio se questo toglie un poco di pressione. Troveremo squadre che ci aggrediranno altissimi ed altre che ci aspetteranno un più bassi”.

Cosa attendersi dalla sfida ai marchigiani: “Bisogna arrivare preparati bene a questa partita. Va affrontata nel modo giusto, con tanta fame e voglia di portare punti a casa. I numeri si contano alla fine. Ora l’unico obiettivo è battere l’Ascoli”.

Ascoli in crisi di risultati e con la panchina di Cristian Bucchi che scotta: “Sotto certi aspetti, l’Ascoli farà di tutto per vincere la partita per stare con il loro allenatore. Massimo rispetto per lui, che conosco e stimo. So bene che verranno qua per fare punti”. “Dopo otto partite di campionato – prosegue l’allenatore del Bari – è logico che i giocatori siano motivati. Non ho mai fatto promesse a nessuno. Tutti sanno che devono meritarsi di rigiocare la domenica. Chi non gioca sa che li monitoriamo e che non ci sono preclusioni a farli giocare. Nel gruppo ci sono le giuste motivazioni. Mi dispiace lasciare qualcuno a casa o mandare in panchina”.
Domani Mignani festeggerà le 50 partite sulla panchina del Bari. Un bilancio di questo anno e mezzo in biancorosso: “Penso che ogni volta che siedi in panchina e la aggiungi al tuo percorso, in qualcosa migliorie cresci. Mi ritengo un allenatore giovane, anche se non giovanissimo come età. Fare questo percorso a Bari mi arricchisce al di là della grande società, un ds speciale, i tifosi, la città, giocatori forti. Il bilancio è sinora molto positivo. Quest’anno stiamo facendo il nostro percorso. Dobbiamo solo guardare avanti. Il nostro pensiero va sempre proiettato al domani senza tornare indietro”.
Le scelte per domani: “L’Ascoli viene da una sconfitta casalinga e non sappiamo cosa proporrà domani. Credo che in questo momento il Bari ha dimostrato di sapersi adattare a squadre diverse, con caratteristiche diverse. Stiamo attenti alla condizione. Sono tutti pronti e in linea di massima possono tutti scendere in campo”.
Le risposte di Botta: “Lo vedo bene, motivato e cresciuto fisicamente. Sta bene. Ha avuto quel problema l’anno scorso che lo ha condizionato. Non lo recuperammo pienamente. Adesso sta bene, ha voglia, corre e crea. Sono contento di come sta reagendo a questa situazione. Sa bene che non è definitiva”.
In genere, nove undicesimi sono sempre gli stessi. I cambi sono stati al centro della difesa e sulla trequarti: “A volte sono situazioni contingenti. Sono arrivati giocatori a fine mercato e hanno avuto più tempo per mettersi in condizione rispetto ad altri. Sono veramente adesso tutti allineati, alla pari e alla stessa condizione fisica e psicologica. Sono convinto che chi sta fuori sta meglio di chi sta dentro. Scegliere è sempre più difficile”.
Dopo Cheddira col Marocco e Caprile con gli azzurrini, Dorval precettato dall’Algeria Under 23 si aggiunge: “Motivo di orgoglio per la società e Polito. Vuol dire che le scelte sono state fatte bene. La crescita collettiva della squadra passa attraverso la crescita individuale dei giocatori. Quando uno cresce dipende dal lavoro settimanale e dalle predisposizioni individuali. Dorval sarà libero di decidere cosa fare. Per noi è importante. E’ all’altezza e ci dispiacerebbe perderlo. Dobbiamo pensare ai nostri interessi”.
Antenucci vice capocannoniere del campionato. Un ragazzo di 38 anni con standard atletici di alto livello: “Non sono sorpreso perché adesso lo conosco e ho capito che uomo è, che calciatore è, che professionista è. La mamma lo ha fatto bene bene a livello fisico. E’ uno molto preciso, lavora benissimo in settimana e si gestisce benissimo in privato”.

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