di Pierpaolo Paterno
In Bari-Ternana di sabato scorso, al San Nicola c’era aria di libidine. . . Sugli spalti, in Tribuna d’onore, era presente anche Giampiero Ventura. Con la partita dei galletti a Benevento alle porte, l’ex allenatore del Bari e della Nazionale è tornato a parlare dei biancorossi nel corso della trasmissione “Il calcio che ci piace” andata in onda ieri sera su Teleregione.
“L”altra sera – le parole del tecnico genovese – ho visto un Bari reduce da tre sconfitte ed impegnato in una gara delicata. Ho visto una squadra con una grande voglia in corpo e disponibilità reciproca. Oltre a buone individualità. La partenza in campionato è stata straordinariamente positiva ed in parte inaspettata. Le due sconfitte con Ascoli e Frosinone ci possono stare. La classifica la dice lunga sulle potenzialità del gruppo”.
“I margini di crescita – continua Ventura – credo siano soprattutto sul piano della consapevolezza. L’anno scorso giocava meno bene. Quest’anno, invece, già dalla Coppa Italia ha dato segnali diversi. Poi le tante vittorie in trasferta danno la convinzione di una squadra che non si deve porre limiti. Il programma della società è raggiungere la A in due anni. Ma secondo me, da subito nulla deve essere lasciato al caso. E’ una B nelle corde del Bari. Ripeto, sul piano della consapevolezza bisogna capire che se vuoi, puoi”.
Con la sua competenza tecnica, Ventura allarga lo sguardo sugli aspetti migliorabili del team: “Tutte le squadre sono perfezionabili, ma molto dipende da quanto verrà detto da Polito, Mignani e dalla società. Mi sembra che tra loro ci sia grande unità di intenti. Se ci sarà la possibilità di migliorare, penso non lasceranno nulla al caso. Questione che ovviamente non mi compete direttamente”.
L’analisi sui singoli: “Scheidler non lo conoscevo. Per me è stato una piacevole sorpresa. Poi c’è Mirco Antenucci che, al di là dell’età, resta un giocatore a cui sono affezionato. L’ho avuto sia a Pisa che a Torino, vivendo una splendida promozione in A. Gli anni passano per tutti, ma la sua voglia, umiltà e fiuto del gol non li ha persi. Il Bari è competitivo anche grazie a lui. Credo che sia iniziato un bel percorso che ci coinvolga tutti quanti. Mi ci metto dentro pure io, da barese. La gente ha capito il valore del gruppo, altrimenti non verrebbe in 35mila al San Nicola. Siamo sulla buona strada”.
“Folorunsho come Almiron? Ogni giocatore è se stesso. Folorunsho sta sorprendendo, in alcuni momenti ha fatto benissimo. In altri bene. Un altro componente importante di questo Bari”, la conclusione di Ventura.