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MIGNANI, APPELLO ALLA SQUADRA: A BENEVENTO UN BARI BATTAGLIERO E DI QUALITA’

di Pierpaolo Paterno

BARI – A caccia della vittoria perduta, il Bari di Michele Miganni – all’asciutto di successi da tre turni di campionato – prova ad interrompere la serie no a cominciare dalla trasferta di domani pomeriggio (ore 14, campo Vigorito) a Benevento. Confronto delicato, al cospetto di una avversario in ritardo di punti e a sua volta alla ricerca di una identità da ricostruire dopo l’avvicendamento in panchina tra Caserta e Fabio Cannavaro.

Il tecnico del Bari interviene alla vigilia della partenza per la terra sunnita partendo dalla pre convocazione nella Nazionale del Marocco di Cheddria. Un risultato di un grande lavoro. Più felice o preoccupato? “Sono felice per il giocatore – dice Mignani – perché la crescita individuale di un calciatore è una gratificazione per tutti, per il ragazzo, la società, per me, i compagni e i tifosi. Quando e se andrà via, penseremo come fare. Ora pensiamo al Benevento. Non ci preoccupiamo di quello che potrebbe accadere tra un mese”.

In Campania ritrova Cannavaro sulla panchina giallorossa: “E’ stato un campione e spesso l’ho ammirato in televisione. Poche volte ci ho giocato contro. L’ho sempre apprezzato come calciatore e uomo. Sarà un piacere stringergli la mano, ma dobbiamo pensare alla partita. Match che sarà difficile. Il Benevento nasce con l’ambizione di stare in alto in classifica. Non è partito bene, eppure ha valori assoluti individuali di alto livello. Bisogna stare attenti, non distrarsi mai”.

Bari con un biglietto da visita di 13 punti fuori e solo 6 in casa. Dove i crediti e dove i debiti: “Penso che abbiamo i punti meritati – ammette Mignani – . In alcune trasferte, si è vinto gare che potevamo finire in parità così come in casa si potevano vincere gare non vinte. Lavoriamo su una mentalità e andiamo a giocarcela dappertutto. I numeri non mentono, soprattutto quando iniziano a diventare tanti. Ogni settimana ci conoscono sempre meglio. Si prepara la partita solo per vincere. Come dimostrato nell’ultima partita in casa contro la Ternana, all’epoca prima in classifica”.

Due parole su Scheidler e Ceter: “Se un giocatore gioca sempre 90′ ha più probabilità di segnare di chi gioca meno. Vedi Cheddira, Antenucci e Folorunsho. Scheidler, come Zuzek, ha raggiunto i compagni di squadra per conoscenze e condizione atletica. Possono giocare dal 1′. Adesso sono al pari degli altri. Ceter non si sta allenando con la squadra e non è a disposizione”.

Tra i nodi di formazione per la partita di domani c’è senz’altro quello legato a Ruben Botta, finalmente ritrovato dopo la maiuscola prestazione contro la Ternana: “Il Bari ha preso coscienza di un campionato difficile, mantenendo un atteggiamento sempre spensierato e propositivo. Ogni partita ti fa crescere, al di là del risultato. Sono contento che Botta abbia fatto un’ottima partita e vorrei si ripetesse se lo mandassi di nuovo in campo. Deve dare continuità di allenamento e prestazione in partita. Vedo un giocatore molto presente, sul piano mentale e fisico. Cosa che qualche tempo fa non vedevo”.

“Per fare risultato a Benevento ci vuole un Bari di sostanza, come successo a Cagliari, Venezia e Frosinone. Devi opporti con organizzazione, agonismo e intensità. Altrimenti non esci vivo da nessun campo. Il primo pensiero è battagliare e farlo con qualità per completare l’opera”.

La questione gol, da non limitarsi ai soli Antenucci e Cheddira: “I gol li possono fare tutti, più difficile che li facciano i terzini ai quali non chiedo di saltare nelle palle inattive o inserirsi in zona gol. Per il resto, dagli altri mi attendo gol fatti in tanti modi. Tutti prima o poi possono trovare la via del gol. Più uno gioca e più è facile che segni”. La condizione dello stesso Antenucci: “Mirco sta bene e se non succede niente nelle ultime ore, gioca. Per me è recuperato. Torna a disposizione Bellomo, giocatore affidabile e versatile. Anche a Benevento avremo tre giocatori offensivi. Quello che ci manca è il gol da palla inattiva e occorre essere cattivi quando offendiamo nell’area avversaria. Anche qualche tiro in più da fuori andrebbe fatto. Dovremmo aggiustare la mira”, la conclusione di Mignani.

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