di Pierpaolo Paterno
BARI – Michele Mignani, inutile nasconderlo, ha la lacrima in tasca. Lo stop interno contro il Genoa segna il giro al vuoto del suo Bari, nonostante una prova di spessore condizionata – come spesso accade – da episodi determinanti: “Gli episodi – racconta il tecnico del Bari a fine partita – sono sempre decisivi, in tutte le partite. La squadra ha speso molto, corso tantissimo per andare in pressione al Genoa. A tratti siamo ripartiti anche bene. A 20′ dalla fine, ho forzato un attimo. Con la voglia e la spinta della gente, ci abbiamo provato sino alla fine. Se avessimo segnato con Salcedo, parleremmo di un pareggio e andremmo via contenti. E’ un campionato difficile e imprevedibile. Dispiace perdere in casa, ma la squadra ha dato tutto quello che aveva”.
Sotto analisi il mancato inserimento di Antenucci nella fase della possibile rimonta. Attaccante al quale sono stati preferiti Ceter, Salcedo e Scheidler: “Chi viene in panchina è disponibile, altrimenti non lo porto – puntualizza Mignani – . Ho inserito attaccanti più fisici, pensando che la partita si incanalasse in quella direzione. Chi è entrato ha fatto bene”.
Focus anche sul fallo di mani pieno di Dragusin in dirittura d’arrivo: “Il regolamento dice che se il fallo di mani non interrompe un’azione pericolosa, il calciatore non è da ammonire”.
Il Bari ha comunque confermato di essere una protagonista di questo campionato: “La sconfitta non ti fa crescere. E’ una bugia. La sconfitta ti abbatte. Conta, tuttavia, la prestazione contro un avversario forte. Giocarcela alla parti col Genoa è un segnale che ci siamo e che ce la vogliamo giocare. Bisogna pensare al futuro, non cancelliamo la prestazione di oggi. Il campionato si chiude alla 38ma giornata. Cheddira? aveva una gran voglia di giocare e mi sembrava giusto farlo entrare subito. Mi è piaciuto tanto come atteggiamento e l’ho visto bene anche fisicamente, pur avendomi detto di non aver lavorato tanto al Mondiale”.
L’ultimo pensiero corre ai tanti tifosi, tornati a casa delusi dal risultato: “Vorrei accarezzare i tifosi uno ad uno e li ringrazio per essere venuti a sostenerci. Non mi era mai capitato di vivere in un contesto del genere”.
Su sponda genoana, Alberto Gilardino mette in saccoccia il suo quarto risultato utile da quando siede sulla panchina della prima squadra rossoblù: “Sapevamo di affrontare un Bari di qualità – ammette con onestà – . Siamo stati bravi a sfruttare le occasioni avute, ad essere concreti e a difenderci quanto serviva. E’ stato uno spettacolo giocare in uno stadio del genere. Non sarà facile per nessuno giocare qua a Bari. Adesso c’è la sosta. Il nostro percorso passa di partita in partita. E’ un motivo di orgoglio allenare il Genoa. Sono pronto a tutto. Il Bari? Squadra viva con giocatori esperti in difesa, di qualità a centrocampo e con grande scelta davanti. Un plauso a tutti”.
