di Pierpaolo Paterno
La partita di ieri sera contro il Genoa ha fatto abbassare il sipario sul girone di andata del Bari. E’ tempo, quindi, di un primo bilancio stagionale anche se – sottoscriviamo il pensiero di mister Mignani – i conti veri si faranno alla fine.
PRO: Il primo dato a risaltare è senza dubbio il quarto posto in classifica con i 30 punti conquistati in 19 giornate che valgono una proiezione finale almeno da playoff. Ruolino importante in cui spiccano solo tre sconfitte (nessuna ha perso meno). Il Bari vanta pure il migliore attacco della B forte di ben 30 gol all’attivo: primato condiviso con Reggina e Pisa. Molte delle marcature le ha firmate il capocannoniere del torneo Walid Cheddira con dieci gol fatti, di cui due su rigore. L’exploit dell’attaccante italo marocchino è coinciso con la lieta parentesi della sua partecipazione al Mondiale del Qatar con la maglia del Marocco. Evento di prestigio come le chiamate allo stage azzurro di Caprile – autentica rivelazione tra i pali – e di Salcedo – giovane talentuoso che pure non ha ha ancora espresso le sue potenzialità, a parte l’eurogol siglato nel 2-2 in casa contro il Sudtirol. Sorprende in positivo, la generale condizione atletica della squadra che – al di là di una lieve flessione nella parte centrale dell’andata – si è espressa sempre su ritmi elevati. E questo anche rispetto ai giocatori più avanti con l’età come Antenucci e Di Cesare, autori tra l’altro rispettivamente di 5 e 2 gol. Buono il rendimento complessivo del gruppo che è riuscito ad andare a segno anche con Folorunsho (5), Botta (2), Scheidler (2), Bellomo (1), Maita (1) e il già citato Salcedo (1). Sempre pronta all’appello gente come Mazzotta, Pucino, Vicari e Maiello. Discreto il profitto di Ricci, purtroppo influenzato da un infortunio di medio lunga durata che – tuttavia – ha consentito al giovane Dorval di mettere in mostra la sua verve e le sue capacità tecniche in un campionato a lui sinora sconosciuto.
Al di là di qualche fisiologico intoppo di assestamento nella sua prima esperienza in B, promosso anche Michele Mignani assieme al suo staff: l’allenatore genovese – stratega e artefice della promozione dalla C – dimostra di possedere tutte le carte in regola per una carriera in vetrina. Professionista preparato e persona per bene, Mignani fa dell’umiltà e dell’equilibrio i suoi punti di forza. Dovrà crescere insieme al Bari, rivestendo per questo il ruolo giusto scelto dalla proprietà e dal ds Ciro Polito. Altri due tasselli di qualità che – nodo multiproprietà incombente – assicurano a Bari e al Bari le necessarie garanzie per guardare al futuro con ottimismo. Nel calcio non esistono benefattori e i De Laurentiis non sfuggono alla regola. Ma di sicuro, il Bari è in buone mani e – in caso di cessione – lo sarà ancora.
A margine, ma dato non trascurabile che fa del capoluogo pugliese il leader regionale in fatto di appassionati al seguito, Bari guida la classifica stagionale di spettatori in serie B davanti a Genoa e Palermo con una media di 27.723 presenze in 9 gare interne (fonte numericalcio.it de La Gazzetta dello Sport). Rilevanti anche i numeri nelle trasferte, dove la squadra ha sempre ricevuto il massimo sostegno. Una piazza da serie A che merita una squadra in pianta stabile nel massimo torneo italiano.
CONTRO: Tra le 20 compagini di serie B, il Bari è la squadra che ha pareggiato di più di tutte (9). Invita a qualche riflessione il fatto che in casa abbia vinto solo due volte (Brescia e Modena), pareggiandone 5 e perdendone due, tra cui quella di ieri sera contro il Genoa nonostante il pienone dei quasi 49mila sostenitori sugli spalti. Alle volte, lo spettacolo supera il sostegno vero e proprio. E non porta bene ai biancorossi che confermano il tabù di assenze di vittorie ogni qualvolta il San Nicola si riempie di tifosi.
Veniamo ai dati tecnici. Contro le prime nove della classe, dal Frosinone all’Ascoli, il Bari non ha mai vinto (sconfitte con Frosinone, Genoa e Ascoli) racimolando appena 5 punti frutto di altrettanti pareggi (Reggina, Pisa, Parma, Sudtirol e Ternana). Destano dubbi le situazioni legate a calciatori tecnici come D’Errico e Galano, impiegati con il contagocce e ieri nemmeno convocati per la sfida al Genoa. Un segnale alquanto eloquente di quanto sia in bilico la loro posizione. Sul loro conto, e su quello di altri esuberi (su tutti Scavone, Paponi e Simeri), andranno prese delle decisioni in sede di calciomercato (dal 2 al 31 gennaio).
Parentesi nella quale ci si attendono anche altri approfondimenti rispetto – per esempio – a profili come quello di Ceter: il colombiano ha fatto cinque apparizioni senza mai incidere e fortemente condizionato da uno stato fisico che sinora ne ha compromesso il rendimento. Minutaggi risicatissimi pure per giocatori come Bosisio e Cangiano. Polito saprà come procedere.
Se nei programmi, per il salto di qualità servirebbe qualche piccolo sforzo per rendere un gruppo importante ancora più competitivo di fronte ad avversari blasonati che nel girone di ritorno certamente non resteranno a guardare ed ingraneranno una marcia in più.
credit foto Ssc Bari


