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MIGNANI ALLONTANA I FANTASMI: NON ANDIAMO IN DEPRESSIONE E NON FACCIAMOCI MALE DA SOLI

di Pierpaolo Paterno
BARI – A bocca asciutta per la seconda volta consecutiva in otto giorni dopo la battuta d’arresto di Palermo, stavolta in Bari è messo in ombra da un Perugia onesto, vivace e concreto. Sconfitta che nel punteggio fa il paio con quella maturata in Sicilia. Ma con l’aggravante di una prestazione insipida in cui ci mette la frangia una vigilia di tensioni ambientali (le dichiarazioni del segretario Ippedico con tanto di malumore tra i tifosi) e le defezioni tecniche (fuori d’un colpo Galano, Ceter, Cheddira e Salcedo) che costringono Mignani a fare i conti della serva centellinando scelte e uomini a disposizione nel reparto avanzato. Antenucci, che non gioca una partita intera da tempo immemore, e Scheidler, fuori dai radar da alcune settimane, fanno quello che possono. Che, evidentemente, è poco e niente. Come se non bastasse, si aggiunge il forfait di Maita poco prima di iniziare a causa di un disturbo intestinale. Insomma, un quadro da catalessi con diretti riflessi sulla prestazione e sul punteggio: “Le sconfitte fanno tutte male. In questa ci è stato il merito dell’avversario. Avevamo lavorato su alcune contromisure, che non ci sono riuscite. Nel primo tempo si era in equilibrio. Nel secondo tempo, abbiamo perso campo. Non riuscivamo ad opporci al loro modo di tenere palla né nel renderci pericolosi”, le parole di Mignani.

“Oggi – continua Mignani – abbiamo trovato una squadra che ha fatto meglio di noi e stava meglio di noi. Il primo tempo, senza Maita e Cheddira, la squadra ha fatto quello che doveva. Ho tolto Antenucci e Cheddira per dare più vitalità alla squadra. Salcedo? Aveva chiesto più spazio e non aveva senso tenerlo se la testa non era con noi. Faremo quello che ci sarà da fare secondo la disponibilità della società”.

Come e da dove ripartire: “L’ultima cosa che dobbiamo fare è andare in depressione e farci male da soli. Il primo tempo è stato accettabile. Il secondo, no. Siamo una squadra che sinora ha espresso calcio e ha ottenuto risultati. L’entusiasmo di prima pagava. Bisogna tornare a fare quello che facevamo prima. Il percorso non si valuta da una partita. Non ci sono problemi psicologici. Il mercato, vuoi o non vuoi, distrae. Ieri abbiamo salutato un elemento della squadra (Salcedo, ndr) e così anche altri. Bisogna restare sul pezzo, con qualità nel lavoro e nelle prestazioni”.

La sconfitta giunge quasi di proposito per convincere la società ed il ds a prendere decisioni sul mercato: “La nostra è una società lucida e non deve farsi influenzare da una partita. C’è confronto costante col direttore e conosciamo ciò che può servire. Non bisogna trovare delle attenuanti. La società sa bene cosa serve e come ha fatto nel passato, spero si riesca a fare quello che serve anche adesso. Io faccio l’allenatore e non il mercato”.

Fabrizio Castori, un volpone della B, se la gode alla grande: “Abbiamo fatto la partita che volevamo. Cioè prendere alti il Bari. Alla lunga abbiamo meritato la vittoria. Il giusto risarcimento rispetto alla gara dell’andata. Le partite si leggono.

Non ci siamo arresi. Caprile aveva già fatto due grandi parate. Siamo stati bravi a crederci. Ho fatto cinque cambi. Lisi per spingere più sulla sinistra. E Di Serio per tenere il ritmo. Il ragazzino mi ha fatto una doppietta. Quando teniamo ritmi alti e pressing, diventa difficile per tutti giocare contro di noi”.

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